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23. 04. 2024 04:05

Milano-Cortina 2026, non si scherza più: a che punto è il progetto dei Giochi?

Due anni all’alba. Il 6 febbraio 2026 è in programma la cerimonia d’apertura di Milano-Cortina. Gli impianti, le infrastrutture, gli atleti, i ritardi e la mappa cittadina aggiornata

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Alla cerimonia d’inaugurazione mancano poco più di due anni. Il 6 febbraio 2026, nello stadio Meazza, partiranno i Giochi invernali assegnati a Milano-Cortina dal Cio. Una grande vittoria, che ha dato enorme gioia agli organizzatori e a chi ama le sfumature dello sport olimpico, mitigando un po’ la delusione per la corsa spezzata di Roma 2024.

Nel giorno del pronunciamento c’erano anche Michela Moioli e Sofia Goggia nella delegazione italiana, sono tra le atlete che hanno già il mirino puntato verso il grande evento, insieme a diversi altri atleti nello sci alpino (più femminile che maschile), nel biathlon, nel pattinaggio di velocità e in quello artistico, nel curling diventato improvvisamente uno sport su cui puntare dopo il trionfo di Costantini-Mosaner.

Quello che sta funzionando meno è il percorso nel campo della viabilità e delle infrastrutture. A Milano e non solo, considerando che il dibattito più acceso è quello sulla pista da bob, vicenda estranea al capoluogo lombardo. Ad oggi non è chiaro chi vincerà il braccio di ferro, se il Cio che chiede di lavorare su impianti esistenti (anche all’estero) o Cortina che in extremis ha trovato dei finanziatori per una struttura tutta nuova da costruire in tempi brevi.

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Milano-Cortina 2026, il milanese Marco Fabbri: «Vorremmo esserci da protagonisti»

Andrea Gussoni

Nel 2026 in un Forum di Assago vestito a festa per le Olimpiadi potrebbe danzare sul ghiaccio anche un milanese. Stiamo parlando di Marco Fabbri, che dopo aver vinto a 35 anni uno storico argento ai Mondiali di Saitama 2023 con Charlène Guignard, sta vivendo una seconda giovinezza.

Milano-Cortina 2026 è vicina o lontana?
«Dall’esterno può sembrare che ci siamo, ma per uno sportivo due anni non sono pochissimi. Ogni tanto la testa vola a quei giorni, ma per ora io e lei ragioniamo stagione per stagione».

In generale Milano come si sta avvicinando ai Giochi?
«Milano risponde sempre positivamente ai grandi eventi e da città “fighettina”, se mi passate il termine, tutto ciò che è esclusivo funziona sempre. I ritardi e i problemi ci sono, ma noi italiani siamo bravissimi a risolvere tutto all’ultimo secondo. Sono convinto che ce la faremo anche stavolta».

Marco Fabbri
Marco Fabbri

Il Forum di Assago dove pattinerete a Milano-Cortina 2026 è una delle poche strutture pronte.
«Sì, anche se dopo più di trent’anni avrebbe bisogno di qualche ritocchino. E’ comunque in piedi, funzionante e garantisce il corretto svolgimento delle competizioni, lì siamo tranquilli».

Arriviamo al dunque: parteciperai ai Giochi?
«Ribadisco che con Charlene stiamo valutando stagione per stagione. Sicuramente vorremmo esserci ma da protagonisti, per lottare per una medaglia, non “tanto per”. Abbiamo già preso parte a tre edizioni, quel tipo di esperienza l’abbiamo vissuta».

L’argento dello scorso anno ha cambiato i piani?
«Sicuramente quel podio e i due ori europei ci spingono verso il sì, ma in due anni possono cambiare tante cose. Ora pensiamo ai Mondiali di Montreal di marzo e dopo prenderemo una decisione sul biennio: smettere nel 2025 non avrebbe molto senso».

Gareggiare in casa è un vantaggio?
«Per assurdo le nostre delusioni più grandi le abbiamo patite al Mondiale di Milano 2018 e alla finale del Grand Prix a Torino. Il clima in entrambi i casi era stato pazzesco, quasi non sentivamo la musica, ma non era bastato. Speriamo che stavolta nel caso vada diversamente».

Milano-Cortina 2026, il presidente Marco Riva: «Un’occasione per valorizzare le eccellenze sportive lombarde»

Tiziana Cairati

Marco Riva, presidente del CONI Lombardia sogna il conto alla rovescia verso Milano-Cortina rispondendo alle domande di Mi-Tomorrow.

Cosa si aspetta che possa lasciare a Milano e alla Lombardia l’Olimpiade?
«I Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026 lasceranno qualcosa a livello valoriale perché sono un’occasione unica per fare in modo che si parli di sport e che lo sport possa davvero diventare uno degli elementi legati alla società. Lo è di già, di fatto, perché il modello sportivo italiano ha sempre funzionato ed è legato al mondo dell’associazionismo sportivo. Questa è l’occasione per valorizzare le eccellenze che operano sul territorio fatte da tecnici, dirigenti, atleti, atlete e operatori sportivi e volontari che operano con competenza, dedizione e passione. È un’occasione importante per questo e per parlare di sport e dei suoi valori. I cinque cerchi sappiamo che rappresentano lo sport nel mondo, un linguaggio universale».

Questo evento potrà essere da traino per l’approdo di altri macro-eventi sportivi nella regione e nella città di Milano?
«Sicuramente sì, sia per la Lombardia che per Milano sono importanti. Già ci sono eventi, anche a livello internazionale, arrivati negli scorsi anni e continueranno anche nel 2024 e nei prossimi anni. Sicuramente ci saranno dei fari puntati sul nostro territorio, che dovrà essere in grado di essere un’eccellenza a livello organizzativo e attirare tante persone. L’Italia è attrattiva e non dobbiamo dimenticare che la Lombardia dà la possibilità di praticare tanti sport grazie all’estensione territoriale. Inoltre rappresenta circa 20% dello sport italiano. Sia a livello di praticanti che di associazioni e risultati. Ci sono diverse cose che possono essere messe in evidenza dalle Olimpiadi».

Marco Riva
Marco Riva

Passiamo a Milano, come procede il villaggio olimpico? E la viabilità c’è un progetto per evitare il rischio di bloccare la città durante l’evento?
«Per il villaggio olimpico siamo nelle tempistiche, anzi, recentemente ho fatto una visita e ho constatato che siamo in anticipo. Questo è un esempio di progettualità con un’eredità importante, perché finiti i Giochi gli alloggi saranno consegnati agli universitari (circa 1.400, ndr). Sulla viabilità, invece, si deve chiedere a chi si occupa della parte organizzativa».

Michela Moioli continua a dare grandi soddisfazioni nello snowboard…
«Moioli è un simbolo del suo sport, è una grande campionessa, le auguriamo il meglio».

Nello sci femminile siamo al top con Goggia e Brignone, non si può dire la stessa cosa per il maschile. C’è un giovane che invece potrebbe sorprenderci?
«Le due punte di diamante dello scii, grandissime campionesse con grande determinazione. Hanno caratteri diversi, ma sono tutte e due straordinarie. Sui giovani dovremmo chiedere alla Federazione».

Milano-Cortina 2026, la situazione degli impianti: chi sale

Luca Talotta

Palaitalia. Milano si prepara ad accogliere il PalaItalia, nuovo impianto polifunzionale che promette di portare numerosi vantaggi alla città e di essere un importante stimolo soprattutto per l’economia locale di una zona, il quartiere Santa Giulia nel distretto di Rogoredo, molto periferico e conosciuto più per aspetti negativi che altro.

Oltre a generare posti di lavoro durante la fase di costruzione, l’impianto contribuirà a incrementare l’attività commerciale e ricettiva nei dintorni, perché al termine delle Olimpiadi diventerà un centro per eventi culturali come concerti, spettacoli e congressi. Con il sogno, mai nascosto, di riportare l’Olimpia Milano in città: l’arena potrà contenere fino a 15mila posti, tremila in più del Forum di Assago che oggi ospita le ‘Scarpette Rosse’.

Villaggio Olimpico. E che dire del nuovo Villaggio Olimpico: un progetto ambizioso che porterà con sé una serie di vantaggi duraturi per la città e i suoi abitanti. Un vero modello di rigenerazione urbana, visto che ridarà vita a una zona, il vecchio scalo ferroviario di Porta Romana, da tempo in una situazione di abbandono.

Progettato con materiali e tecnologie ecosostenibili, mira a creare un quartiere energeticamente efficiente e a basso impatto ambientale, che sarà riconvertito in uno studentato e in spazi comuni di aggregazione e aule di studio all’aperto già a partire dall’anno scolastico 2026. Ospiterà 1.700 posti letto dove dormiranno 1.400 atleti.

Milano-Cortina 2026, la situazione degli impianti: chi scende

Agorà. Era l’estate del 2018 quando l’allora assessore allo sport del Comune di Milano, Roberta Guaineri, rilanciava: «La nostra priorità è riqualificare e restituire a Milano gli impianti sportivi di cui la città ha tanto bisogno». A distanza di sei anni, con un’Olimpiade invernale conquistata nel frattempo, le cose non sono cambiate.

Tanti, troppi gli impianti che non hanno ottenuto nuovi vita in città: il più danneggiato (soprattutto per quanto accaduto in seguito) è stato il palazzo del ghiaccio Agorà di via dei Ciclamini, che oltre ad essere stato scartato per motivi economici (troppo alto il costo per rimetterlo a nuovo e fare in modo che il CIO lo considerasse idoneo per i giochi) ha visto anche morire il suo unico ospite, l’hockey Milano Bears, lentamente precipitata prima nelle serie inferiori e poi, inevitabilmente, nel fallimento societario dopo la morte dello storico presidente Pompeo Guarnieri.

Ex Palasharp. E che dire dell’ex Palasharp di Lampugnano, in disuso ormai dal 2011 e sporadicamente usato dal Comune come rifugio per senzatetto o spazio per ospitare ramadan e preghiere. In principio doveva diventare la Milano Hockey Arena, titolo poi perso in favore dei padiglioni temporanei all’interno della fiera di Rho. Troppi i 46 milioni di euro necessari per riqualificare l’ex Palasharp, cifra lievitata del 155% rispetto ai 18 milioni iniziali messi in conto dal gestore e dal Comune. Il palazzetto ospiterà un centro per i volontari che graviteranno nel perimetro olimpico, contentino finale a cinque cerchi.

Milano-Cortina 2026, la mappa delle strutture
Milano-Cortina 2026, la mappa delle strutture

Milano-Cortina 2026, la mappa delle strutture: quelle già pronte

STADIO MEAZZA
Sarà l’impianto che ospiterà il 6 febbraio 2026 la cerimonia d’apertura.

FORUM DI ASSAGO
Ospiterà tutte le gare di short track e pattinaggio a partire dal 5 febbraio 2026; capienza fino a 12.700 spettatori.

Milano-Cortina 2026, la mappa delle strutture: work in progress

VILLAGGIO OLIMPICO
Avrà sede nell’area dell’ex scalo di Porta Romana e sarà poi riconvertito in residenza studentesca. I lavori, iniziati a gennaio 2023, procedono regolarmente, confermando l’anticipo di tre mesi sul cronoprogramma. Consegna prevista a Fondazione Milano Cortina: luglio 2025.

RHO FIERA MILANO
Venue di gara “usa e getta” (padiglioni 22 e 24) per speed skating e hockey su ghiaccio (sostituisce l’ex PalaSharp). Dopo le competizioni qui sorgerà anche il Media Center. Lavori partiti a settembre 2023.

Milano-Cortina 2026, la mappa delle strutture: ancora indietro

PALA ITALIA SANTA GIULIA
Sarà dedicato all’hockey su ghiaccio e al para ice hockey. Ospiterà il torneo maschile e tutte le finali; capienza di 15mila spettatori. Solo il 28 novembre 2023 è stata posta la prima pietra. Termine lavori previsto per fine 2025, in tempo, dicono, per l’ispezione del Comitato Olimpico.

Milano-Cortina 2026, dalla candidatura ai Giochi in 5 date

Il 9 ottobre 2018

LA CANDIDATURA

Il Comitato Olimpico Internazionale approva la candidatura di Milano-Cortina . Avversaria dell’Italia è la Svezia. Fino a quel momento Milano era sede della sessione Cio 2019, nomina annunciata nel 2017 e revocata per permettere di correre, insieme a Cortina, per le Olimpiadi.

24 giugno 2019

L’ASSEGNAZIONE

Il presidente del Cio, Thomas Bach, annuncia a Losanna l’assegnazione dei Giochi Olimpici Invernali del 2026 a Milano-Cortina. La delegazione tricolore comprende il sindaco Giuseppe Sala, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il presidente del Coni Giovanni Malagò.

9 dicembre 2019

LA NASCITA DELLA FONDAZIONE

Viene costituita la Fondazione Milano-Cortina 2026. È l’organo deputato a svolgere tutte le attività di organizzazione, promozione e comunicazione degli eventi sportivi e culturali dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. Dal 1° dicembre 2023 l’amministratore delegato è Andrea Varnier.

15 novembre 2024

LA SCADENZA

Intricata la situazione della pista di bob. Impossibile, allo stato attuale, che un progetto tra quelli esistenti possa essere costruito entro quella data. Le possibilità sono: una pista estera o una italiana, ma quella presentata dall’impresa Pizzarotti andrebbe costruita da zero. Il Cio è contrario.

6 febbraio 2026

L’AVVIO

Tutte le strutture sportive e tutte le opere di viabilità previste nel dossier consegnato al Comitato Olimpico Internazionale dovranno essere pronte nel giorno dell’inaugurazione. La rassegna durerà fino al 22 febbraio e si dividerà (salvo eccezioni) tra Lombardia (Milano, Assago, Rho e Livigno) e Veneto. MT

Milano-Cortina 2026, il numero: 16

Sono le discipline previste a Milano-Cortina 2026: biathlon, bob, combinata nordica, curling, freestyle, hockey sul ghiaccio, pattinaggio di figura, pattinaggio di velocità, salto con gli sci, sci alpino, sci di fondo, short track, skeleton, slittino, snowboard e sci alpinismo.

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