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Milano
07. 12. 2022 12:04

San Siro, fine del dibattito: dopo 40 giorni stessi dubbi e nessun passo avanti. A cosa è servito?

Il dibattito sul destino del Meazza è terminato, gli interrogativi però sono sempre gli stessi: era davvero necessario "allungare il brodo" ulteriormente?

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Quaranta giorni e 14 incontri pubblici per restare al punto di partenza. Questa è la sintesi della relazione finale del dibattito su San Siro che il coordinatore Andrea Pillon ha presentato questa mattina, inviando poi il resoconto a Inter, Milan e al Comune di Milano. La giunta Sala adesso avrà 60 giorni di tempo per presentare il suo dossier, ma la sensazione è che si sia ormai impantanati in un circolo senza via d’uscita.

San Siro: storia trita e ritrita

«Ci si divide su cosa fare, sulle soluzioni, ma c’è un generale consenso sul fatto che i club abbiano bisogno di uno stadio di proprietà e moderno», recita la relazione finale su San Siro. «È emerso quanto sia necessario intervenire e che le squadre siano legittimate a chiedere una riqualificazione perché c’è un reale bisogno». Concetti sacrosanti che non avevano certo bisogno di 40 giorni di riflessione per essere messi nero su bianco, ma tant’è.

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La palla passa al Comune

«Ora i proponenti – spiega Pillon – hanno 60 giorni di tempo per presentare un dossier di progetto». Già la prossima settimana, il 24 novembre, Pillon presenterà la relazione in commissione consigliare. Dal confronto pubblico, però, emerge la consapevolezza che sia necessario intervenire sullo stadio e riqualificare l’area circostante «nonostante resti un sentimento verso San Siro».

Le paure dei cittadini

Allo stesso tempo però «ci si divide sulle soluzioni da adottare. Spaventa la gestione dei cantieri e i cittadini chiedano venga risolta la questione del verde e la vicinanza delle case», spiega il coordinatore. «È fondamentale, secondo i più, che un’eventuale trasformazione dell’area San Siro preveda l’intervento di una vera e propria regia pubblica, che garantisca la tutela di un certo tipo di interessi».

Capienza ridotta e prezzi

I cittadini hanno ricevuto rassicurazioni sulla capienza dello stadio. «Sapete che progetto prevede riduzione da 75 mila a 60 mila circa. Preoccupa quindi l’aumento dei prezzi dei biglietti, su questo punto abbiamo avuto decine di interventi. È stato più volte detto – spiega Pillon – che con il nuovo stadio i biglietti più popolari e gli abbonamenti standard non dovrebbero portare a un aumento dei costi, ma questo tema di preoccupazione è presente».

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Commercio e sostenibilità

Criticità anche riguardo l’aspetto commerciale «soprattutto per la presenza di altri grandi centri commerciali nell’area. Secondo molti bisognerebbe valorizzare di più il commercio di vicinato, di prossimità», spiega il coordinatore. «Infine la sostenibilità ambientale, emerge la necessità di avere uno studio sull’impatto della ristrutturazione contro la realizzazione del nuovo impianto. Si è parlato anche del verde e della preoccupazione del suo frazionamento».

Uno stallo sfiancante

Alla resa dei conti, la relazione non è altro che un sunto di domande, perplessità e incertezze che negli ultimi mesi (per non dire anni) erano stati abbondantemente sviscerati. Il documento finale su San Siro non offre spunti risolutivi o nuovi punti di vista, ma si limita a ribadire cose già dette e ridette. Ora tocca al Comune dire la propria ma la sensazione è che uscire da quest’immobilismo – e da questa melina – non sarà facile e forse a tanti va bene così. La vera domanda è quanto ancora i club sono disposti ad aspettare la fine di questo teatrino.

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