8.2 C
Milano
21. 02. 2024 01:53

Super Bonus 110%: finiti i fondi, i sommersi e i trombati 

Il Governo ha fatto male i conti e l’idea è quella di un incremento delle tasse per coprire i soldi mancanti

Più letti

Finiti i fondi per il Super Bonus 110%, ecco cosa può succedere adesso alle famiglie che già avevano prenotato i soldi. Le ultime notizie relative al Super Bonus per il 110% ha messo decisamente in allarme un po’ tutto, perché a quanto pare le necessarie coperture finanziarie relative ai fondi stanziati dallo stato sono venute meno. E ora, cosa accadrà? 

Super Bonus 110%, finiti i fondi

Partiamo dal fondo, ovvero dal fatto che per il Super Bonus 110% sono finiti i fondi. L’annuncio non-annuncio arriva dall’Enea, che nel suo monitoraggio quotidiano ha mostrato come il tetto preventivato dallo Stato sia ormai stato superato e questo nonostante si sia ancora lontani dalla scadenza della misura. I costi continueranno ad aumentare e per il governo non sarà semplice trovare un modo per finanziarlo. Parlando di numeri: i soldi stanziati erano inizialmente stati 33,3 miliardi di euro ma, al 31 maggio 2022 risultavano autorizzati lavori per una cifra complessiva di 33,7 miliardi. Ma, nonostante tutto questo, non ci sarà uno stop anticipato per il superbonus, per il quale restano valide le scadenze del 31 dicembre 2022.

Troppi bonus, pronti ad aumentare le tasse

E che in Italia esistano fin troppi bonus, è lampante. Una situazione del genere è decisamente difficile da gestire, anche perché il legislatore che volesse davvero finanziare e portare avanti tutti i progetti attualmente in essere, avrebbe solo due strade: un nuovo scostamento di bilancio o un incremento delle tasse. A meno che non dovesse esserci un intervento dall’Europa, come è già stato per il Recovery Fund o per il fondo Sure. Dunque, cosa succede adesso che i fondi stanziati per il superbonus sono terminati? 

Le tre parole di oggi? Scoprile in newsletter!

Super Bonus 110%: cosa cambia ora che sono finiti i fondi? 

Ora toccherà al Governo diretto da Mario Draghi trovare nuove risorse. Sulla carta non dovrebbero esserci conseguenze per famiglie e imprese, sia per chi ha avviato i lavori che per chi è ancora in fase di programmazione. Di certo questa situazione rende impossibili ulteriori proroghe. Anche perché nel contempo ci sono anche gli altri bonus edilizi da considerare.

Dove troverà il Governo nuovi soldi per il Super Bonus 110%? 

L’ipotesi più semplice è quella di un ulteriore scostamento di bilancio, strada che tuttavia il ministro dell’Economia, Daniele Franco, non sembra voler percorrere. Diversamente si dovranno portare avanti tagli alla spesa pubblica oppure con l’introduzione di nuove tasse. Soluzione che Giorgetti non vuole neppure sentire menzionare. 

Fino a quando si può chiedere il Super Bonus 110% 

Detto che la legge prevede che il Superbonus si potrà richiedere fino alla fine del 2022 e che questa data rimarrà, come faranno i cittadini che decideranno una ristrutturazione entro dicembre? E soprattutto, cosa paga il proprietario? Cambierà qualcosa a riguardo? La risposta pare chiara: no, la legge è stata decisa e pubblicata in Gazzetta Ufficiale, nulla cambierà. Ma, si sa, siamo il paese dell’Aretino Pietro, colui che camminava con una mano davanti e una dietro. E non è detto che le cose non possano davvero essere modificate.

Fine del Super Bonus 110%, ecco i sommersi e i trombati

La fine dei soldi per il Super Bonus 110% appare però a noi come la classica situazione dove vivono assieme, in società, i sommersi e i trombati. Due categorie molto fluide (questo termine, ormai, ci piace assai) che possono interscambiarsi facilmente. I sommersi sono coloro che, grazie al Super Bonus 110%, lavorano tanto: e sono dunque le aziende, edili e non, chiamate a dover gestire un’azienda piena. I trombati, nonostante le smentite del caso, sono invece le persone che volevano fare ma che ormai appare chiaro non possono più. Ma i sommersi sono anche coloro che hanno deciso di aderire al Super Bonus e ora si trovano in una fase di stallo: cosa mi accadrà? Perché, ben inteso, le aziende non stanno di certo meglio dei cittadini: quando prenderanno i soldi dallo stato? Con che tempistiche? E di certo questo superamento del tetto previsto non agevola la situazione. E chissà che, da sommersi, non diventino trombati. Come detto, categorie fluide e senza paletti. A noi piace così, oggigiorno.

In breve

FantaMunicipio #20: una città più a suon di musica

La notizia della settimana per la città riguarda senza dubbio la musica e la presentazione, effettuata nel corso di...
A2A
A2A