Università, test di Medicina a Milano: Bicocca guida per risultati ma l’accesso resta una corsa a ostacoli

I dati del semestre filtro premiano Milano-Bicocca, ma il numero chiuso continua a lasciare fuori la maggioranza dei candidati

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L’accesso ai corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria continua a rappresentare uno dei passaggi più critici per migliaia di studenti milanesi. I risultati del secondo appello del semestre filtro, sostenuto tra novembre e dicembre, fotografano una situazione complessa: buone performance relative a Milano-Bicocca, difficoltà diffuse alla Statale e un dato che pesa come un macigno, ovvero che solo tre studenti su dieci riescono ad accedere al percorso universitario.

L’attesa ora è tutta per l’8 gennaio, quando sul portale Universitaly verranno pubblicate le graduatorie nazionali che stabiliranno chi potrà proseguire gli studi e in quale ateneo. Un passaggio decisivo che arriva dopo settimane di incertezza e proteste studentesche.

Test medicina, i risultati a Milano-Bicocca: performance sopra la media nazionale

Tra gli atenei milanesi, Università degli Studi di Milano-Bicocca emerge come quello con le percentuali di superamento più alte. Al secondo appello, su 876 studenti, ha superato Fisica il 19,8%, Chimica il 38,9% e Biologia il 20,4%. Dati che segnano un miglioramento rispetto alla prima tornata, soprattutto in Chimica, e che collocano Bicocca tra le sedi più performanti a livello nazionale, pur in un contesto generale di risultati bassi.

La lettura dei numeri, però, resta ambivalente: se da un lato Bicocca “vince” il confronto milanese, dall’altro oltre il 60% degli iscritti non riesce comunque a superare le prove, confermando la severità del nuovo sistema di selezione.

Test medicina, Statale di Milano: numeri più bassi e tensione a Città Studi

Più critico il quadro alla Università degli Studi di Milano, dove hanno sostenuto le prove circa 2.400 studenti. Al secondo appello, Fisica è stata superata solo dal 15%, Chimica dal 31% e Biologia dal 17%. Si registrano lievi miglioramenti rispetto al primo appello, ma non sufficienti a rasserenare il clima in Città Studi.

Il confronto tra i due principali atenei cittadini evidenzia una frattura interna al sistema universitario milanese, con standard di difficoltà percepiti come eccessivi e risultati che alimentano frustrazione e proteste.

Test medicina: il decreto ministeriale e le nuove regole di ammissione

Di fronte a percentuali così basse, il Ministero dell’Università è intervenuto con un nuovo decreto che modifica temporaneamente i criteri di accesso. In graduatoria potranno ora entrare anche studenti con una o due insufficienze, fino a esaurimento dei posti disponibili. Una misura pensata per evitare che restino cattedre vuote, ma che introduce nuovi elementi di complessità.

Chi accede con insufficienze dovrà comunque recuperare il debito formativo sostenendo una prova riparativa a febbraio 2026. Inoltre, è stato stabilito che gli studenti che avevano rifiutato un voto positivo al primo appello, ma sono risultati insufficienti al secondo, potranno mantenere valido l’esito precedente.

Le proteste degli studenti: «Un percorso poco trasparente»

Le modifiche in corsa non hanno placato il malcontento. Anzi, secondo molte associazioni studentesche hanno aumentato la confusione. L’Udu – Unione degli universitari, molto attiva a Milano, parla di un sistema che continua a cambiare regole senza offrire certezze.

«Da poco sono usciti i voti e i nuovi criteri di ammissione a Medicina: un decreto che vuole sanare ma che nei fatti crea solo più confusione rendendo il percorso del semestre filtro poco trasparente e tortuoso», ha dichiarato Elisa Frigeni, rappresentante milanese dell’Udu. Il dato che resta, sottolineano gli studenti, è sempre lo stesso: solo il 30% riesce ad accedere.

Test medicina: Milano e il nodo strutturale del numero chiuso

Il caso dei test di Medicina riporta al centro del dibattito cittadino un tema strutturale: il rapporto tra domanda formativa e accesso programmato. Milano attrae migliaia di aspiranti medici da tutta Italia, ma il sistema continua a produrre una selezione durissima, con effetti sociali ed emotivi rilevanti.

In attesa delle graduatorie definitive, il 2026 si apre con un interrogativo che va oltre i singoli atenei: il modello del semestre filtro è davvero la risposta giusta per garantire qualità, equità e trasparenza nell’accesso a Medicina?

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