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04. 03. 2024 03:52

Via Bolla: l’assurdo e inutile scambio di accuse di una politica sempre più allo sbando

Può crescere e migliorare una città dove nessuno si prende le proprie responsabilità?

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Le risse scoppiate recentemente in via Bolla a Milano hanno dato il via all’ennesima riflessione su quanto sia inutile la politica locale oggi. O meglio, su quanto sia inutile il modo in cui agisce la politica locale oggi: fatta di scambi di insulti, accuse, scarico di responsabilità, ricerca di capri espiatori non meglio identificati e così via. Nessuno che si prenda le proprie responsabilità, nessuno che dica: sì, abbiamo sbagliato e dobbiamo lavorare.

Via Bolla, per il Comune la colpa è di ALER

Il primo a scendere in campo è il Comune di Milano. Che, tramite un post su Instagram pubblicato da Marco Granelli, assessore alla Sicurezza e Protezione Civile, punta il dito e accusa ALER: «Via Bolla quartiere case popolari di proprietà di ALER – Regione Lombardia». Inizia così il suo j’accuse nei confronti del gradino politico superiore al suo, che guarda caso è anche di un’espressione politica differente, vale a dire del centrodestra. Granelli prosegue: «Il culmine di risse e danneggiamenti, che purtroppo continuano da giorni. E così 60 donne e uomini della Polizia di Stato bloccate lì, invece di essere al servizio della città, tra l’altro in un momento importante per la ripresa di Milano, e quando il mondo ha gli occhi su Milano. È il risultato di anni di abbandono e mancata gestione da parte di ALER e Regione Lombardia». 

Le colpe di Regione Lombardia e di ALER

 

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Dunque, per Marco Granelli, la colpa è di ALER e di Regione Lombardia: «Più volte hanno annunciato progetti, ma non sanno neanche chi abita nelle loro case – rincara la dose – perché da tempo non ci vanno più. Quando i vicini si sono lamentati per le auto abbandonate in quel cortile, ci ha dovuto pensare il Comune di Milano e la Polizia Locale di Milano con la Polizia di Stato a portarle via». Ecco: dunque il Comune di Milano, quindi la sua di competenza, ha fatto quanto in suo potere. Bravi: «E hanno anche il coraggio di chiedere al Comune e alla Polizia di fare il censimento di chi c’è nelle loro case, dove sono pagati per gestirle. Noi siamo pronti a collaborare, in tutto quanto è possibile, ma ALER e Regione non continuino a scappare dalle proprie responsabilità. Non c’è più tempo da perdere. Altrimenti qualcuno li commissari, Milano non può più permettersi cose così». La soluzione di Marco Granelli, che ripetiamo è assessore alla SICUREZZA e Protezione Civile, è quella di commissariare ALER.

Per il centrodestra la responsabilità è del Comune di Milano

Dall’altra parte, invece, si ringhia forte nei confronti proprio della giunta comunale e, di conseguenza, anche dello stesso Marco Granelli. A farlo è il redivivo Luca Bernardo, già candidato Sindaco del centrodestra alle recenti tornare elettorali che hanno visto, invece, la riconferma di Beppe Sala alla guida della città. Anche Luca Bernardo ha usato i social per esprimere il suo pensiero: «Quello che è successo in Via Bolla è inaccettabile – le sue parole – non ci sono e non possiamo permetterci altre ricette, se non il ritorno alla legalità a qualsiasi costo. Le famiglie oneste, i fragili, gli anziani, i bambini meritano di vivere e non sopravvivere. Quartieri, come via Bolla in scacco ai pregiudicati, agli spacciatori, alle baby gang, agli abusivi, a chi non rispetta la legge e le persone che vi abitano, e pagano ogni mese, con sacrificio l’affitto. Uomini, donne, bambini, ragazzi, che non meritano di vivere nel degrado e nella paura».

 

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La richiesta di Luca Bernardo a Beppe Sala

Poi arriva l’accusa: «Chiedo al Sindaco Sala di intervenire rapidamente ed insieme in maniera bipartisan, riportando decoro e sicurezza, a qualsiasi costo. Un plauso alla Polizia di Stato, per il rapido e risolutivo intervento, che ha prevenuto fatti che degenerando, potevano concludersi con fatti più gravi. Non possiamo stare a guardare dopo che un bimbo di due anni è finito in ospedale. Milano merita rispetto». Quindi Bernardo indica la soluzione: una discesa in campo di tutta la politica locale, al di là del colore. Per migliorare una gestione deficitaria, gestione però monopartitica. Ci sarà modo di metterli d’accordo? Difficile, perlomeno entrambi hanno applaudito all’operato della Polizia di Stato: è poco, certo, ma è sempre meglio di niente.

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