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16. 06. 2024 11:23

Vincoli a Milano, intervista a Vittorio Sgarbi: «San Siro, polemica inutile. Sala non ha capito. Il fine dell’Odeon resti la cultura»

Il sottosegretario alla Cultura ai microfoni di Mi-Tomorrow: «Su San Siro io non fatto altro che essere il garante della legge»

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La galleria Vittorio Emanuele vandalizzata da tre writer dal volto ancora sconosciuto, il vincolo sul secondo anello dello stadio San Siro che, di fatto, mette a tacere la polemica sulla questione “abbattimento sì o abbattimento no” e la chiusura dello storico cinema Odeon in pieno centro città che lascia spazio ad un grande centro commerciale. Sono tanti e diversi gli argomenti che, in questi ultimi giorni, sono al centro della cronaca milanese. Noi ne abbiamo parlato con Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura, nonché esperto e critico d’arte.

La nostra intervista a Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi, ai microfoni di Mi-Tomorrow, rilascia importanti dichiarazioni su quelli che sono gli argomenti e soprattutto le polemiche che in questi giorni stanno investendo la città di Milano. In primo luogo non può che esserci la vicenda legata a gesto vandalico compiuto da tre soggetti sul frontone della storica galleria Vittorio Emanuele II.

Sottosegretario Sgarbi, qual è il significato di questo gesto che ha tanto indignato i cittadini milanesi (e non solo)?
«Hanno fatto la solita cosa inutile che fanno, non riuscendo a dare un collegamento tra le loro azioni grottesche e le loro idee. Non si capisce che rapporto ci sia. Si è trattato di una cosa così, come fanno tanti graffitisti da anni. Solo che a volte sono cose fatte bene, altre fatte male».

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E in questo caso?
«In questo caso hanno fatto delle scritte sgraziate e totalmente inutili. Hanno fatto il niente che è nel loro cervello».

Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi

Passiamo invece a un secondo grande focus che mantiene acceso il dibattito a Milano: quello dello stadio San Siro. Cosa rappresenta il vincolo deliberato dalla Soprintendenza sul secondo anello del Meazza?
«Io ho semplicemente detto, come sottosegretario, che la legge prevedeva il vincolo. E così è stato. Io non ho fatto altro che essere il garante della legge. Era chiaro sin dall’inizio. Non c’era da discutere».

La polemica che si è creata intorno all’abbattimento dunque è stata inutile?
«Sì. Non c’era bisogno di polemiche di parte, di posizioni o opinioni. Io l’avevo spiegato a Sala, ma lui non ha capito».

E mentre San Siro rimane lì dov’è, lo stesso non si può dire per il cinema Odeon. La sua chiusura ha provocato grandi polemiche.
«Se i cittadini avessero voluto impedirlo sarebbero andati di più all’Odeon. Evidentemente se ha chiuso è perchè non garantiva abbastanza profitti. Questo non toglie che qualunque trasformazione debba tenere conto del fatto che c’è un vincolo del 2017 sul fatto che quegli ambienti sono ambienti per cinema o teatro».

Qual è allora la soluzione?
«L’importante è che, insieme a quello che potrà essere un centro commerciale con buoni profitti, sia mantenuta la sala principale per attività, convegni, spettacoli. Il fine e l’uso di quell’ambiente deve essere culturale».

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