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28. 09. 2022 01:11

Addio a Rossana Rossanda, la “ragazza del secolo scorso”

Si è spenta all'età di 96 anni la fondatrice de "Il Manifesto"

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Se ne è andata Rossana Rossanda, la “ragazza del secolo scorso” come amava farsi chiamare. La fondatrice de “Il Manifesto” si è spenta all’età di 96 anni nella sua casa di Roma.

Rossana Rossanda: una vita in movimento tra i movimenti

Rossana Rossanda nacque nel 1924 sul tormentato fronte orientale, per la precisione a Pola. Nel 1937 è invece a Milano, dove frequenta il liceo classico Manzoni per poi iscriversi alla facoltà di filosofia alla Statale sotto la guida di Antonio Banfi.

Durante la guerra entra giovanissima tra le file dei partigiani e subito dopo la fine del conflitto si tessera nel Partito Comunista. Grazie alla sua vasta cultura Togliatti la nominerà responsabile della politica culturale.

Nonostante l’adesione al PCI, Rossana Rossanda non tollerò mai la mancanza di autocritica del proprio gruppo e la connivenza con l’Urss. Nel 1968 criticò aspramente i fatti della “Primavera di Praga” e l’anno dopo, venne radiata dal partito insieme agli amici Luigi Pintor, Valentino Parlati e Lucio Magri, quelli del gruppo de “Il Manifesto” con cui fondò il giornale nel 1969.

rossana rossanda morta
Rossana Rossanda con Valentino Parlato

Comunista mai pentita, amava sottolineare i valori intrinsechi di quella «comunità militante ed internazionalista» e ribadiva con convinzione il ruolo centrale del Partito Comunista nell’opera di democratizzazione del nostro paese.

Incapace di tradire la propria onestà intellettuale

Durante gli anni di piombo sposò la via del dialogo con i terroristi. Rossanda era una donna lucida,intelligente, razionalmente politica, ma anche ingombrante. Così in un famoso articolo sul “manifesto” del 1978, in pieno sequestro Moro, cercava di capire la logica brigatista: «Chiunque sia stato comunista negli anni ’50 riconosce di colpo il nuovo linguaggio delle Br. Sembra di sfogliare l’album di famiglia: ci sono tutti gli ingredienti che ci vennero propinati nei corsi Stalin e Zdanov di felice memoria».

Arrivarono critiche feroci nei suoi confronti, ma lei composta come sempre, non avrebbe mai messo a tacere il proprio pensiero e la curiosità di comprendere quelle dinamiche che stavano così velocemente cambiando il mondo intorno a lei.

Guidò il Manifesto fino al 2012, anno in cui ne uscì in protesta con il gruppo direzionale. Negli ultimi anni un ictus la costrinse alla sedia a rotelle. In una delle ultime interviste con l’estrema lucidità che la contraddistingueva disse: «Mi dispiacerebbe morire per i libri che non ho letto e i luoghi che non avrò visitato ma confesso che non ho più nessun attaccamento alla vita».

 

 

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