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07. 12. 2022 09:57

Buonanotte ai fuorisede: così Milano rischia di allontanare gli universitari. I dati (impietosi) dal 2015

Milano rischia di dover riscrivere la sua geografia d’accoglienza per gli universitari. Ma non solo. E le mini-stanze a reddito sono già state ribattezzate “loculi”

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«Affittasi loculo per studenti a 600 euro al mese». Questo potrebbe essere il titolo giusto per l’annuncio immobiliare che sta facendo il giro delle pagine social dove gli studenti fuorisede delle università si scambiano consigli su come “sopravvivere” tra gli affitti a Milano senza farsi spennare.

Affitti a Milano, prezzi altissimi: è la città più cara d’Italia

L’annuncio in questione propone tre stanze in affitto in viale Gran Sasso: una sistemazione «a cinque minuti dalla fermata Piola, perfetta per studenti del Politecnico, si arriva al campus in meno di 10 minuti a piedi». Peccato che già dalle foto si capisca che ogni stanza non è altro che una minuscola nicchia dove è incastrato il letto sotto a una finestra. E c’è chi segnala situazioni ancora più paradossali, come gli ostelli che propongono alloggi in una sorta di alveare o capsula, dove ogni studente dorme nella sua “celletta” alla modica cifra di 60 euro e più a notte.

 

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Ma i 600 euro richiesti per il “loculo” dell’inizio sono pienamente nella media del mercato milanese, come confermato da immobiliare.it. La città meneghina è la più cara d’Italia per i costi delle stanze singole: 620 euro di media, il 20% in più rispetto al 2021 e l’8.2% rispetto al pre-pandemia. Durante l’emergenza sanitaria, infatti, molti ragazzi sono rimasti nelle loro città di origine seguendo le lezioni online. Ora in tutte le università si è tornati totalmente presenza. E il mercato immobiliare “lo sa”.

Affitti a Milano, cinque domande a Luca Vezzoli (Università Statale): «Una realtà di mercato indecente»

Secondo il rapporto di Udu, Unione degli universitari, solo uno studente fuorisede su 10 riesce ad accedere alle residenze pubbliche o ai campus universitari. Ne abbiamo parlato con Luca Vezzoli, rappresentante degli studenti della lista UniSi – Uniti a Sinistra e membro del consiglio di amministrazione della Statale.

Quanti sono i posti nelle residenze messi a disposizione della Statale?

«Su 3.500 studenti aventi diritto, al momento sono disponibili solo 700 posti. Chi ottiene la borsa di residenza, secondo criteri di distanza, reddito e merito, non deve pagare nulla: i 350 euro li versa l’università. In una situazione ideale gli atenei potrebbero avere molti più posti di chi prende la borsa e affittarli a tutti a questi prezzi, ma bisogna scontrarsi con la realtà di mercato, che è indecente: spesso il mercato privato va molto oltre i 600 euro a stanza mensili. Inoltre le statistiche non tengono conto degli affitti in nero: oltre al costo elevato c’è la questione della mancanza di tutele contrattuali per lo studente. Intanto alcune residenze sono in ristrutturazione e l’attuale amministrazione universitaria sta facendo un grande sforzo nel trovare fondi e progettare tempestivamente tutte queste opere, che porteranno a raddoppiare i posti, raggiungendone circa 1.400».

Una quota comunque insufficiente…

«Per il fabbisogno sì, dato che gli studenti che ricevono la borsa di diritto allo studio universitario sono 5.500; non sono gli stessi criteri per ricevere il posto in residenza, ma se uno ha diritto alla borsa di studio credo debba avere anche il diritto a un posto in residenza».

Nel 2025 le facoltà scientifiche della Statale si trasferiranno a Mind. Come si sta muovendo l’università per aiutare gli studenti a trovare alloggi?

«Ne sono previsti 400 per chi ottiene le borse di diritto allo studio universitario (DSU) in residenze che metteranno a disposizione posti accessibili anche agli altri studenti. L’università si sta già muovendo per trovare altre residenze a Rho e nei dintorni, in modo da coprire il 100% degli aventi diritto iscritti alle aree scientifiche».

Ora lezioni sono totalmente in presenza. Ci sono studenti che vorrebbero continuare a seguire le lezioni in streaming a distanza?

«Continuare a sfruttare la didattica a distanza per non investire sul diritto allo studio e sugli alloggi è sbagliato. Anche se la didattica deve evolvere rispetto al periodo pre-pandemia, la presenza all’università è centrale. Ci sono però alcune categorie che potevano essere dispensate, come i caregiver, o gli studenti con particolari malattie. E stiamo continuando a batterci per questo».

Com’è stato il rientro in presenza?

«Abbiamo visto aule strapiene, studenti seduti per terra o nei corridoi: sul fronte della mancanza di spazi non è cambiato nulla. Inoltre, nemmeno in questa tornata elettorale siamo riusciti a ottenere di far votare gli studenti fuori sede, che spesso devono rinunciare perché non possono permettersi di pagare il viaggio per poter tornare a casa. Sarebbe molto importante anche che i ragazzi che studiano e lavorano qui potessero votare per le elezioni amministrative per avere voce in capitolo su come viene gestita la città: allora sì che Milano potrebbe essere davvero chiamata “città universitaria».

Affitti a Milano, University Network offre un kit con sconti per i fuori sede

Sono 20mila le matricole delle università milanesi che vengono ogni anno dal resto d’Italia e dall’estero. L’organizzazione universitaria University Network ha lanciato il Welcome Kit Universitario, all’interno del quale si possono trovare sconti e agevolazioni per le matricole appena arrivate in città: eventi, ristoranti, strutture sportive, concerti, mobilità e altro per aiutare i nuovi arrivati ad ambientarsi meglio in città.

Per ritirare il kit gratuito, in distribuzione dal 3 al 7 ottobre nel temporary store di University Network di via Vigevano 18, bisogna prima registrarsi sul portale universitynetwork.it. Fra i partner dell’iniziativa figurano Acciona Mobilità, Atm Milano, il Comune di Milano, La Filetteria Italiana, Magazzini Generali, Milano Sport, Redbull Italia, Rosso pomodoro, Sony Music Italy e Ticketmasterit.

Affitti a Milano, parola ai fuorisede

«Non resta che allontanarsi»

Eleonora Bufoli

24 anni

«Sono una studentessa e non ho un reddito fisso: vivere a Milano sta diventando sempre più insostenibile. Mi sono trasferita da poco più di un anno e attualmente vivo in un appartamento a Buccinasco, a 3 chilometri dalla metro di Assago. Divido la casa con una mia coetanea e paghiamo 550 euro a persona. Ogni due mesi ci sono da aggiungere le bollette, che in questi ultimi tre mesi sono schizzate di 20/30 euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Se le bollette continueranno a salire, la soluzione migliore sarà quella di allontanarsi ancora di più dalla città e magari puntare su una stanza nella cinta dei comuni che circondano Milano»

«Mi resta ben poco in tasca»

Leondina Rosanova

23 anni

«Vivo a Milano da tre anni e tra l’affitto e le bollette che si sono raddoppiate spendo all’incirca 850 euro al mese. Con il mio lavoro di esperta del benessere guadagno 1.300 euro, quindi mi resta davvero poco in tasca. Attualmente studio Scienze alimentari come studentessa non frequentante perché senza lavoro non potrei permettermi nemmeno un cinema con le amiche, visti i tempi che corrono. Solamente per il gas ne spendo 200, mi sembra davvero una situazione insostenibile. Ho anche altre spese non indifferenti da sostenere tra cui l’abbonamento per i mezzi pubblici e i testi universitari»

«Città poco vivibile per noi»

Maria Carmen

26 anni

«Vivo a Milano da 8 anni, mi sono trasferita qui per l’Università a diciotto. Senza una famiglia alle spalle, che ha fatto tanti sacrifici per mantenermi, non avrei mai potuto vivere qui per tutto questo tempo. Ho sempre pagato un affitto di minimo 500 euro al mese per una stanza singola, l’unica volta in cui sono riuscita a pagare di meno ero in una casa senza contratto. A causa di incomprensioni con il proprietario sono stata sbattuta fuori dopo due mesi. Ho sempre fatto fatica a stare serena dal punto di vista economico. Insomma, Milano è bellissima, ma poco vivibile se sei giovane, studi e hai una condizione economica nella media»

«Vivi bene se sei proprietario»

Irma Carlevaris

24 anni

«È difficile per me sostenere spese che vanno a sforare il budget familiare. Le grandi città risultano difficili da vivere per una ragazza fuori sede come me che sta ancora intraprendendo un corso di studi e che ha poco tempo per lavorare. Io abito con mio fratello che frequenta il primo anno di università. Se non hai un lavoro o un’entrata fissa è davvero difficile sostenere tutte le spese di casa. Gli affitti sono ormai alle stelle, a Milano se la vive bene solo chi è proprietario di un appartamento. Nel 2017 pagavo 430 euro di affitto al mese, ora ne pago 600 in una zona periferica della città»

«Sto cercando altri coinquilini»

Lisa Fedele

30 anni

«Ho vissuto per 5 anni ad Amsterdam e ammetto che non ero più abituata ai costi milanesi. Da quando sono tornata, circa un anno fa, pago 950 euro al mese per un piccolo appartamento di 40 metri quadri in zona Isola, ma sto cercando una soluzione più economica perché ormai i prezzi delle bollette sono esorbitanti. Sto cercando anche altri coinquilini con cui condividere casa, perché da sola è davvero dura pagare tutte le spese. I costi delle bollette degli ultimi due mesi mi hanno creato diversi problemi e non so fino a quando potrò permettermi di pagare tutto. Adesso solo di gas pago quasi 40 euro in più rispetto ad un anno fa»

«Potrò permettermi ancora questa casa?»

Alice Bonvini

27 anni

«Sono tornata a vivere a Milano da poco e sono rimasta davvero colpita dalle bollette di questi ultimi due mesi. Io lavoro come cameriera in un ristorante di pesce del centro città e la paga, lo ammetto, non è altissima. Credo che se le bollette continueranno a salire sempre di più non potrò nemmeno permettermi l’appartamento dove vivo attualmente. Abito in zona Loreto, per la precisione in viale Monza, ma dovrò cercare nuove soluzioni nel caso in cui non riuscissi più a sostenere i costi. Un anno fa pagavo 420 euro tra spese e affitto per una doppia, ora ne pago quasi 550. È davvero difficile andare avanti così»

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