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19. 05. 2024 21:54

Antica cartoleria Novecento chiude i battenti dopo 124 anni: «Nessun aiuto»

Addio all'Antica cartoleria Novecento a Milano: era aperta dal 1899. La delusione dei titolari: «Abbiamo ricevuto tanti attestati ma nessun aiuto concreto»

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È ufficiale: Antica cartoleria Novecento chiude per sempre i battenti dopo ben 124 anni di attività. Era aperta a Milano dal 1899 e, nel tempo, aveva sempre ricevuto diversi riconoscimenti e attestati per la sua storicità, per la sua importanza e per ciò che aveva rappresentato per la comunità e i cittadini. Uno tra i tanti e prestigiosi titoli è stato quello assegnatogli dal Comune nel 2006 di «Bottega storica». Ma, anche questo, non è riuscito ad evitare la chiusura definitiva.

Antica cartoleria Novecento dal 1899 chiude per sempre: il motivo

Antica cartoleria Novecento dunque, purtroppo, abbasserà per sempre le serrande e non le rialzerà mai più. A spiegare il motivo di quanto accadrà molto presto è, con area di sconforto e delusione, Ariberto La Rocca. «La verità – rivela ai microfoni del Corriere della Sera – è che non siamo per niente tutelati».

«Sono pieno di questi riconoscimenti anche da parte della Regione Lombardia», afferma tenendone uno in mano. «Solo fumo negli occhi, perché quando c’è bisogno, nessuno ci aiuta. Se non si riesce a tutelare le attività commerciali, soprattutto quelle storiche come questa, è un disastro. E anche una vergogna», continua.

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La delusione nei suoi occhi è evidente e chiara a tutti: «Dopo di noi vi beccate un negozio di unghie o di cover di telefonini. Milano rischia di diventare come Firenze: un mangificio», ovvero un insieme di posti e luoghi dove andare a mangiare «e pure male», continua.

Antica cartoleria Novecento: più di 120 anni di storia

Quella dell’Antica cartoleria Novecento è una storia fatta di successi, momenti gloriosi, ma anche sofferenze e difficoltà. Era sorta più di 100 vent’anni fa a Palazzo Bonomi, che si affaccia ancora oggi sull’incantevole piazza Risorgimento. Il milanese Lazzaretti ne era stato il fondatore. L’attività poi passò al signor Filippini nel 1945, sul finire della seconda guerra mondiale, quando Milano era distrutta dai bombardamenti e i meneghini avvertivano più che mai la necessità di ricostruire e riprendere in mano la propria vita.antica cartoleria novecento

Poi arrivò La Rocca, oggi 80enne. Era il 1984 e il titolare ricorda quel momento come se fosse ieri. «All’epoca facevo un altro lavoro: abitavo qui in zona ed ero alla ricerca di un motorino usato, invece mi sono imbattuto per caso nell’annuncio della cessione di questa cartoleria», racconta.

Così andò dalla moglie, Alberta Capponi, ex casalinga, che lui stesso definisce la vera «anima del negozio» e le presentò il suo progetto: rilevare l’Antica cartoleria Novecento e gestirla. I titolari sono ancora oggi molto fieri del negozio, che vende articoli e prodotti per la scuola e per l’ufficio e ha un target molto variegato, che va dai grandi ai piccini. «Noi siamo rimasti aperti anche durante il Covid».

«Siamo più un emporio, vendiamo solo cose belle ma perfettamente inutili e ce ne facciamo un vanto, perché quelle utili le vendono già gli altri», racconta La Rocca scherzando. Lavorando in cartoleria – continua – «ti senti partecipe della vita delle persone, che ti confidano tutto, dalle cose belle alle disgrazie».

La delusione e le lacrime dei milanesi

Inutile dire che questa inaspettata chiusura ha inevitabilmente provocato un forte senso di delusione tra i milanesi che abitano nella zona e conoscono molto bene l’Antica cartoleria Novecento, ormai da tempo.

Oltre alla delusione – e anche ad un po’ di rabbia – ci sono anche le lacrime dei residenti, come racconta sempre Ariberto La Rocca, ultimo titolare della storica Antica cartoleria Novecento. «In questi ultimi giorni di apertura, giusto per avere il tempo di smontare gli arredi storici e di vendere la merce rimasta, clienti e vicini passano a salutare anche in lacrime», conclude infine.

Intanto sui social sono già centinaia i milanesi che si oppongono alla chiusura del negozio. Non abbassa le serrande per sempre una semplice attività, ma anche un pezzo della storia di Milano. E questo per molti è inaccettabile.

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