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04. 12. 2022 20:17

Caparezza all’Ippodromo: «A Milano celebro il mio rito di passaggio»

Unica data meneghina dell’Exuvia Estate 2022. L'artista promette colori e scenografie nella città che, più di ogni altra, gli ha insegnato un nuovo approccio alla creatività

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Dopo una lunga attesa, l’Exuvia Estate 2022 – il tour di Caparezza, unica occasione per ascoltare e vedere dal vivo l’album Exuvia uscito nel 2021 – arriva finalmente a Milano. Sarà l’Ippodromo Snai San Siro ad accogliere la rappresentazione del rito di passaggio dell’artista (proprio come era accaduto per il tour di Prisoner 709), che già promette più di un live e più di uno show. «È una sorta di piccolo musical», spiega Caparezza a Mi-Tomorrow.

Caparezza a Milano con l’Exuvia Estate 2022

caparezza

Exuvia Estate 2022 arriva a Milano. Hai sottolineato che sarà un’occasione unica.
«Sì. Non esiste altra possibilità di poter vedere l’Exuvia Tour. C’è questa estate e poi chissà quanto bisognerà aspettare».

Del resto, c’è stata già tanta attesa per questo tour. È stato frustrante?
«Il disco Exuvia fa la parte del leone, come sempre accade con i miei dischi. Di solito non si lamenta mai nessuno. Sicuramente però la frustrazione di dover rimandare lo show c’è stata, ma non è dipesa da me quindi è stata relativa. Ora questa frustrazione sta sfociando in un’energia raddoppiata su un palco estivo».

Ti piace l’idea di un tour estivo?
«Mi piace suonare nei palazzetti, ma d’estate apprezzo le variabili che non posso calcolare e che rendono unico lo spettacolo. Una volta a Roma c’è stato un diluvio torrenziale che ha reso il concerto memorabile. Nel senso che lo ho memorizzato perché è successo qualcosa di strano. Sono contento dei concerti estivi perché credo che in estate le persone si sentano più sicure e tranquille. Voglio che sia una festa a tutti gli effetti, la celebrazione di questo rito di passaggio. Non sarà un concerto triste, ma molto energico e colorato».

Hai parlato di Roma, ma la piazza milanese per te cosa rappresenta?
«A Milano intanto ci ho passato non gran parte, ma una buona fetta della mia vita. Era il periodo in cui cercavo di incanalare la mia creatività nella pubblicità. Poi mi son staccato da quel settore, perché volevo rappresentare me e non qualcos’altro. Ma Milano l’ho vissuta ed è stata importante per me e per il mio percorso, anche dal punto di vista musicale».

In che modo?
«Qui sono entrato in contatto con i primi posti che mi hanno fatto suonare. Avrei tanti aneddoti. Più che altro, però, ho iniziato a capire che la creatività può diventare un modo per esprimersi non solo a casa. Qualcun altro poteva essere interessato a ciò che tiravo fuori. Per me Milano ha poi anche una tinta nostalgica. Perché quando vengo a suonare qui è inevitabile per me, per esempio, incontrare qualche amico della scuola che frequentavo o persone che in qualche modo gravitavano introno alle mie compagnie. Non dimentichiamo poi che a Milano ho anche avuto delle esperienze televisive. O proto-televisive, per quando mi riguarda».

Mi sembra una città importante nel tuo percorso.
«Lo è. E quando salgo sul palco a Milano devo ripensare necessariamente a questo percorso. È una piazza che risponde sempre molto bene ed è, non dimentichiamolo, il centro nevralgico del rap e dell’hip hop in Italia. Anche se ovviamente non si sa io ora dove sia incasellato. Direi, però, che è ovvio che faccia rap. Purtroppo ci sono sempre meno negozi di dischi, altrimenti sarebbe stato interessante vedere in quale sezione sarei finito».

Ma c’è Spotify.
«Con Spotify uso tecniche strane. Non lo uso come Spotify vorrebbe essere utilizzato da me. Me ne frego assolutamente delle playlist che mi suggerisce, anche se ci sono playlist interessanti degli altri utenti. Se devo campionare qualcosa vado nei mercatini, tipo quelli del vinile. Se trovo qualcosa che non ho mai sentito nominare, cerco su Spotify. Se non c’è, compro il disco. È così che è nato un pezzo di Exuvia, Canthology. Avevo intercettato questo 33 giri dei Droogs, gruppo mai sentito nominare. Ho controllato su Spotify e quell’album non c’era. L’ho preso e l’ho ascoltato. Il piacere di ascoltare qualcosa che tutto l’internet snobba, solo perché sei andato a una fiera del vinile, è eccitante».

Cosa puoi anticiparci sul tour?
«Exuvia parla della disillusione e della voglia di fare un altro passo per superare la disillusione. Saranno questi cambiamenti che io celebrerò. Sul palco ricreerò, per quanto possibile, la selva di pensieri in cui è stato scritto idealmente Exuvia. Posso spoilerarti una collaborazione con Dani Bianco che è un maestro cartapestaio di Putignano. Dal Museica Tour in avanti è il mio braccio destro per la scenografia. Abbiamo fatto questa scommessa della cartapesta sul palco che per me è un tratto distintivo, ha un senso anche territoriale».

Lunedì 11 luglio alle 21.00
Ippodromo Snai San Siro
Via Diomede 1, Milano
Biglietti: 35 euro su ticketone.it

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