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28. 06. 2022 04:31

Case popolari, Maran: “Il modello Aler non va bene”

"Con i fondi europei saranno anni di svolta"

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Per l’assessore alla Casa e al Piano quartieri del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, i prossimi anni con i fondi europei saranno la svolta per il tema delle case popolari. Con l’obiettivo dichiarato di far diventare quello della casa un tema di Serie A e non lasciarlo a tema di Serie B.

Case popolari, la ricetta di Pierfrancesco Maran 

Dalle pagine di Fanpage, Pierfrancesco Maran ha precisato:  «Nella loro logica i quartieri popolari e le case sono deleghe di serie B da cui attingere voti ma in cui non produrre soluzioni – la sua ammissione – mantenerle in situazioni di degrado porta quei quartieri a far votare a destra. Io voglio, ed è l’accordo con il sindaco Sala, che diventino di serie A. L’attenzione dei prossimi anni sarà dare una svolta a quella parte di quartieri popolari che non è cambiata, che non sono le periferie».

La duplice (e differente?) visione tra comune e regione Lombardia 

Di certo ci sarà un tema da affrontare molto spinoso, quello del possibile accorpamento della gestione delle case popolari , che adesso a Milano sono divise tra Mm e Aler: «Ci dobbiamo lavorare – l’ammissione di MAran – le case popolari di Aler sono di proprietà di Regione Lombardia però dobbiamo trovare una soluzione perché il rischio è che questa struttura in particolare quella di Aler che è la più indebitata e più critica, non abbia la forza di poter gestire le risorse che sono arrivate dall’Europa. Siccome viviamo una finestra unica nel suo genere per quantità d’investimenti se non la sfruttiamo è difficile che ci sia una seconda occasione. Qual è lo strumento migliore per riuscire a mettere a terra i miliardi di investimenti che possiamo fare sulle case? Di sicuro non è il modello Aler attuale, come non lo è il modello di MM che funziona un po’ meglio di Aler ma da solo non basta. Spero che in qualche mese possiamo trovare una formula migliorativa nell’interesse di chi abita nelle case popolari». 

I punti chiave sui quali lavorare

Il problema abitativo a Milano è da sempre al centro del dibattito politico, ma quali sono i punti su cui si deve andare a lavorare? «Due temi. Il primo è la questione dell’abitare pubblico, oggi l’11-12% dei milanesi abita in case popolari che sono in larga parte malconce e critiche anche dal punto di vista sociale – prosegue ancora Maran – sono convinto che si possa fare un grande lavoro. Il secondo tema riguarda larga parte della popolazione, non solo chi abita nelle case popolari. Milano viene da un decennio di grandissimo successo. Fa parte di quelle città europee in grande crescita e il rovescio della medaglia è un incremento significativo dei costi al metro quadro delle abitazioni. Questo è critico se vieni a vivere a Milano, se sei un giovane, se hai perso un lavoro, o ti sei separato. Non è facile trovare una soluzione per questo tipo di problemi anche perché se guardiamo all’Europa sembra quasi che sia un fenomeno irreversibile. Credo però che tra il libero mercato e l’edilizia popolare possa esistere una fascia di mezzo legata all’edilizia convenzionata e alla collaborazione tra il pubblico e il privato di natura sociale che possa evitare il fatto che Milano diventi una città esclusiva ed escludente».

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