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23. 04. 2024 03:07

Chiara Ferragni, l’inchiesta per truffa si allarga alle uova e alla bambola. I legali: «Certi della sua innocenza»

La vicenda risale al 2019 e aveva l'obiettivo di sostenere iniziative contro il cyberbullismo e l'omofobia

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Chiara Ferragni è stata iscritta nel registro degli indagati di Milano, con l’ipotesi di truffa aggravata, non solo per la vicenda del pandoro Pink Chiristmas della Balocco, ma anche per quelle delle uova di Pasqua della Dolci Preziosi e per la bambola Trudi promossa nel maggio 2019.

chiara ferragni
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Chiara Ferragni, l’inchiesta per truffa si allarga a macchia d’olio

E’ quanto emerge dall’atto con cui la Procura milanese giovedì scorso ha sollevato davanti al pg della Cassazione, che dovrà decidere a breve, il conflitto tra uffici del pm sulla competenza ad indagare per il caso del dolce natalizio della casa dolciaria in provincia di Cuneo. L’influencer deve rispondere, quindi, di 3 episodi con legali rappresentanti delle società produttrici.

Chiara Ferragni, la vicenda della bambola Trudi risale al 2019

L’influencer si trova al centro di una controversia legale che riguarda le donazioni provenienti dalle vendite di una bambola Trudi, che aveva l’obiettivo di finanziare iniziative contro il cyberbullismo e l’omofobia, è ora sotto la lente dei magistrati, che stanno indagando sui dettagli relativi alle donazioni. La vicenda risale a maggio 2019, quando Chiara Ferragni ha promosso la vendita della bambola Trudi, seguendo uno schema simile a quello utilizzato negli anni successivi per pandoro e uova di Pasqua. L’obiettivo dichiarato era quello di utilizzare i proventi delle vendite per sostenere iniziative contro il cyberbullismo e l’omofobia.

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Chiara Ferragni e la bambola Trudi, la replica di TBS Crew

La TBS Crew Srl, società controllata da Chiara Ferragni, ha risposto ai dubbi sollevati riguardo alle donazioni provenienti dalle vendite della bambola Trudi. In una dichiarazione ufficiale, la società ha chiarito che i ricavi derivanti dalle vendite della bambola tramite l’e-commerce The Blonde Salad sono stati effettivamente donati all’associazione Stomp Out Bullying nel luglio 2019. La dichiarazione afferma che questi doni sono stati effettuati al netto delle commissioni di vendita pagate da TBS al provider esterno che gestiva la piattaforma e-commerce.

La società ha sottolineato, inoltre, che questa procedura è stata fatta in linea con quanto precedentemente comunicato sui canali social di Chiara Ferragni e quelli riconducibili a TBS Crew Srl. Inoltre, la società ha specificato che l’impegno a favore di Stomp Out Bullying ha riguardato esclusivamente le vendite delle bambole effettuate attraverso il canale e-commerce diretto, escludendo altre vendite gestite da terzi canali.

Chiara Ferragni, i legali: «Certi dell’innocenza di Chiara»

«Una volta che il Procuratore Generale presso la Cassazione avrà individuato il Pubblico Ministero territorialmente competente, chiariremo al designato magistrato ogni aspetto delle tre vicende» essendo «totalmente certi della assoluta innocenza di Chiara e che detta innocenza emergerà dalle indagini che verranno condotte».

Così in una nota gli avvocati di Chiara Ferragni, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana in merito alle notizie relative agli ulteriori filoni di indagine avviati dalla Procura di Milano. «Siamo fiduciosi del futuro confronto con l’autorità giudiziaria – proseguono i legali – e auspichiamo che il clima mediatico che ha caratterizzato sino ad oggi la vicenda si rassereni».

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