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12. 08. 2022 01:38

Concorsi truccati: Massimo Galli, ecco le intercettazioni telefoniche che lo incastrerebbero

Il primario di Malattie infettive dell’ospedale Sacco giostrava a suo piacimento i vari candidati

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Arriva l’intercettazione telefonica per Massimo Galli, primario di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, il quale al telefono si sarebbe esposto per modificare i punteggi del concorso universitario all’Università Statale di Milano. Si allarga, dunque, il caso già ribattezzato Concorsopoli che vede il virologo, volto noto della televisione italiana per aver discusso spesso di covid.

Massimo Galli, ecco le intercettazioni telefoniche

Il Corriere della Sera riporta le intercettazioni telefoniche nelle quali sarebbe finito Massimo Galli. Il quale, al telefono, senza peli sulla lingua il 14 febbraio del 2020 avrebbe fatto scegliere direttamente il candidato Agostino Riva al posto di un altro, Massimo Puoti, che sulla carta avrebbe avuto però un incide di valutazione H-Index di 50 contro il 25 di Riva: «Dobbiamo ragionare, magari in due è meglio che one. Se no (i punteggi, ndr) li metto io alla c…, sperando che non ci siano casini e menate». Frasi pesanti, alle quali si uniscono altre intercettazioni: «Scendi dalla Bianca (la segretaria di Galli, ndr) e cominciamo a lavorare sull’assegnazione…». 

Modellare la griglia dei criteri 

In un’altra intercettazione del 3 febbraio 2020 Massimo Galli, che ad oggi risulta essere coautore di 63 delle 121 pubblicazioni nel curriculum di Riva e di 9 sulle 16 allegate al concorso, proseguiva: «Adesso (i punteggi, ndr) fatteli vedere dalla Bianca… che possono essere attribuiti a te e a lui per le varie questioni… Però non me lo far dire…». Come a presagire il rischio che qualcuno, come i carabinieri dei Nas, potessero intercettarlo. E poi altri scivoloni, come quella telefonata dove legge al candidato Riva i criteri sui lavori da presentare parola per parola. 

Massimo Puoti, il primario del Niguarda rimasto ‘fregato’

Massimo Puoti, primario di malattie infettive all’ospedale Niguarda, è colui che è rimasto tagliato fuori dal gioco Galli-Riva: «Sono riusciti a fregarmi sui titoli… nel senso che una pubblicazione su Science è stata equiparata a una rivista comune… non conta l’indice di impatto della rivista, contava solo la posizione del nome nel lavoro… Lui (Riva, ndr) mette tutti lavori del cavolo dove sei primo nome, però tutti lavori del cavolo… Così mi possono fregare anche a Napoli» dice in uno sfogo telefonico con la moglie. Ma anche Puoti non sembra esente da colpe, visto che il suo ritiro potrebbe agevolare altre piste: «Niente, Massimo, quella cosa lì l’ho sistemata, non so se hai visto – si registra in una conversazione tra Puoti e Galli, con quest’ultimo che prosegue – Ti ringrazio e… ne parleremo… Il mio appoggio ce l’avrai… in tutte le sedi possibili, eh». Intanto l’inchiesta si allarga ad oggi sono indagate 24 persone, comprese il già citato Massimo Galli.

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