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18. 05. 2022 21:26

La Galleria di Milano è un piccolo grande tesoro per il Comune: ecco quanto frutta ogni anno

Quanto guadagna il comune dagli affitti della Galleria Vittorio Emanuele? Nonostante la pandemia è riuscito ad incassare un bel tesoretto

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La Galleria di Milano, nel 2021, ha fatto guadagnare al Comune di Milano l’esorbitante cifra di 53 milioni di euro. Un ricavo economico davvero esponenziale quello del “salotto milanese” soprattutto considerando che il Comune nel 2017 aveva incassato ben 30 milioni di euro. Per l’anno 2022, il prospetto è quello di guadagnare, invece, ben 60 milioni di euro.

La Galleria di Milano e i ricavi da capogiro del Comune

Le prestigiose vetrine della Galleria di Milano, grazie alla loro raffinata ed esclusiva posizione, sono ambite da molte maison d’alta moda.

Il lavoro incominciato dall’ex assessore Roberto Tasca, e poi portato avanti da Emmanuel Conte, titolare attuale del Demanio, prevede di liberare dagli edifici della Galleria Vittorio Emanuele gli uffici del Comune affinché si possano mettere all’asta gli spazi a disposizione.

Tra le tante firme che si sono aggiudicate il proprio posto all’interno del cosiddetto “salotto milanese”, troviamo la casa di moda Christian Dior. Dopo 38 lanci è arrivata l’offerta da cinque milioni e cinquanta mila euro per un affitto di dodici mesi. La maison francese si è aggiudicata il negozio occupato antecedentemente da Versace.

La base d’asta per le vetrine ottenute da Dior partiva dalla cifra di 950.000 euro. Anche la maison Gucci è riuscita a conquistarsi il proprio posto con l’offerta da quattro milioni e mezzo di euro.

Nella lista compare anche Fendi, che dopo ben 28 rilanci all’asta, ha dovuto pagare due milioni e mezzo di euro per impossessarsi delle vetrine occupate fino ad ora da Giorgio Armani. Re Giorgio, però non è rimasto a mani vuote, e si è trasferito nell’ex negozio di telefonia Tim per la modica cifra di un milione e novecentomila euro battendo competitor come Prada e Tod’s.

Nell’elenco delle attività nella Galleria di Milano troviamo anche il negozio Fratelli Rossetti, che ha sborsato per lo spazio 550 mila euro, mentre Damiani per il proprio negozio nella Galleria Vittorio Emanuele ne ha spesi 875.000. Church’s si è aggiudicato la vetrina con 610.000 euro, un milione e trecentomila euro, invece, per l’iconica maison Chanel.

La Galleria di Milano e il progetto di valorizzazione

Il percorso di valorizzazione sta facendo aumentare in maniera progressiva ed evidente gli introiti economici del Comune della città. Negli ultimi anni, grazie al progetto che è stato avviato, le entrate sono raddoppiate e molte aziende hanno fatto a gara per contendersi il lussuoso spazio.

Ad aver avanzato la propria offerta per occuparsi per gli spazi occupati da Bric’s sono stati: Celine, Tod’s e Samsonite. Il contratto della storica valigeria Bric’s è scaduto, infatti, lo scorso quattro giugno.

Ma l’azienda di Olgiate Comasco non andrà molto lontano poiché rimarrà all’interno della Galleria di Milano spostando la propria vetrina esattamente di fronte a quella attuale, nell’ex piccolo negozio di cravatte Zadi Andrew’s Ties.

Gli affitti costosi non hanno spaventano nemmeno un’altra grande azienda. Per uno spazio di 101 metri quadrati, Bric’s pagherà la somma di 507.800 mila euro.

L’assessore Emmanuel Conte ha dichiarato che “d’altra parte la Galleria è un vero simbolo della città, un posto unico al mondo e i top brand fanno a gara per esserci: non solo per l’importanza commerciale, ma anche per il suo grande valore storico e architettonico e quindi per l’indiscusso prestigio che ne deriva. Bisogna dar merito al mio predecessore Roberto Tasca che, a partire dal primo mandato del sindaco Giuseppe Sala nel 2016, ha iniziato a valorizzare zone di Milano che di fatto non rendevano in modo adeguato, compresa la Galleria: allora gli affitti in questa location erano di circa 27 milioni di euro, quest’anno potremmo sfiorare i 60 milioni”.

La Galleria di Milano è un lusso per pochi?

Anche Roberto Tasca, ex assessore, riferendosi al progetto, aveva dichiarato che: “Arriva a compimento un percorso avviato mesi fa che restituisce alla città alcuni spazi storici del complesso monumentale.I progetti di gestione e rilancio dei locali che erano rimasti vuoti rispettano il percorso di valorizzazione economica che questa Giunta ha intrapreso per i locali della Galleria attraverso la pubblicazione dei bandi e prevedono una ristrutturazione a carico degli assegnatari che accrescerà il loro valore immobiliare”.

Galleria di Milano

Attualmente i costi così elevati degli affitti della Galleria Vittorio Emanuele  possono essere sostenuti solamente da quelle aziende che possiedono solide basi economiche. In questa maniera le piccole realtà si vedono precludere la possibilità di poter esporre i propri prodotti in una delle lussuose vetrine.

Infatti, oltre a non aver lo stesso bacino di clientela, per le piccole attività è impossibile partecipare alle gare per il rinnovo delle concessioni che raggiungono cifre per loro insostenibili. Questo è un problema da diversi fattori, tra cui l’inaspettata ed imprevedibile emergenza sanitaria che ha colpito il mondo negli ultimi due anni.

Infatti, la pandemia, non ha permesso alle aziende minori di ampliare la propria rete di acquirenti e di farsi conoscer anche all’esteroTantissimi dipendenti a causa del covid hanno perso il lavoro, e l’affluenza all’interno della Galleria di Milano non è più quella di un tempo come quando la domenica mattina era impossibile camminare senza venir spintonati dai numerosi passanti.

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