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22. 01. 2022 22:39

Green pass obbligatorio, assenze sul lavoro in Atm e Trenord. Tra il 15 e il 20% i tassisti non vaccinati

L'obbligo della certificazione verde valida da oggi in tutta Italia, a Milano rischia di causare disagi e nuove manifestazioni

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Il giorno è arrivato: da oggi in tutta Italia per accedere ai luoghi di lavoro sarà necessario il Green pass obbligatorio. Una norma che vale per chi deve recarsi in ufficio, sia nel settore pubblico che nel privato, ma anche per chi conduce mezzi di trasporto come autobus, tram, metropolitane e taxi. La certificazione verde è necessaria anche per chi lavora autonomamente, il personale di mense e asili nido aziendali, e per i lavori di cura come quelli di colf e baby sitter.

I “ribelli” al Green pass obbligatorio

A livello nazionale si stima che siano oltre 2 milioni i lavoratori sprovvisti di Green pass. Un dato difficile da analizzare perché non chiarisce quale campione viene preso in considerazione. Per avere un dato preciso bisognerebbe infatti analizzare la percentuale di popolazione in età lavorativa, ma che per qualche ragione non lavora, oppure chi lavora in nero. Intanto le proteste più accese arrivano dal porto di Trieste, città dove alle ultime elezioni amministrative il partito 3V anti-vaccinista ha raggiunto una percentuale intorno al 5%. A Milano a rifiutare l’obbligo del Green pass parte del personale Atm e Trenord, ma anche i tassisti tra i quali si conta intorno al 15-20% di non vaccinati.

Questa mattina trasporti comunque regolari nel capoluogo milanese. Se in Atm i 272 lavoratori che mancheranno oggi al lavoro equivalgono solo al 4% del personale, il personale di Trenord che non si presenterà – 55 in totale, 37 tra macchinisti e capitreno – è dell’1,2%. Grazie alla riorganizzazione dei turni in azienda i tempi di attesa di tram e autobus risultano nella norma. Nessun disagio in metropolitana.

La normativa prevede alle aziende il controllo e la verifica in anticipo della certificazione. È il motivo per il quale oggi, almeno al momento, non si stanno verificando disagi alla circolazione. Non sono invece previste sanzioni per il personale che non risponde per tempo. Rimane ancora il rischio, più alto, di un improvviso sciopero mascherato nel corso della giornata. La preoccupazione è legata al possibile «effetto collaterale» della legge sull’obbligo del Green pass nei luoghi di lavoro: chi la contesta ha la possibilità, rinunciando a qualche giorno di paga, di organizzare una serie di scioperi estemporanei.

Al via i controlli sui luoghi di lavoro

La verifica dell’obbligo del Green pass è affidata al datore di lavoro o a un suo rappresentante che va delegato per iscritto. Il personale verrà controllato all’ingresso del luogo di lavoro a tappeto, a campione o a rotazione (a verifica deve essere sottoposto almeno il 20% dei dipendenti) attraverso l’app “VerificaC19” scaricabile sugli smartphone o totem in grado di leggere digitalmente il Pass.

Nella pubblica amministrazione si chiude oggi il periodo di utilizzo emergenziale dello smart working. Per i dipendenti sprovvisti di Green pass all’ingresso del luogo di lavoro scatterà da subito l’assenza ingiustificata e la sospensione dello stipendio, senza compromettere il rapporto di lavoro, fino all’esibizione della certificazione.

Sarà valido il Green pass ottenuto con il completamento del ciclo vaccinale, ma anche con tampone negativo. A Milano ieri Usb e altri sindacati di base sono tornati sulla richiesta di tamponi gratuiti considerando che in Atm e Trenord ci sia un 15% di non vaccinati, in linea col resto della popolazione, e parte di questi non intendono non lavorare.

Rischiano l’assenza ingiustificata con la sospensione dello stipendio anche i lavoratori del settore privato. Le imprese con meno di 15 dipendenti possono sostituire, per un massimo di 10 giorni, chi non è in regola. L’obbligo è valido anche per le attività commerciali e di ristorazione. L’obbligo del Green pass per la clientela è invece valido solo per bere o mangiare al chiuso, come per andare al cinema, ma non per fare shopping.

Sabato No Green pass di nuovo in piazza

Continuano le consuete manifestazioni di protesta organizzate nelle più grandi città italiane da No Green pass e No Vax. Se le precedenti proteste a Milano hanno causato principalmente problemi alla viabilità senza grossi rischi per la sicurezza, sono comunque circa 200 ad oggi le persone denunciate. Il timore oggi, a seguito dell’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass, è che queste forme di ribellione non organizzate ma molte accesse possano sconfinare nei luoghi di lavoro.

 

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