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23. 05. 2022 06:58

Adesso sì: luci a San Siro. Oltre allo stadio c’è un quartiere intero che vuole ripartire

Ippodromo del trotto, De Montel, case Aler: oltre al nuovo stadio, c’è un quartiere intero che sta per decollare (o quasi). Facciamo il punto

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Non c’è solo il nuovo stadio, con il complesso edilizio annesso, che caratterizza il momento di trasformazione di San Siro. Altri progetti sono partiti – o stanno per sbocciare – e contribuiranno a cambiare il volto di un quartiere la cui notorietà travalica da decenni la città. Oltre al nuovo stadio, insomma, esiste un altro San Siro che sta per decollare. Proviamo a capire in che termini.

San Siro, l’accordo per lo stadio

Si deve partire dall’accordo della settimana scorsa tra Comune, Inter e Milan che ha stabilito alcuni punti importanti: il nuovo stadio si farà, ma il Meazza resterà in piedi fino all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali del febbraio 2026. E ancora: si potrà costruire nel rispetto dell’indice 0.35 fissato nel Pgt e non oltre, come chiedevano le due società. Altro importante accordo, sempre della scorsa settimana, riguarda le case Aler: Comune e Regione si sono impegnati a rivitalizzare un’area di forte disagio sociale.

Tanti altri tasselli

Poi c’è il progetto di riqualificazione dell’ex scuderia De Montel sul cui sito verranno create nuove terme. Un intervento importante, già in corso, è sull’ex ippodromo del Trotto destinato a ospitare un complesso di edilizia residenziale e un’area verde. Sempre parlando di ippodromo, c’è quello del Galoppo che, dopo alcuni timori di una chiusura, è stato rilanciato con iniziative anche extrasportive mentre il Lido di piazzale Lotto, dismesso da Milanosport, attende un nuovo gestore privato. Sono tanti, dunque, i pezzi che concorreranno a ridisegnare un quartiere sotto il profilo estetico, economico e sociale.

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Monguzzi, capogruppo dei Verdi:«Si tuteli sempre l’interesse pubblico»

No al nuovo stadio, ma nessun pregiudizio su gli altri progetti. Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale, mostra prudenza e spiega che il metro di giudizio da utilizzare deve essere sempre lo stesso: la tutela dell’interesse pubblico.

Monguzzi
Monguzzi

Su San Siro ci sono tanti progetti, alcuni già avviati: è l’occasione del rilancio?
«Guardi, i progetti visti nelle foto sono tutti belli. Ho visto quello di Populous per il nuovo stadio che sembra immerso in una vegetazione da Amazzonia. Vanno esaminati uno per uno».

Proviamo.
«Quando si parla di ippoterapia e terme sono d’accordo, lo stesso quando si progettano 700 alloggi in affitto per le fasce più deboli: il punto è che un imprenditore fa giustamente i suoi interessi che noi dobbiamo armonizzare con quelli dei cittadini».

Cosa non la convince di questo sviluppo?
«Non condivido l’idea che per andare in posti come la San Siro prefigurata si debbano caciare soldi. Così chi vuole vedere la partita paga il biglietto, mentre la moglie che non è interessata può sempre andare a fare shopping al centro commerciale».

Parliamo del progetto di riqualificazione delle case Aler: come lo giudica?
«Molto positivamente, con i soldi del Pnrr si può fare la riqualificazione energetica delle case, realizzare un’operazione ambientale e restituire dignità a coloro che abitano quegli alloggi».

C’è anche il Lido che passerà ai privati.
«Vediamo cosa viene fuori, non vorrei che le tariffe diventassero inaccessibili».

Lei è molto diffidente verso i privati…
«Non è vero, riconosco che le loro iniziative sono importanti. Ma mi chiedo: tutto quello che si vuol fare è giusto per il quartiere o solo per i proprietari?».

De Chirico, capogruppo di FI: «Serve più coraggio sulle case Aler»

San Siro è pronto per diventare un quartiere moderno, vitale e attrattivo. Alessandro De Chirico, neo capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino, approva i progetti di riqualificazione eccetto l’accordo sulle case Aler, per il quale auspica maggiore incisività.

Sono progetti coerenti con un piano organico per il quartiere?
«Partiamo dal fatto che finalmente qualcosa si muove: sono progetti solidi e concreti ai quali potrebbero aggiungersene altri importanti».

de chirico referendum milano

Quali?
«Per il Lido di piazzale Lotto, dove il Pgt prevede un indice di edificabilità più alto, c’è la manifestazione d’interesse di un società di fitness spagnola».

Come vede il futuro del quartiere?
«Tra dieci anni San Siro sarà attrattivo, si potrà raggiungere non solo per vedere la partita ma anche per fare shopping con tutta la famiglia e magari dal giorno prima, se si arriva da fuori Milano».

L’obiettivo, insomma, è attrarre anche chi non segue il calcio?
«Certo. Con il nuovo stadio si potranno svolgere concerti tutto l’anno, cosa oggi impossibile quando arrivano i rigori invernali. Poi, con il centro congressi, ci sarà anche un’offerta di tipo culturale».

Non si rischia di cancellare la storia con l’eliminazione di stadio e ippodromo del trotto?
«Questi discorsi si facevano anche per Porta Nuova, ma oggi credo che nessuno rimpianga il passato: l’ippodromo del trotto è inattivo da 10 anni, è una cattedrale nel deserto. Quanto al nuovo stadio, penso che sarà migliore di quello esistente».

Chiudiamo con le case Aler.
«Sono scettico sull’accordo, credo che per risollevare la situazione del cosiddetto quadrilatero della paura ci voglia più coraggio e occorra coinvolgere i privati».

Dalle scuderie alle terme: Ex De Montel, ora il sito recupererà l’acqua della falda

Le ex Scuderie De Montel, una struttura in stile liberty risalente al 1918, sono abbandonate da oltre 40 anni. Grazie un progetto dello studio architettonico Marzorati, vincitore del concorso nell’ambito del bando internazionale Reinventing Cities, si arriverà finalmente alla riapertura il prossimo anno con il sito che ospiterà le nuove terme.

Il progetto ha tutti i requisiti green: mediante la sorgente di acqua sulfurea individuata a 290 metri di profondità, ci sarà la possibilità di realizzare un impianto per lo sport e il benessere a zero emissioni. Ma non è tutto: il sito ridurrà i consumi idrici ed energetici grazie al riutilizzo delle acque sottostanti e alla termovalorizzazione. Il progetto prevede all’interno, vasche, idromassaggi, solarium, area spa e vasche termali che comprenderanno l’offerta benessere, un’area relax e sale congressi renderanno il posto adatto anche a riunioni societarie e aziendali.

Case per giovani e verde al posto dell’ippodromo del trotto

È finita, da qualche anno, l’era del trotto a Milano. Di conseguenza il suo ippodromo, collocato proprio a fianco dello stadio ha chiuso i battenti e ora è pronto per un progetto di Hines Italia. Di cosa si tratta? In gran parte è edilizia residenziale e terziaria con un parco pubblico di 30.000 metri quadrati su un’area di oltre 130.000.

I lavori sono già partiti con la demolizione delle scuderie, mentre quella delle tribune sarà ultimata per l’inizio del 2022: per la fine dell’anno dovrebbero concludersi i lavori di bonifica dei terreni. Una parte importante del progetto riguarda i 700 appartamenti che saranno dati in locazione, con particolare attenzione alle giovani coppie e all’affitto convenzionato, ma anche alla cosiddetta formula multi-family. L’investimento complessivo è stimato in più di 300 milioni di euro e i lavori dovrebbero terminare nel 2026.

Ippodromo del galoppo: finito il restauro della tribuna

Il vincolo monumentale all’ippodromo del galoppo e alle sue scuderie ha sempre impedito piani di dismissione che hanno ugualmente fatto capolino, in passato, presso certi imprenditori. Ora i tempi sono cambiati: Snaitech, che gestisce l’impianto, ha appena completato i lavori di ripristino e restauro della tribuna secondaria, la struttura di architettura liberty costruita nel 1920 e inaccessibile al pubblico da oltre dieci anni. In futuro si studia la possibilità che il grande spazio antistante la tribuna, che è distanziata di circa 30 metri dal tracciato, possa essere adibito allo svolgimento di attività sportive come tennis, beach volley o basket.

C’è, insomma, l’intenzione di incrementare gli 800.000 accessi registrati nelle ultime cinque stagioni dovuti ad un palinsesto che affianca ippica, concerti, eventi e manifestazioni culturali, rendendo l’ippodromo uno dei luoghi d’aggregazione più amati.

Patto Comune-Regione per riqualificare le case Aler

San Siro non è solo il palcoscenico di progetti miliardari dalle tecnologie più moderne. Ci sono spazi del quartiere che non partecipano a queste esperienze e sono spesso caratterizzati da forti difficoltà. Un esempio può essere la storia della scuola Luciano Manara, in via Fratelli Zoia (foto, ndr): a causa di problemi strutturali, viene chiusa e i ragazzi spostati in altre scuole. Dopo qualche anno di totale abbandono, vengono fatti alcuni lavori e l’edificio viene messo a disposizioni per l’accoglienza.

Finita l’emergenza, la ormai ex scuola torna ad essere lasciata sola ed abbandonata fino a quando il Comune indice un bando, vinto da una società che ne vuole fare un centro linguistico per i piccoli.

Azioni programmate

Di diverso spessore è la vicenda delle case Aler, balzate agli onori della cronaca per i disordini di qualche tempo fa. La settimana scorsa Comune e Regione hanno siglato un protocollo che ha l’obiettivo di recuperare parte degli immobili di residenza pubblica, rivitalizzare la zona con politiche per i residenti e di contrasto all’illegalità. L’intervento riguarderà anche il quadrilatero di piazzale Selinunte.

Sono tante le azioni programmate. In particolare, Aler Milano effettuerà interventi mirati sugli occupanti abusivi con il coinvolgimento delle forze dell’ordine e della polizia locale, mentre i servizi sociali comunali saranno attivi per individuare forme di tutela per i soggetti più fragili. Il Comune s’impegna a mantenere attivo anche il presidio mobile della polizia locale e dei vigili di quartiere.

C’è in campo, dunque, un mix di repressione dell’illegalità e di politiche sociali – anche indirizzate a favore dei più giovani -: un modello per altre realtà di edilizia popolare che soffrono gravi problemi di convivenza.

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