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17. 05. 2022 03:09

I medici di base sono sempre meno: “Vi spiego perché. E spero che gli ultimi novax si vaccinino presto”

L’urlo del direttore dell’Ats, Bergamaschi "Si sta disincentivando la professione"

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Un lavoro che non vuole fare più nessuno, i medici di base sono sempre meno, a Milano e in tutta la Lombardia, i motivi sono molteplici. Prova a spiegarli Walter Bergamaschi, direttore generale di Ats Metropolitana: «Il problema esiste in tutta Italia – le sue parole a Il Giorno – da alcuni anni sta andando in pensione la prima generazione di medici di medicina generale entrata in servizio con la riforma delle cure primarie varata dalla legge del 1978 che ha istituito il Servizio sanitario nazionale. Alle uscite però non corrisponde un egual numero di medici che entrano».

I medici di base sono sempre meno, ecco perché 

Poi prosegue: «Il saldo è negativo da anni, ma il problema si presenta prima nelle sedi che vengono accettate con più difficoltà. I medici possono scegliere, partecipano a più bandi aperti a tutta Italia e scelgono la sede che ritengono più vantaggiosa. Inoltre alzare il massimale da 1.500 a 1.800 pazienti disincentiva l’arrivo di nuovi professionisti». Nel 2018 nel territorio dell’Ats Metropolitana (le province di Milano e Lodi) avevano lasciato 100 medici di base, posti coperti sono con 81 nuovi professionisti, perché 19 rifiutarono. Un numero che, negli anni successivi, si ridusse (16 nel 2019 e 8 nel 2020) prima del nuovo bando con 40 nuovi medici a fronte di 96 pensionamenti. E nei prossimi due anni, tra Milano e Lodi, sono previsti altri 108 pensionamenti di medici di base per limiti d’età: «Il numero di borse di studio nazionali per formare medici di medicina generale, che fino al 2017 si attestava su 90-100 per tutta la Lombardia, è stato aumentato, anche grazie alle borse della Regione, a partire dal triennio che si conclude quest’anno. Alla fine del 2021, in Lombardia si specializzeranno 388 medici di base, altri 476 alla fine del 2022 e 353 nel 2023. Settantasette specializzandi hanno già un incarico assegnato nella nostra Ats, con un massimale di 650 pazienti finché non avranno completato la loro formazione» 

Si fatica a trovare sostituti temporanei 

«La pandemia ha aggravato la situazione: ha indotto diversi titolari ad anticipare il pensionamento, e d’altra parte ha generato nuove possibilità ben remunerate, ad esempio nelle Usca e nei centri vaccinali, per i medici in formazione e i laureati in Medicina che sono il bacino per gli incarichi temporanei».

I medici di base non ancora vaccinati 

E poi ci sono i medici di base titolari che rischiano la sospensione perché non si sono vaccinati dal coronavirus: «E’ stata inviata la seconda raccomandata di sollecito a circa 150 medici su 2.500, ma abbiamo notizia che molti si sono vaccinati fuori regione o si stanno vaccinando. Ci appelliamo alla responsabilità, professionale oltre che individuale, e lavoriamo per ridurre il numero di coloro per i quali, scaduti i termini, dovremo mandare la comunicazione all’Ordine: anche con solo qualche decina di sospensioni la situazione sarebbe critica». 

La situazione di Milano e provincia

E Milano? «In città la situazione è abbastanza sotto controllo, si riesce a trovare un medico non troppo lontano che prenda in carico i pazienti. Soprattutto in certe realtà dell’hinterland si sono create situazioni di grande difficoltà, che inevitabilmente generano proteste e pressioni sui sindaci, la prima antenna alla quale si rivolgono i cittadini. La provincia? La situazione è stata spiegata a tutti i sindaci in diverse riunioni. Ci sono sindaci che, coscienti del fatto che il problema non è l’Ats ma una mancanza strutturale di medici, collaborano con noi nella ricerca di una soluzione. E ci sono sindaci che preferiscono alzare polveroni di natura politica, come se il problema fosse la volontà dell’Ats. Noi in entrambi i casi attiviamo tutti gli strumenti che abbiamo per cercare sostituti e a volte, come extrema ratio , una guardia medica diurna in supporto. Se però i sindaci collaborano è più facile perché possono aiutarci a rendere una sede più attrattiva, ad esempio favorendo la ricerca di locali con oneri bassi o migliorandone la sicurezza».

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