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23. 05. 2022 07:06

Morti al Trivulzio, gli avvocati delle famiglie: «Negligenza e incompetenza, serve il processo»

I pm hanno chiesto l'archiviazione per mancanza di un nesso causale tra le morti e i comportamenti dei dirigenti

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Gli avvocati di Felicita, l’associazione che riunisce i familiari delle vittime al Pio Albergo Trivulzio durante i mesi del Covid, hanno depositato oggi il documento di opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Milano dopo le indagini sulle morti avvenute non solo nella Rsa meneghina, ma anche in altre strutture assistenziali.

Morti al Trivulzio, l’accusa dei legali

I legali scrivono di «un mix (letteralmente) letale di negligenza e incompetenza, condito da alcune scelte puntuali evidentemente e drammaticamente imprudenti, alla luce del quale un approfondimento appare imprescindibile». Il documento è stato consegnato al gip Alessandra Cecchelli. Nelle 32 pagine si evidenzia la mancanza «delle regole basilari, che potremmo definire di buon senso, note all’uomo sin dal medioevo e che prevedono, in caso di diffusione di una malattia contagiosa, di limitare i contatti interpersonali, di chiudere le comunità e limitarne i contatti verso l’esterno, di isolare i malati e di proteggere le vie aeree». Per tali motivi è stata richiesta l’imputazione coatta per il direttore generale Giuseppe Calicchio e per Rossella Velleca, dirigente dell’Unità operativa semplice.

Morti al Trivulzio, il perché della richiesta di archiviazione

L’archiviazione era stata richiesta dai pubblici ministeri con la motivazione che, al tempo degli accadimenti (siamo nella primavera del 2020) i criteri di tracciamento e contenimento del virus non erano stati adeguatamente introdotti dalle autorità sanitarie. Non ci sarebbe inoltre, asseriscono ancora i pm, un nesso causale tra le morti e la condotta dei dirigenti.

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