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22. 05. 2022 18:23

Dal cantiere della M4 spunta una necropoli a Milano: un nuovo ritrovamento archeologico dell’epoca romana

Nell’area di realizzazione della M4 spuntano i resti della necropoli a Milano: un patrimonio storico inestimabile risorge dopo secoli

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Davanti alla basilica di via San Vittore al Corpo, si trovano oggi decine di testimonianze dei milanesi del passato: sono spuntati fuori infatti, nell’area di realizzazione della M4 – la nuova metropolitana di Milano – i resti di una struttura muraria. Il cantiere della metro m4 ci fa scoprire la città del passato, portando alla luce una nuova necropoli a Milano.

La metropolitana 4 che collegherà Linate a San Cristoforo e probabilmente sarà finita entro il 2024: già alla fine di quest’anno però si vedrà operativa la prima tratta Blu, quella che viaggerà dall’aeroporto di Linate fino a Dateo, facendo tappa su sei stazioni: oltre ai due capolinea, i passeggeri saliranno e scenderanno a Repetti (che collega il quartiere Forlanini al resto della città), Forlanini, Argonne e Susa con un treno ogni 90 secondi e una previsioni di flussi di 24 mila viaggiatori all’ora.necropoli a milanoIn questi giorni infatti sono in atto le attività per rimuovere i ritrovamenti archeologici nell’area di lavoro della stazione De Amicis, futura fermata De Amicis della metro, che al momento è un cantiere di realizzazione della linea metropolitana. I reperti della necropoli a Milano si trovano in corrispondenza di quello che sarà il futuro atrio della stazione.

Le testimonianze dei milanesi del passato spuntano qua e là nell’area del cantiere di lavoro, sono decine di resti di ossa, conservate in diversi modi: in cassette, in buche, imbustate. Scavando per la nuova linea metropolitana vengono alla luce i resti della Milano che fu.

Gli inizi degli scavi e la scoperta della necropoli a Milano

I primi resti erano stati rinvenuti nell’ agosto del 2019, quando fu ritrovato un grande numero di sepolture con tantissimi resti dei milanesi del passato e – fatto un po’ particolare – lo scheletro di un misterioso cavallo. Non ce ne stupiamo troppo però pensando che esiste una Milano rurale che è sopravvissuta fino agli anni ‘80.

La società costituita dal Comune di Milano e dai soci privati che hanno investito nella realizzazione della linea 4 della metropolitana, M4, ha annunciato che sono state ritrovate tantissime sepolture di epoche diverse: gli scheletri sarebbero circa 250, ma si stima che siano molti di più considerando quelli depositati nelle fosse comuni.

Quest’area ha conservato nel tempo, dall’epoca romana fino al sedicesimo secolo, una destinazione particolare: sarebbe stata infatti una necropoli a Milano. Questo il motivo che spiega sia la quantità di ritrovamenti nell’area che l’appartenenza di questi ritrovamenti ad epoche così diverse.

Cristina Cattaneo, direttrice di Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano, ha chiarito l’importanza del ritrovamento della necropoli a Milano: «Gli scheletri sono fondamentali per la ricostruzione della storia di Milano. Alcune scoperte sono estremamente interessanti, ad esempio il primo caso di tubercolosi. Proprio qui, infatti, abbiamo trovato una spina dorsale con le lesioni tipiche della tubercolosi. Nelle fosse comuni – ha continuato Cattaneo – abbiamo rinvenuto scheletri con segni di lesioni contusive alla testa e pensiamo si tratti di esecuzioni capitali. Il tutto ci aiuterà molto a ricostruire la storia perché le ossa a volte raccontano storie diverse dai testi o implementano ciò che i testi magari non dicono».

La particolarità dello scheletro di cavallo nella necropoli a Milano

Gli scavi hanno portato alla luce anche lo scheletro di un cavallo: si tratta del primo caso di sepoltura equina a Milano, un fatto piuttosto insolito, in una collocazione insolita: non è chiaro ancora perché i resti del cavallo si trovino proprio in quest’area caratterizzata da tombe pregiate e perché siano gli unici resti equini ritrovati. L’ipotesi più accreditata è che sia appartenuto ad un personaggio importante.

Non è la prima volta che, scavando, viene alla luce la Milano che fu 

In effetti, non è la prima volta che accade un fatto del genere: sul sito di M4 si trovano indicati tutti i principali ritrovamenti avvenuti durante gli scavi. Nel giugno del 2018, ad esempio, nella stessa area del cantiere di lavoro della futura linea blu era venuta alla luce una parte del muro del mausoleo di Massimiano, imperatore romano tra il 200 e il 300 d.c. (co-imperatore di Diocleziano). Massimiano aveva infatti voluto in quell’area e nell’area dell’attuale via San Vittore, un monumento funebre per la sua famiglia: oggi è visitabile grazie al Touring Club. Qualche giorno più tardi, nella stessa area, vennero ritrovati anche resti di ossa e teschi.

Ancora nel 2018 c’erano stati scavi che hanno portato alla luce i resti dell’Anfiteatro romano di Milano: le testimonianze visitabili dell’anfiteatro si trovano oggi all’interno del parco archeologico dell’Antiquarium di Milano.

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