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28. 06. 2022 15:18

No Green Pass, a Milano la deriva è sempre più violenta: crescono le frange di estremisti

Un unicum nella storia: estremisti di destra e sinistra insieme nello stesso corteo. E nel frattempo monta la protesta dei commercianti...

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Sabato scorso a Milano è andato in scena il quattordicesimo appuntamento consecutivo con la galassia No Green pass. Un lungo serpentone di circa 6.000 persone ha messo a ferro e fuoco la città creando disagi al traffico e ai commercianti. Per l’ennesima volta poi gli oppositori alla certificazione verde hanno scelto la strada della violenza venendo a contatto con le forze dell’ordine. Il “bollettino” finale è così stato di ben 83 denunce in un solo giorno.

Crescono le frange estremiste tra i No Green Pass

Il corteo milanese è in qualche modo un unicum. Al suo interno si snodano diverse fasce estremiste appartenenti sia all’estrema destra che all’anarchismo. Nell’ultimo fine settimana si sono visti tra i manifestanti anche i militanti di Do.Ra, gruppo neonazista attivo nel varesotto, così come l’ex brigatista Maurizio Ferrari, 76 anni, denunciato per manifestazione non preavvisata.

Sarebbe falso affermare che ormai i gruppi dell’estrema destra o dell’estrema sinistra abbiano assunto un ruolo di comando all’interno della galassia No Green Pass. Tuttavia, è impossibile negare che la deriva violenta stia diventando sempre più un elemento preponderante. Ad esser presi di mira sono soprattutti i luoghi delle istituzioni e della politica: sabato ci sono stati diversi tentativi di raggiunge la Camera del Lavoro.

«Quella piazza non può diventare luogo di appuntamento per chi sfila paralizzando la città, scontrandosi con le forze dell’ordine, con l’intenzione di prendere di mira obiettivi importanti per tutti noi — ha dichiarato amareggiato al Corriere Roberto Cenati, presidente dell’Anpi Milano —. I ripetuti tentativi di assalto alla Camera del lavoro sono un fatto gravissimo, un attacco alla democrazia».

Monta la rabbia dei commercianti

I manifestanti No Green Pass non sono semplicemente un problema  per l’ordine pubblico, ma lo diventano anche per i commercianti del capoluogo meneghino. Le mobilitazioni del sabato stanno obbligando le attività ad abbassar prima le saracinesche perdendo parte degli introiti più importanti, ovvero quelli del fine settimana.

«Perdiamo dal 15 al 25% sugli scontrini del sabato – ha raccontato sempre al Corriere il titolare di Miss Marilyn in corso Buenos Aires -. Ieri l’altro ho dovuto chiudere alle 18 e mandare i dipendenti a casa. E tenga conto che fino alle 20 di solito abbiamo il negozio pieno di gente. È lecito protestare, ma siamo al quattordicesimo corteo dall’estate a oggi: noi commercianti siamo esasperati».

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