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19. 01. 2022 18:33

«Non ci fermiamo», un nuovo inizio per il Ddl Zan dall’Elfo Puccini

Presente oggi all'Elfo Puccini il deputato Alessandro Zan: «Dopo la tagliola un nuovo testo per aprire ad una mediazione»

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Si è tenuto oggi pomeriggio al teatro Elfo Puccini l’incontro dal titolo “Non ci fermiamo, per i diritti contro l’odio”: l’intento è quello di mandare avanti una legge contro l’omotransfobia dopo l’affossamento in Senato dello scorso 27 ottobre ed il conseguente blocco dell’iter del disegno di legge che porta il nome del deputato del Partito Democratico Alessandro Zan.

Ddl Zan, il tentativo di rilancio parte da Milano

Tanti i temi affrontati nella kermesse organizzata da Casa Comune, dopo la “tagliola” approvata a voto segreto in Senato dietro richiesta della Lega e di Fratelli d’Italia, a cui il deputato Zan – presente all’incontro – risponde così: «Questa è stata solo una prima battuta d’arresto. Nessuna battaglia si porta avanti in discesa, ci sono delle sconfitte da superare e l’indignazione per quell’applauso in Senato è la prima reazione importante da registrare. Come importante è sentirci in una comunità che non ha intenzione di vivere in un’Italia che discrimina le persone, rendendole vittime di violenza e bullismo non per quello che fanno ma per quello che sono. Non vorrei che in questo Paese tenersi per mano fosse ancora considerato un gesto politico».

Il tempo è cruciale nel dibattito perché la legge vuole che debbano passare almeno sei mesi per un nuovo testo sull’argomento da presentare e discutere. Su questo è intervenuto il sindaco Beppe Sala, presente all’incontro in Corso Buenos Aires. «Ora è il momento di non fermarsi, dobbiamo cercare di trovare una formula per vincere. Anche se abbiamo incassato una sconfitta, il tema rimane cosa fare ora: la mia proposta, come primo cittadino della città, è quella di invitare a Milano tutti quei rappresentanti delle forze politiche che, in questa legislatura, devono sentirsi in dovere di riportare la discussione su questo tema. Io li aspetto, sono disponibile ad invitarli anche in sede extraparlamentare». In diecimila hanno manifestato la scorsa settimana all’Arco della Pace per dimostrare la propria vergogna. «Dopo questa battuta d’arresto – prosegue il sindaco – non dobbiamo accettare che quell’applauso metta fine a tutto l’entusiasmo di questi giovani. Noi abbiamo perso ma in diecimila hanno vinto in piazza».

Conclude il deputato Zan. «Chi ha votato la tagliola non dovrebbe avere il coraggio di guardarsi allo specchio. Non dobbiamo mollare questa battaglia di civiltà ed è per questo che, entro la fine di questa legislatura, presenteremo un nuovo testo: sopprimeremo l’articolo 1, perché delle definizioni di genere non ne facciamo nulla, e l’articolo 4 e rilanciamo con una mediazione. Li rimetteremo alla prova. Vedremo se avranno il coraggio di affossare nuovamente questa legge dopo che si erano dimostrati disponibili a mediare. Rilanceremo anche con le iniziative popolari nelle piazze, grazie all’impegno del movimento LGBT+, e ci impegneremo in una campagna rivolta ai giovani, che a 18 anni votano per il Senato, dicendo che quei maschi alfa di una certa età che hanno applaudito li dobbiamo mandare a casa con il voto».

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