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19. 01. 2022 17:37

Vent’anni fa la strage di Linate, il Comitato 8 Ottobre a Mi-Tomorrow: «Milano, mantieni vivo il ricordo delle vittime»

Esattamente vent'anni fa la strage di Linate: alle 8.10 di quella terribile mattina un piccolo Cessna si scontrò con un aereo di linea provocando 118 vittime. È un dovere non dimenticarle

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Esattamente vent’anni fa la strage di Linate. Erano le 8.10 dell’8 ottobre 2001. Mentre Milano si svegliava avvolta dalla consueta nebbia autunnale, qualche chilometro più in là, all’aeroporto di Linate, andava in scena la tragedia aerea più grave mai accaduta in Italia.

Un piccolo Cessna da turismo si scontrò con un aereo di linea scandinavo, un Md87 della compagnia Sas. Un impatto terribile che si concluse con lo schianto contro un hangar dell’aeroporto. Immediatamente le fiamme avvolsero qualunque cosa intorno a sé: morirono 118 persone. L’unico superstite fu il dipendente della Sea Pasquale Padovano, che tutt’oggi porta ancora sulla sua pelle i segni di quel disastro. Furono necessari 108 interventi chirurgici per salvarlo dalle gravi ustioni su tutto il suo corpo.

strage linate

All’epoca si pensò immediatamente ad un attentato terroristico. Neanche un mese prima il mondo fu sconvolto dall’attacco alle Twin Towers. Alla fine però si capì che la strage di Linate fu causata banalmente da un errore umano: il piccolo Cessna per sbaglio o per risparmiare tempo imboccò il raccordo sbagliato.

Oggi alle 8.10 in punto tutti gli aeroporti hanno osservato un minuto di silenzio. Un momento per ricordare quella tragedia immane e far sì che certi disastri non facciano parte anche del nostro futuro. Su Mi-Tomorrow abbiamo voluto affidare il ricordo di quel maledetto lunedì ad Adele Scarani Pesapane, presidente del Comitato 8 Ottobre.

Strage di Linate, Scarani Pesapane: «Ho il timore che la gente dimentichi e accantoni»

Milano è ancora molto partecipe e sensibile nei confronti di chi ha vissuto il dramma di vent’anni fa esatti (lo scontro sulla pista di Linate tra un aereo della compagnia scandinava Sas e un Cessna privato provocò 118 vittime, ndr). La città chiede, vuol sapere e non manca di farci sentire la sua vicinanza. Alle tradizionali cerimonie religiose nella Basilica di Sant’Ambrogio accorre sempre gente comune, milanesi non coinvolti direttamente nella nostra tragedia, ma che sanno e vogliono esserci.

Nonostante tutto c’è da essere contenti nel poterci ritrovare anche quest’anno: un’ulteriore testimonianza del voler ritornare a viverci, con tutte le nostre forze. Eppure le cose da fare sono ancora tante, molte delle quali rappresentano un’eredità del nostro ex presidente Paolo Pettinaroli, un uomo sempre foriero di idee.

Una cosa mi preoccupa più di tante altre: il rischio che la gente dimentichi un episodio ormai lontano nel tempo. L’interesse pulsante dei primi anni si è man mano affievolito, a causa di una fisiologica condizione umana che dimentica e accantona. Abbiamo lavorato sodo per il ventesimo anniversario, affinché possa esserci una risonanza molto forte, non solamente a livello cittadino.

Poi capiremo come proseguire il nostro impegno, ma sono fiera del costante riconoscimento che ci arriva dall’aeronautica: Paolo sarebbe orgoglioso del protocollo d’intesa siglato con Enac, grazie al quale ho coinvolto i familiari delle nostre vittime a collaborare nei corsi sulla Family Assistance rivolti agli addetti aeroportuali di ogni settore. L’importante è continuare a lavorare per fare in modo che succedano più cose del genere. Anche perché è vero che non ci hanno reso giustizia, ma nessuno avrebbe comunque potuto restituirci i nostri cari.

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