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07. 12. 2022 10:24

theGINday: a Milano l’evento più amato con i distillati d’autore

Decimo compleanno per l'evento in programma domenica e lunedì al SuperStudio Più

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Ha mosso i suoi primi passi proprio qui in Italia, si è affermato in Olanda per poi diffondersi e diventare celebre in Inghilterra come uno dei distillati più famosi e apprezzati. È il gin, nato intorno alla metà del Seicento per opera di un medico dell’Università di Leida, Francisco Della Boe – meglio noto come Franciscus Sylvius -, il cui intento era quello di trovare un rimedio per curare i soldati olandesi che si ammalavano di febbre nelle Indie orientali. Per celebrare la bevanda alcolica, Milano ospita la decima edizione di theGINday, l’evento italiano più amato dedicato al mondo del gin.

theGINday torna a Milano

Domenica 11 e lunedì 12 settembre il SuperStudio Più (via Tortona 27) accoglierà la squadra organizzativa di theGINday guidata da Luca Pirola, ideatore di questo format e fondatore di Bartender.it insieme ai soci Agostino Perrone, Dario Comini, Dom Costa e Fulvio Piccinino. Dal 2012 theGINday è il primo e maggiore evento italiano dedicato al gin, al genever e ai loro botanical. La manifestazione racconterà la nascita negli ultimi anni di nuove distillerie e il nuovo impulso generato in altri comparti del settore, come nel caso delle acque toniche.

theGINday si svolgerà in un evento espositivo di due giorni che coinvolgerà numerose aziende produttrici di gin e ciò che ruota intorno al mondo del beverage. Tra degustazioni, workshop e ospiti di eccezione verranno raccontate le novità sviluppate nell’ultimo anno all’interno dell’universo del distillato più consumato. Saranno presenti anche i tre bartematici dedicati ai drink più iconici: Martini Bar, Negroni Bar e Gin Tonic Bar, animati dalle ricette dei barman che sveleranno curiosità, tecniche e ricette dei diversi brand coinvolti nell’esposizione. Ma non ci saranno solo degustazioni e presentazioni dei prodotti, al SuperStudio Più si svolgeranno anche seminari e masterclass guidate dai massimi esponenti del mondo dell’ospitalità e talenti emergenti.

«Di fronte ad un fenomeno di portata globale come quello del gin, l’edizione 2022 di theGINday non può che proporsi anche come un buon esempio e motore di un rinnovato interesse nei confronti il mondo dell’ospitalità anche dal punto di vista professionale – spiega Luca Pirola -. Da dieci anni theGINday opera attivamente nel settore italiano del beverage, dando un significativo contributo nello sviluppo di un network specializzato come quello della mixology italiana».

La festa del gin non si concentrerà soltanto nella due giorni di theGINday. Da giovedì 8 settembre partirà la terza edizione della theGINWeek, che coinvolgerà i migliori locali di Milano: un vero e proprio evento “fuori salone” che anticiperà e accompagnerà l’evento principale. Bar, cocktail bar, hotel bar, rooftop, dehors e ristoranti saranno gli spazi che catalizzeranno professionisti e gin lover dove le aziende organizzeranno attività ad hoc: assaggi, degustazioni, special drink, seminari, special guest, serate a tema. Infine, dall’8 al 12 settembre, alcune tra le migliori pizzerie di Milano sposeranno l’abbinamento con le loro creazioni ed un ottimo gin tonic: l’elenco dei locali partecipanti all’iniziativa può essere consultato sul sito ufficiale theginday.it.

theGINday, intervista a Luca Pirola: «Un punto di riferimento per la bar industry»

C’è la mente di Luca Pirola dietro la nascita di theGINday, che da dieci anni è il punto di riferimento in Italia per quanto riguarda le manifestazioni con protagonista questo distillato.

thegindayPartiamo dalle origini: come nasce theGINday?

«theGINday affonda le sue origini nella formazione del gruppo bartender.it, nato nel 2008. Siamo sempre stati dei precursori di quello che succedeva in giro per il mondo e da parecchio tempo volevamo portare in Italia qualcosa di ciò che avevamo vissuto all’estero. Il primo evento fu dedicato all’agave e poi tra i tanti successivi ci fu anche theGINday. La prima location fu Villa Necchi, pensavamo fosse perfetta per convincere le aziende a esporre in maniera diversa dal solito. Abbiamo portato una ventata di aria fresca, cercando di rivolgerci alla comunità dei bartender che stavamo creando. Era un periodo in cui tante cose stavano cambiando in giro per il mondo, una nuova era della mixology che stava arrivando anche in Italia».

Qual è stato il segreto del successo della manifestazione?

«Siamo riusciti a convincere le aziende più grandi a esporre in maniera “asciutta”, di fianco alle realtà più piccole e senza stand enormi com’erano abituate a fare. Abbiamo messo il prodotto al centro dell’evento. theGINday ha intercettato una moda che stava iniziando a livello mondiale, quella di riproporre il gin come distillato fondamentale. Siamo stati i primi in Italia e ancora oggi siamo l’evento più importante del Paese perché non siamo paragonabili ai classici gin festival».

Quella di quest’anno è l’edizione numero dieci, che significato ha questo traguardo?

«Dieci anni sono tanti, quando celebri certe cose c’è sempre un po’ di malinconia guardando al passato e di preoccupazione per il futuro. Non sembra passato tantissimo tempo ma in realtà in dieci anni la miscelazione in Italia è cambiata tantissimo e crediamo di essere stati uno degli eventi cardine che hanno permesso e stimolato questo mercato della mixology a diventare ciò che è adesso. Questo ci rende molto soddisfatti ma non vogliamo fermarci, bisogna sempre spingere».

Come sarà theGINday nel prossimo futuro?

«Abbiamo importanti novità per l’anno prossimo che stravolgeranno il format. Dopo 10 anni è giusto celebrare ma è altrettanto giusto aprire ai cambiamenti. Uno degli obiettivi sarà cercare di riunire ancora di più tutta l’Italia, ma al momento non posso dire altro. Per scoprire tutte le novità in cantiere non resta che seguirci, ma siamo sicuri che ciò che stiamo preparando darà nuova linfa all’evento».

theGINday, parla Dario Comini: «Ai giovani consiglio di viaggiare, viaggiare, viaggiare»

Oltre 50 anni dietro al bancone, bartender da tre generazioni e alla guida del cocktail bar Nottingham Forest di Milano dal 1980: Dario Comini è uno dei più creativi e appassionati mixologist italiani, oltre ad essere uno dei soci di Bartender.it e tra i protagonisti del prossimo theGINday.

theginday

Com’è nata e come si è sviluppata la passione per il mestiere del bartender?

«La mia famiglia fa questo lavoro da tre generazioni: prima mio nonno, che ha fatto il barman negli Stati Uniti prima di tornare qui in Italia, poi mio padre che ha aperto una ventina di bar a Milano tra i quali proprio il Nottingham Forest, di cui mi occupo io dal 1980. Sono praticamente cresciuto dentro al bar, ho iniziato a lavorarci quando ancora non arrivavo alla macchina del caffè».

TheGINday è giunto alla sua decima edizione, qual è attualmente la situazione del mercato del gin?

«Al momento il mercato si mantiene stabile. Pensavo ci potesse essere una flessione e invece la richiesta è in continuo aumento. Tantissimi clienti preferiscono drink con il gin e sempre più gente chiede delle determinate marche, il che significa avere una certa conoscenza della materia, forse dovuta all’informazione resa molto più facile e accessibile».

Come si è evoluta la professione del bartender nel corso degli anni?

«Ci sono stati grandi cambiamenti dovuti a un’informazione molto più semplice: trent’anni fa bisognava aspettare settimane per un libro che arrivava dagli Stati Uniti. Adesso grazie a internet è molto più facile aggiornarsi. Il bartender attuale è molto più preparato rispetto a qualche anno fa».

Quali sono le tendenze del momento per quanto riguarda i drink?

«I cocktail più richiesti sono il gin tonic e lo Hugo. Al Nottingham Forest invece proponiamo continuamente delle novità spesso molto articolate: in questo periodo abbiamo i drink cosplay, che prevedono un piccolo travestimento e un gioco da parte dei clienti».

Uno sguardo al futuro: come cambierà il mestiere del bartender?

«La tendenza delle aziende è di proporre drink già pronti in confezione, un grosso handicap per il lavoro del bartender perché molti clienti – in previsione degli aumenti che sicuramente ci saranno – sceglieranno di bere un drink in casa penalizzando i locali, causando una minore richiesta di personale. La figura del bartender resta insostituibile, ma sarà sempre più riservata a una fascia di clientela economicamente più stabile».

Che consiglio darebbe a chi vuole intraprendere questa professione?

«Tre consigli: viaggiare, viaggiare, viaggiare. È l’unico modo per confrontarsi con il lavoro e le realtà degli altri paesi, acquisire una conoscenza molto ampia e creare uno stile da proporre alla propria clientela».

theGINday / 10th anniversary

Domenica 11 settembre 2022, dalle 12.00 alle 20.00
Lunedì 12 settembre 2022, dalle 11.00 alle 19.00
SuperStudio Più – Via Tortona 27, Milano

20 euro (15 euro online) + 5 euro per ogni drink (4 euro online)
theginday.it

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