orticola
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Da sempre è la più importante vetrina italiana per il vivaismo nazionale e internazionale: fino a domenica, ai Giardini Pubblici “Indro Montanelli”, l’appuntamento è con Orticola. Per quest’edizione è stato scelto il tema “Piante amiche: le buone associazioni botaniche”.

Già, perché per fare del buon giardinaggio devono essere rispettate le necessità e le caratteristiche di ciascuna pianta, e favoriti quegli accostamenti che non siano basati solo su forma, colore e fioritura, ma innanzitutto sulle loro esigenze e sul modo di convivere tra loro.

I veri protagonisti sono ancora una volta i vivaisti (con nuovi ingressi, realtà giovani, start up e tradizioni di famiglia) e, ovviamente, le piante “particolari”: le Epipactis, di Baradel, chiamata elleborine, un genere che raggruppa diverse specie di orchidee spontanee italiane o la collezione di Fargesia di Central Park, un genere di bambù non invadente e non infestante.

Di grande interesse è una malvacea arbustiva di origine sudafricana, ma talmente adattabile che può essere coltivata nei giardini italiani, il suo nome è Grewia occidentalis presentata da Donna di Piante.

Espressamente indicata per il tema della mostra-mercato è Castilleja coccinea di Plantula, un emiparassita che completa la sua nutrizione attaccandosi alla radice della pianta, come fa il vischio. Scorzonera hispanica, nota come scorzonera di Spagna, è presentata a Orticola da Floricultura Geel, diffusa dall’Europa Meridionale alla Siberia ed è conosciuta per la presunta efficacia contro il morso dei serpenti.

E poi, nella tenda “Mirabilia”, nata da un’idea di Francesca Marzotto Caotorta dopo un viaggio in Africa, ci sono le piante speciali per origine e rarità, per lo più sconosciute, tutte provenienti da Paesi lontani, eccezionali per forma e dimensione.

Ci sono poi i quattro luoghi che per antonomasia raccolgono suggestioni ed emozioni da parte dei visitatori: la fontana e i tre ingressi alla mostra-mercato. “Le comari d’acqua” è il titolo del progetto della fontana di quest’anno affidata a Piante Faro e artefice di un affascinante allestimento che racconta un giardino siciliano, portatore di benessere, sostenibilità e cultura del paesaggio mediterraneo.

Di grande suggestione all’ingresso di Palazzo Dugnani, l’allestimento di Antonio Perazzi con Piante Faro dal titolo “Bosco e Giardino” che prevede la creazione di un piccolo bosco di quindici alberi di canfora Cinnamomum camphora diviso in piccole aree che vengono attraversate dai visitatori.

Gheo Clavarino, insieme a Luini 12, allestisce “Foyer vert”, l’ingresso di piazza Cavour con il Vivaio Minari di Piergiorgio Minari, accogliendo il visitatore in un “cerchio verde”, dove alte siepi di Carpinus betulus accostate a siepi più basse di Buxus sempervirens, delimiteranno lo spazio. Mentre il varco di via Palestro “L’utile e il dilettevole” sarà realizzato a cura del Vivaio Fratelli Ingegnoli che si avvale della consociazione di due piante particolarmente rilevanti nel panorama agricolo e ornamentale italiano: la vite e il bosso.

Da sempre considerati un “plus” di Orticola, i momenti gratuiti di incontro per adulti e bambini quest’anno sono più di cento, allestiti, in giro per la mostra-mercato, nelle tre aree corsi a disposizione (Dugnani 1, Dugnani 2 e alla Magnolia), negli stand degli espositori e nello spazio messo a disposizione proprio per i laboratori da CityLife.

Si tratta dei laboratori ortovivaistici, degli incontri con gli esperti e delle presentazioni di libri: da TuttiFrutti di Giuseppe Barbera a Oro verde pubblicato da Il Verde Editoriale, dall’ultima pubblicazione di Antonio Perazzi a come gestire un orto a Milano di De Simone e ancora quelli dedicati a ortaggi, fiori ed erbe spontanee da utilizzare in cucina fino a un giallo ambientato in Orticola e alla storia di Elisabetta II, una grande amante del giardino. Tutte le info sugli eventi sono sul sito ufficiale orticola.org.

QUANDO

Fino a domenica 19 maggio

Dalle 9.30 alle 19.30 (casse aperte fino alle 19.00)

DOVE

Ingressi da via Palestro / piazza Cavour / Palazzo Dugnani (via Manin 2)

BIGLIETTI

12 euro all’ingresso della mostra

12 euro (+ 1 euro di prevendita) per “salta la coda” online su orticola.org

Gratis per diversamente abili con accompagnatore, Forze dell’Ordine, ragazzi under 16 accompagnati

Acquistando il biglietto d’ingresso per Orticola si offre un contributo alla raccolta fondi destinata alla cura del verde in convenzione con il Comune di Milano, e alle attività socio-culturali di Orticola di Lombardia, associazione senza fine di lucro

I SERVIZI

All’ingresso di Palazzo Dugnani sono disponibile i servizi di trasporto e consegna di fiori e piante. Basta consegnare un documento in segreteria, vicino alla fontana, per ottenere in uso gratuito una carriola per il trasporto degli acquisti.

E’ possibile lasciare in deposito le piante acquistate in attesa del ritiro per godersi al meglio la giornata in Orticola.

I ragazzi e le ragazze di Orticola sono a disposizione per trasportare le piante e, se occorresse, per caricarle in auto.

Orticola dà anche il benvenuto agli amici cani, con l’obbligo del guinzaglio non più lungo di 1,5 metri e la museruola per i cani di grossa taglia, come previsto dalla legge.

I parcheggi migliori sono le righe blu di via Marina, ma è disponibile anche il parcheggio coperto di via Marina e quello di corso Venezia.

L’INTERVISTA

«Il pollice verde non esiste»
Il presidente Gianluca Brivio Sforza racconta i temi della mostra

di Mariella Caruso

«Con le piante è tutta questione di passione, pratica e tanti tentativi», racconta a Mi-Tomorrow il marchese Gianluca Brivio Sforza. Esattamente l’opposto di un buon paesaggista. Amante di piante sin da quando, da bambino, andava in vacanza nella casa in campagna del nonno, e poi appassionato di bonsai «perché ricreano in piccolo le strutture complesse degli alberi», dal 2003 Brivio Sforza è il presidente di Orticola di Lombardia, l’associazione che da quasi un quarto di secolo organizza Orticola.

Come nacque l’Associazione Orticola di Lombardia?
«Sin dal 1854 il conte Francesco Pertusati, il fondatore, s’incontrava con alcuni amici per parlare di giardini. Dopo l’Unità d’Italia, nel 1865, l’associazione venne ufficialmente formalizzata prendendo il nome di Orticola di Lombardia. In quell’epoca erano in pochi ad avere un giardino e chi l’aveva usava essenze locali e si creava il proprio vivaio. In Europa cominciavano ad arrivare nuove essenze e Pertusati coi suoi amici si scambiavano idee e piante che, allora, non venivano comprate ma semmai scambiate. E in questo Orticola fu fondamentale».

Ventiquattro anni fa, poi, è arrivata la manifestazione milanese. Perché?
«L’idea fu di Francesca Marzotto Caotorta, nostra vicepresidente, e del consigliere Emilio Gola che in questo modo volevano spingere i vivaisti verso la produzione italiana di piante particolari e rare perché, a seguito dello sviluppo dell’editoria sui giardini cominciata negli anni ‘60, gli appassionati erano molto aumentati. E, nello stesso tempo, volevano raccogliere fondi per il verde milanese. Da sei anni siamo in convenzione con il Comune di Milano e insieme a loro gestiamo i fondi raccolti nel corso di Orticola».

Quali sono i progetti più importanti cui vi siete dedicati?
«Tra i tanti, ci sono la gestione e manutenzione del Giardino Perego, del giardino di Palazzo Reale e di una bella aiuola davanti al Museo di Storia Naturale. Il ricavato dalla biglietteria dell’edizione 2019 servirà ancora per la gestione di tutti questi giardini».

Dal titolo, “Piante amiche. Estetica ed ecosistema”, Orticola sembra proiettata nei temi di stretta attualità. Cosa s’intende per piante amiche?
«In questo caso è una provocazione. Vogliamo parlare di come mettere insieme le piante amiche sia a livello di coltivazione, di temperatura e di accostamenti estetici. Abbiamo chiesto ai vivaisti di dare ai nostri visitatori un esempio con la loro produzione, nel nostro stand daremo qualche suggerimento su come organizzare terrazzi e giardini».

Parlando, in generale di verde quali sono le piante più adatte a Milano?
«In primis, occorre ricordare che in città le piante tendono a salire per assenza di luce. E, in armonia con questo, è necessario fare una gestione artificiale scegliendo, quando è necessario, di sostituire le piante in toto invece che tenerle in piedi solo per ricordare che sono piante antiche».

Però se gestite male, queste piante sono un vero pericolo…
«Esatto, perché in caso di vento le vecchie piante sono un pericolo per tutti».


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