Benzina, Paolo Uniti (Confcommercio Milano): «Nessuno ha adattato le colonnine»

Paolo Uniti
Paolo Uniti

La riforma non gli piace e non usa giri di parole per esprimerlo. Paolo Uniti, direttore del Sindacato gestori degli impianti stradali di carburanti Confcommercio Milano storce il naso di fronte alle nuove sigle che da venerdì compariranno (o dovrebbero comparire) ai distributori di benzina. A Mi-Tomorrow spiega quali potrebbero essere gli effetti di questa riforma.

Cosa succederà venerdì?
«Anche noi siamo curiosi, di certo c’è che spetta alle compagnie petrolifere realizzare gli adattamenti. Per quanto ci riguarda noi gestori chiediamo chiarezza».

Siete preoccupati?
«C’è un po’ di preoccupazione nella categoria, anche perché a gennaio arriverà un’altra novità con la fattura elettronica: sono cose che complicano la vita».

Quanti benzinai ci sono in città?
«Trecento».

Quanti distributori si sono già conformati alla direttiva?
«Che io sappia nessuno ha adattato le colonnine».

Prima o poi lo dovranno fare.
«E’ pressoché certo che si partirà con un doppio sistema, cioè saranno mantenuti i nomi con accanto le nuove sigle».

Un po’ come venne fatto con l’introduzione dell’euro?
«Si, in un primo periodo i nomi non dovrebbero scomparire, poi forse con il tempo si utilizzeranno solo le sigle».

Le sigle sono tante, non sarà facile orientarsi…
«Fondamentalmente i prodotti in vendita sono quattro, due diesel e due benzina. Certo poi ci sono tanti altri prodotti tipo le benzine agli ottani».

Con il nuovo sistema ci si potrà recare in qualunque distributore di un paese dell’Unione Europea senza avere problemi di comprensione.
«Si può dire questo se vogliamo vedere l’aspetto positivo di questa riforma, ma io penso al pensionato che si trova nell’impianto automatizzato, la possibilità che sbagli è molto alta».

E’ la solita trovata dei burocrati di Bruxelles?
«Purtroppo si, diciamo che è una cosa di cui non si sentiva il bisogno. Mi auguro che si trovi qualcosa per facilitare i clienti, l’uso dei colori potrebbe essere una buona idea».

Cosa non condivide in particolare?
«Francamente mi sfugge l’obiettivo, non riesco a capire quale sarebbe l’utilità di questo provvedimento. Di solito le norme vengono approvate per semplificare, in questo caso non vedo in che modo si stiano rendendo le cose più semplici».

Peraltro questa innovazione arriva in un momento difficile per i benzinai.
«Difficile è un eufemismo, ci mancava solo questa storia delle sigle. Sarà l’ennesima sollecitazione affinché la gente passi all’auto elettrica o direttamente alla bicicletta».


Che cosa dovrebbe cambiare
Ecco la direttiva europea in vigore da domani

E’ finito il tempo delle benzina verde e del gasolio. Da domani chi dovrà fare rifornimento ai distributori di benzina e diesel troverà le nuove sigle che sostituiranno i nomi dei carburanti. Una direttiva dell’Unione europea ha previsto una nuova misura per uniformare le etichette in tutta Europa. Le nuove sigle saranno E per la benzina e B per il diesel. In concreto la novità funziona così: accanto al nome del carburante ci sarà un’etichetta circolare in cui, nel caso della benzina, è riportata la lettera E seguita dalla percentuale di componenti bio presenti nella miscela, ovvero la percentuale di carburante ottenuto da fonti energetiche rinnovabili. Ad esempio, la sigla E5 si riferisce a una benzina che contiene il 5% di alcol etanolo mentre E10 è una benzina con il 10% di componenti bio.

Anche per il gasolio sono indicati i vari livelli di componenti ‘biodiesel’ presenti nella miscela, ad esempio la sigla B7 identifica il gasolio con componenti biodiesel al 7 per cento. Cambiano, infine, anche le sigle per designare il metano per auto, il Gpl e il metano liquido. Le lettere saranno obbligatoriamente affisse in tutti i distributori sulle pistole di erogazione delle pompe e verranno anche riportati sui tappi dei serbatoi delle automobili costruite nei prossimi anni.

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