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05. 12. 2022 08:42

Bosco Verticale in mattoncini, via al contest della Lego

Caccia ai voti per dare il via alla commercializzazione della struttura riprodotta

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Il Partenone di Atene, il tempio Maya El Castillo in Messico, la città Inca di Machu Picchu, il Golden Gate Bridge di San Francisco, la Dancing House di Praga e il Bosco Verticale di Milano. Sono alcune delle Lego Ideas, progetti ideati dagli utenti della community Lego e sottoposti ai voti degli altri utenti: chi ne ottiene 10.000 diventa un Lego designer e l’idea si trasforma in un set ufficiale.

Nella sezione a tema architetture del contest ideato dall’azienda produttrice dei famosi mattoncini colorati, fra le riproduzioni di edifici realmente esistenti il Bosco Verticale di Milano spicca per la precisione dei dettagli, con ogni singola unità abitativa che può essere aperta verso l’esterno: il suo ideatore, nickname TheCastleFan, ha usato 2.980 pezzi per realizzare la costruzione che misura 33 x 37 x 44 cm e celebra Milano e la riforestazione urbana: ha già ricevuto 2.550 voti, con 560 giorni rimanenti per raggiungere l’obiettivo dei 10.000. C’è un modo più divertente, creativo e popolare di celebrare uno dei simboli della capitale del design, al termine della Milano Design Week?

Bosco Verticale, tre domande a Stefano Boeri

È “solo un gioco”, ma va a toccare le corde più profonde dell’infanzia: se lo aspettava?

«Una delle cose più belle e importanti che mi è capitata in questi anni, è quella di ricevere centinaia di disegni colorati e lettere da bambini di ogni età e origine che fantasticano sul Bosco Verticale, sugli alberi nel cielo, le rondini e i falchi che nidificano sui suoi rami e i misteri di una casa per alberi e uccelli che ospita anche famiglie di umani. Addirittura ci sono classi di scuola primaria e secondaria che scelgono il Bosco Verticale come modello da studiare e reinventare. Aver contribuito a generare stupore e meraviglia nei bambini è la cosa più bella che possa capitare ad un architetto. Ne sono felice».

stefano boeri

A 15 anni da quell’idea, che sviluppi ha avuto la sua concezione di sviluppo urbano virtuoso attraverso l’architettura?

«Stiamo lavorando pancia a terra per replicare e migliorare l’idea del Bosco Verticale nel mondo. Abbiamo realizzato boschi verticali in social housing accessibili anche in affitto per studenti e giovani coppie. Stiamo progettando edifici verdi e in legno, autosufficienti da un punto di vista energetico e totalmente sostenibili. Dalla Cina all’Africa alle Americhe all’Europa i boschi verticali, anche quelli progettati da altri architetti, stanno diventando un nuovo modo di abitare le metropoli del mondo».

Al termine del Salone del Mobile, abbiamo visto Milano tornare a scintillare, ma quali passi servirebbero per coinvolgere in questo sviluppo, a lungo termine, anche le periferie?

«Le periferie oggi non sono solo nei quartieri esterni, ma nel cuore delle città. Dove c’è sofferenza, disagio sociale, esclusione, c’è periferia. Il Salone è una grande festa per gli oggetti del design e gli arredi, sarebbe importante che lo diventasse per tutti i cittadini – di ogni origine, classe sociale, fede e età – che abitano a Milano o in questi giorni la percorrono. La “panchina per chi ha una casa eper chi non ce l’ha” che abbiamo presentato in questa edizione del Salone, risponde io credo a questa esigenza»

Bosco Verticale, una storia costellata di premi

È senza dubbio l’edificio più iconico della nuova skyline milanese, quella nata in vista dell’Expo del 2015 e che ha trasformato interi quartieri ridefinendoli con criteri di rigenerazione urbana e architettonica, in chiave di design e modernità, ma anche di sostenibilità. Nato nel 2007 nella testa di Stefano Boeri e progettato da Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra), vede l’inizio della sua costruzione nel 2009 e il suo completamento nell’ottobre 2014. L’edificio è formato da due torri alte 80 e 112 m, che ospitano nel complesso 800 alberi, una vegetazione equivalente a quella di 30.000 mq di bosco e sottobosco, concentrata su 3.000 mq di superficie urbana.

bosco verticale

L’essere “una casa per alberi che ospita anche umani e volatili” ha dato vita a un habitat colonizzato da numerose specie di animali (tra cui circa 1.600 esemplari di uccelli e farfalle), stabilendo un avamposto di spontanea ricolonizzazione vegetale e faunistica della città. Il 19 novembre 2014 il Bosco Verticale è risultato vincitore dell’International Highrise Award del Deutschen Architekturmuseums di Francoforte, vincendo il premio di grattacielo più bello del mondo, in quanto esempio eccellente di rivitalizzazione di un centro urbano.

Il riconoscimento come “grattacielo più bello e innovativo del mondo” è del 13 novembre 2015, quando il Council on Tall Buildings and Urban Habitat, promosso dall’Illinois Institute of Technology di Chicago, ha eletto il Bosco Verticale miglior edificio alto del mondo, in virtù della sua unicità sperimentale.

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