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19. 05. 2024 10:55

Chi chiude, chi si rinnova: il valzer delle librerie a Milano

Le librerie sono state fra le prime attività a riaprire dopo il lockdown, ma hanno subito danni dovuti anche allo smart working: due casi a pochi metri di distanza

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Una grande libreria si rinnova e, a pochi passi, un altro megastore chiude. Siamo in zona Wagner, dove la Feltrinelli di piazza Piemonte il 24 novembre (giorno in cui Inge Feltrinelli avrebbe compiuto 90 anni) ha riaperto i battenti dopo il restyling.

Seguendo l’andamento del mercato il negozio ha dato più spazio a videogiochi e fumetti e meno alla musica, aggiungendo anche un angolo dedicato alle piante. A qualche centinaio di metri, in via Marghera, a fine anno chiuderà il Megastore Mondadori, che proprio nel 2020 ha compiuto vent’anni.

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Le librerie sono state fra le prime attività a riaprire dopo il lockdown, ma quelle situate in centro hanno subito danni dovuti anche allo smartworking. Il punto vendita di via Marghera offriva spazio anche alla musica, con un’ampia area dedicata vinili, e all’elettronica. Rimangono comunque aperti i punti vendita di Piazza Duomo, di via Pergolesi e la Rizzoli di Galleria Vittorio Emanuele.

Dati. Nel 2019 il mercato del libro aveva ripreso a crescere dopo anni di crisi: secondo l’AIE (Associazione Italiana Editori) era aumentato del 3% rispetto al 2018. Ad aprile 2020 l’emergenza sanitaria aveva invece fatto calare il fatturato del 20%, che sommando i dati fino a settembre ora si assesta al -7%. Proprio settembre è stato il mese della rinascita: per il circuito Arianna l’editoria ha registrato un +0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

E-commerce. L’e-commerce ha beneficiato notevolmente della crisi pandemica in tutti i settori e per contrastare lo strapotere del colossi del web diverse librerie indipendenti italiane (sono arrivate quasi a 300) si sono unite per creare Bookdealer, una piattaforma per vendere anche loro online.

Comunque negli ultimi mesi le vendite in negozio stanno recuperando percentuali sulle piattaforme online, raggiungendo il 57% del mercato, contro il 52% di aprile. Nell’edizione appena conclusa di BookCity l’associazione Librerie Indipendenti Milano ha accusato gli organizzatori di aver tradito la tradizione collaborazione.

La pagina web di BookCity invitava il pubblico a comprare i libri attraverso i siti di Feltrinelli e IBS, dimenticandosi di citare proprio i canali indipendenti. Alla fine si è cercato di riparare inserendo anche la possibilità di acquisto su Bookdealer.

Usato. Negli ultimi anni il mercato dell’usato sta vivendo un buon momento. Se n’è accorta anche la Feltrinelli, che nella rinnovata sede di piazza Piemonte ha dedicato uno spazio al Libraccio – la catena più importante d’Italia di questo settore, attiva da 41 anni – sia con libri usati sia con volumi fuori catalogo.

Federico Valera: «La forza delle librerie dell’usato»

Federico Valera, libraio di lungo corso, nel 2016 ha aperto in via Cesariano, zona Paolo Sarpi, la libreria dell’usato e osteria Baravaj.


Qual è il lettore tipo?

«Chi compra libri usati di solito è un accanito lettore e difficilmente si affeziona a un solo negozio. Di solito li gira tutti, anche perché la chicca la puoi trovare nella più spiantata bancarella tanto quanto dall’antiquario del centro. Chi gira per librerie dell’usato, le gira tutte. Quando ho aperto questa zona, pur molto vivace, era sprovvista di librerie dell’usato; dopo ne sono nate altre due, segno che forse ci avevo visto giusto».

Qual è stata la reazione dei clienti alla riapertura dopo il primo lockdown?

«Il tempo passato forzatamente in casa ha avuto effetti importanti, in un senso o nell’altro: qualcuno mi ha confessato di non riuscire più a leggere nulla per mancanza di concentrazione, altri hanno ripreso a leggere molto più di prima».

Come sono andate le cose questa estate?

«È stata molto dura a causa delle disposizioni sui distanziamenti. Baravaj è sia libreria che osteria. Abbiamo dovuto alternare le aperture vista l’impossibilità di garantire un metro di distanza tra i tavoli e chi voleva guardare i libri a parete. Siamo due società distinte, con un’unica proposta culturale e un’unica filosofia. Con grandi difficoltà e molta resistenza, in questo momento gli osti tengono duro in attesa di poter ricominciare a lavorare. Intanto presidio la fortezza e invento altre modalità di vendita dei libri. Siamo in una posizione centrale e il vuoto da smart working si vede tutto».

Qual è la situazione nelle ultime settimane?

«Meno tragica del previsto. Anche se c’è meno gente, in giro è molto motivata. È difficile che qualcuno esca solo con un libro. In questo istante un ragazzo ha comprato cinque romanzi e due libri di cucina».

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