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13. 06. 2024 03:10

Dax, 20 anni fa l’omicidio di Davide Cesare: il racconto della «notte nera» di Milano

Dall'antefatto, alla tragica notte, fino alla condanna dei Morbi nel 2004: chi era Dax e cos'è successo quella notte del 16 marzo 2003

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Era la notte del 16 marzo 2003 quando, in un bar di Milano situato in zona ticinese, veniva preso a coltellate Davide Cesare, meglio noto con il soprannome di Dax, insieme ad altri amici e compagni. La mattina seguente, intorno alle 5.45, il giovane, che aveva 26 anni, morì. Da quel giorno sono passati esattamente 20 anni e quella notte è ricordata in tutto il nostro Paese come la «notte nera» di Milano.

Davide Cesare, l’omicidio di Dax 20 anni fa: la dinamica

Davide Cesare, conosciuto da tutti come Dax, era un giovane ragazzo padre di una bambina di 5 anni che militava, insieme a tante altre persone, nel noto centro sociale antifascista O.R.So del capoluogo lombardo. La sera del suo omicidio si trovava in un bar quando, uscito a fumare una sigaretta con altri tre amici e compagni, incrociò lo sguardo di quelli che sarebbero diventati i suoi assassini.

Federico, Mattia e Giorgio Morbi volevano vendicarsi per un’aggressione subita la settimana precedente così, dopo insulti, minacce e sguardi di fuoco, iniziarono ad aggredire violentemente Dax e i suoi compagni Alex Alesi, Fabio Zambetta e Davide Brescancin.

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Uno di loro fu ferito da una decina di coltellate nelle parti vitali del corpo ma si salvò durante un’operazione d’urgenza che durò per tutta la notte, mentre per Davide Cesare non ci fu scampo. I colpi gli furono fatali e il 26enne poche ore dopo, all’alba del 16 marzo 2003, esalò il suo ultimo respiro.

Chi era Davide Cesare Dax

Dax era un giovane dalla vita divisa tra lavoro, famiglia e attivismo politico di sinistra. Era cresciuto nella periferia di Milano, precisamente a Rozzano, con il padre Angelo, la mamma Rosa e Daniele e Claudio, i suoi due fratelli minori. Nel 1995 aveva iniziato la sua militanza politica. Per gli amici Davide Cesare era una persona su cui si poteva sempre contare. Era, dicono, un ragazzo che «non ti faceva pesare le sue grane perché era troppo occupato a risolvere quelle degli altri».

Aveva una bambina, avuta con l’ex compagna Wendy, che aveva cambiato un po’ i suoi piani di vita. Egli infatti studiava per diventare un ragioniere, ma dovette rinunciarci per trasferirsi nel Bresciano, dove viveva l’allora fidanzata, per rimanere vicino alla sua famiglia. Fece lavori umili come l’operaio e il camionista e proprio in questi anni iniziò a frequentare attivamente la sezione locale di Rifondazione Comunista.

Dopo la fine della relazione con Wendy, Davide era tornato a Milano e divideva un appartamento con gli amici. Aveva un impiego in un’azienda siderurgica di Vimodrone. Nel tempo libero frequentava il centro sociale O.R.So, non lontano dal Naviglio Pavese e combatteva, manifestava e protestava per i suoi ideali.

dax davide cesare

Perché Dax è stato ucciso?

Federico, Mattia e Giorgio Morbi, dopo un lungo processo, sono stati definiti i responsabili dell’omicidio. E nonostante gli autori di questo delitto abbiano sempre smentito l’appartenenza a un gruppo politico, la loro simpatia per le linee di estrema destra hanno fatto sì che questo evento venisse e venga tutt’oggi ricordato a Milano, ma anche nel resto d’Italia, come un evento dai tratti politici.

A spingere i due fratelli (Federico e Mattia) e il padre della famiglia Morbi (Giorgio) a compiere un gesto del genere sarebbe stato un preciso antefatto. La settimana prima dell’omicidio di Davide, Federico aveva subito un’aggressione mentre portava a spasso il proprio cane. Dunque, stando a quanto emerso negli anni a proposito della sera del 16 marzo 2003, sembra proprio che i due ragazzi e l’uomo avessero una voglia di farsi vendetta da soli.

Nel maggio del 2004 arrivarono poi le sentenze per i tre coinvolti:

  • Federico Morbi, 29 anni, fratello maggiore, fu condannato a 16 anni e 8 mesi di reclusione
  • Il padre, Giorgio, 53 anni, inizialmente prosciolto fu però poi condannato a 3 anni e 4 mesi di carcere per il tentato omicidio di uno dei compagni di Dax
  • Mattia Morbi, che all’epoca dei fatti aveva solo 17 anni, fu posto in una comunità per tre anni come stabilito dal Tribunale dei Minori

Pisapia avvocato della famiglia Cesare

Infine, quello che in molti non sanno è che a rappresentare, in qualità di avvocato, la famiglia di Davide Cesare fu, tra gli altri, Giuliano Pisapia, poi divenuto sindaco di Milano nel 2011.

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