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22. 10. 2021 02:51

Donnexstrada, in difesa delle donne sole a Milano: «Le mamme ci scrivono grazie»

Laura De Dilectis, psicologa e ideatrice del nuovo progetto Donnexstrada, presenta una soluzione utile per le donne che si sentono in pericolo quando sono sole in città

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«Posso chiamarti finché torno a casa?». Quante volte, soprattutto all’imbrunire, una ragazza, una donna ha dovuto fare questa richiesta per sentirsi più sicura? In grandi città come Milano la paura di essere sole e avvicinate da malintenzionati è un problema sempre attuale: per questo la psicologa Laura De Dilectis ha lanciato la pagina Instagram Donnexstrada.

Laura De Dilectis: «Tante donne non si sentono al sicuro anche solo per rientrare a casa»

donnexstrada

Quando e come nasce l’idea di questo progetto?
«È iniziato tutto un mese e mezzo fa, dopo la morte di Sarah Everard, la donna rapita e uccisa a Londra mentre rincasava, anche se già ero stata scossa da altri fatti simili accaduti. Con la storia di Sarah sono arrivata a un punto di rottura: in poche ore ho preparato le grafiche».

Da chi è composto il gruppo di lavoro?
«Siamo un gruppo di 30 persone che vengono principalmente da Roma, Milano e Bologna. Ci sono diverse psicologhe e psicoterapeute, un assistente sociale, una sociologa, oltre a due ragazze che studiano giurisprudenza: una materia fondamentale per capire e agire al meglio di fronte ad un tema così complesso».

Il vostro strumento, la pagina Instagram Donnexstrada, sta riscuotendo un grande successo.
«Sì, la crescita è stata repentina, non ce lo aspettavamo: siamo passati da 800 a più di 70mila followers in 10 giorni. Sapevamo che il problema fosse grave ma non fino a questo punto. Il dato purtroppo è negativo: tante donne non si sentono al sicuro anche solo per rientrare a casa».

Come funziona il servizio che offrite nella pratica?
«Ci sono diverse proposte, ma quella che ora sta avendo più successo sono le dirette per strada: la ragazza ci scrive sulla pagina un messaggio diretto in chat e noi organizziamo una “live”. Questa può essere pubblica o privata, anche se in un momento di paura solitamente le ragazze preferiscono la seconda. Chiediamo sempre la posizione, così in caso di necessità possiamo chiamare il 112».

È un servizio disponibile 24 ore su 24?
«Sì, per organizzare al meglio il servizio chiediamo, quando è possibile e soprattutto se la necessità è in fascia serale, di essere avvertite il giorno prima (attraverso appositi spazi sulla pagina). Credo che se verrà prolungato o tolto il coprifuoco le richieste di aiuto aumenteranno in poco tempo. Se una ragazza ha bisogno, anche all’ultimo momento, basta contattarci scrivendo SOS con un Direct Message per avviare una diretta. Cerchiamo di rispondere in massimo 2 minuti».

Vi è capitato di essere contattate anche da mamme?
«Ci hanno scritto molte madri per ringraziarci, dicendo che si sentono più rassicurate dalla presenza di questo servizio. È un problema che non ha età, nonostante l’utilizzo di Instagram come canale di comunicazione ci avvicini ovviamente alle utenti più giovani».

Quali sono i vostri piani e progetti per il futuro a breve e lungo termine?
«Oltre alle dirette, abbiamo attivato anche il supporto psicologico, con sedute a prezzi calmierati di 30 euro per essere più accessibili a chi ne ha bisogno, insieme alla raccolta delle testimonianze. Stiamo pensando ad altri servizi più complessi e ambiziosi: seminari formativi per professionisti, tra cui psicologi e avvocati, oltre alla mappatura delle città con i “punti viola”: luoghi di riferimento, come ad esempio un bar o una farmacia, dove i gestori sono stati informati sulle modalità per accogliere una ragazza che ha bisogno di aiuto».

 

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