luisa corna
luisa corna

Classe 1965, nata a Palazzolo sull’Oglio (Brescia), Luisa Corna è cantante e conduttrice. Il calcio? Un affare di famiglia: papà Giacomo tra gli anni Cinquanta e Sessanta ha indossato le maglie, tra le altre, di Brescia e Spal, con una lunga militanza tra C e D in Sicilia. Lei ha scelto di tifare Inter. E per il derby non ha dubbi: «Partiamo svantaggiati, ma…».

Che derby ti aspetti?
«Mi aspetto molta grinta da parte di entrambe le squadre, che stanno vivendo momenti diversi, agli antipodi: l’Inter era partita con grande determinazione, sembrava che in questa stagione potesse fare grandi cose e, invece, ha avuto un calo di prestazioni e risultati nei primi mesi dell’anno. Il Milan, di contro, è partito sottotono e ha rimontato in maniera poderosa nella seconda parte della stagione».

Cosa ha inciso in negativo in casa Inter?
«Credo che l’Inter abbia pagato e stia pagando l’assenza non solo di Icardi, ma anche di altri giocatori a causa di infortuni o rendimenti altalenanti e sotto le attese, penso soprattutto a Nainggolan».

Il tuo pronostico?
«L’Inter questa volta parte, a mio avviso, svantaggiata, perché l’assenza di un giocatore come Icardi, quasi sempre decisivo in partite del genere, si fa sentire. Il derby, però, ha sempre qualcosa in più rispetto alle altre partite: può succedere di tutto, la gara d’andata insegna. E spero che l’Inter possa ritrovare la sua forza e dimostrare il suo valore».

Chi sarà decisivo?
«È difficile dirlo: spero nel guizzo di qualcuno, ma, soprattutto, nell’unione della squadra, che in questi momenti è la cosa più importante e può fare davvero la differenza. L’Inter nelle fasi critiche ha sempre dimostrato grane carattere e la speranza è che possa accadere anche questa volta, magari proprio già domenica sera».

Pensi che l’Inter possa lasciarsi questa crisi alle spalle e mantenere la zona Champions League?
«Credo proprio di sì: l’Inter è una squadra imprevedibile, un po’ pazzerella, ma che riesce sempre alla fine a trovare risorse nascoste che le consentono di uscire da momenti difficili e di ribaltare il pronostico. Abbiamo un allenatore motivato e dei giocatori che possono fare la differenza: l’incognita è legata, come dicevo, alle tante assenze di peso, da Icardi a Nainggolan».

A proposito di Icardi: che idea ti sei fatta della vicenda?
«Devo essere sincera: anche volendo approfondire, ho capito poco, è una faccenda che non mi è chiarissima. Sembrava che inizialmente si potesse risolvere tutto in breve tempo, invece il caso poi è esploso: di certo c’è che Icardi è un’assenza pesante».

Come valuti l’arrivo in società di una figura come Beppe Marotta?
«È un dirigente preparato, ha fatto grandi cose e penso possa essere una figura molto positiva in seno all’Inter: ogni volta che ci sono dei cambiamenti, credo che avvengano anche per portare nuova energia».

Sul fronte, invece, allenatore: ritieni che Spalletti meriti la riconferma alla luce di quanto fatto in questi due anni?
«A me Spalletti piace: prima ancora che come allenatore, mi sembra una persona molto chiara e schietta».

Dove vedrai la partita?
«Non sarò allo stadio: me la godrò in tv».

Frequenti, però, il Meazza?
«Sì. Qualche anno fa ero una frequentatrice un po’ più assidua: gravitando su Milano, ci andavo più spesso. Oggi decisamente meno, ma ogni tanto mi organizzo e vado a San Siro perché mi piace vedere le partite lì, hanno un gusto diverso. A patto che non sia come l’Eintracht…».


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