Giorgio Pizzoni, cadute e successi de Il Signor Pool Pharma

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Da Pool Pharma in libreria: si potrebbe dire così, modificando un po’ il celebre ed efficace pay off dell’azienda italiana leader nel settore degli integratori. Ci sono storie che meritano di essere raccontate e di essere lette, perché hanno molto da dire: è il caso dell’avventura imprenditoriale di Giorgio Pizzoni, il fondatore di Pool Pharma, che con Alessandro Zaltron ha da poco pubblicato per Cairo Editore il suo primo libro Il Signor Pool Pharma.

Una vera e propria case history, per usare un’espressione oggi molto in voga: lontano dalle solite autobiografie, il volume romanza l’avventura umana e professionale di Pizzoni, dando spazio a insegnamenti, pillole di saggezza e tanti aneddoti. Ci sono i molteplici successi, ma non vengono sottaciute cadute e debolezze. Una storia tutta italiana che sullo sfondo offre uno spaccato del nostro Paese dal dopoguerra a oggi.

«Il segreto? Passione e intuizione»

Giorgio Pizzoni racconta il successo

Giorgio Pizzoni, classe 1944, è nato e vive da sempre a Piadena (CR). Appresi i rudimenti del mestiere di venditore dal padre ambulante, a vent’anni entra nel settore farmaceutico. Divenuto imprenditore nel 1974, nel 1992 lancia il primo successo nel mondo degli integratori, Dimanel. Nel 1997 arriva Pool Pharma (poolpharma.it), oggi nella top 10 del mercato globale dell’integrazione alimentare.

 

Nel libro racconta i tanti successi ma non cela debolezze e momenti duri: quali i più difficili?

«Indubbiamente la morte di mio padre, quando avevo trent’anni. Nella vita ci sono, poi, degli snodi belli e importanti ma non facili da gestire: all’inizio della mia attività di imprenditore, a metà anni Settanta, scelsi il lavoro prima della famiglia, sapendo che, se la mia attività avesse avuto uno sviluppo futuro, ne avrebbero beneficiato in futuro tutti; ciò ha comportato grandi sacrifici per mia moglie nel prendersi cura dei nostri figli, che ora condividono con me l’avventura imprenditoriale di Pool Pharma».

 

Investire negli integratori negli anni Novanta fu una scelta coraggiosa: come decise d’intraprendere questo percorso?

«Avevo un’esperienza ultraventennale in ambito commerciale e distributivo di prodotti per la farmacia, con diversi mandati di aziende importanti in Lombardia, Piemonte e Liguria. Ho deciso di puntare su questo nuovo filone, all’epoca senza leggi precise e oggetto di dibattito: oggi il settore, di cui siamo stati i capostipiti, vale tre miliardi di euro di fatturato in Italia».

 

Quale fu l’intuizione?

«Da un lato ci fu l’affaire Poggiolini, che ribaltò una tematica operativa consolidata in ambito farmaceutico; dall’altro notai i primi segnali della globalizzazione e capii che era in atto un cambiamento piuttosto veloce: le aziende che avevo contribuito a portare al successo si stavano conglobando in un pacchetto unico, con tanti piccolo-medi fatturati che sparivano. Decisi, quindi, pur lavorando per altre aziende, di creare qualcosa di mio: qualcuno storse il naso, ma alla fine è andata bene».

 

Quali i fattori vincenti che hanno consentito a Pool Pharma di diventare leader del settore e di restare competitiva?

«In primis una profonda conoscenza del mercato e un’attenta selezione dei fornitori, un deciso orientamento ai consumatori e alla loro soddisfazione, una rete di vendita professionale e una solida partnership con le farmacie. Decisivi, poi, gli spot e le telepromozioni, che, grazie anche a slogan vincenti, ci hanno permesso di fare un immediato salto di qualità a livello di riconoscibilità del marchio e sul fronte delle vendite».

 

Perché avete scelto, fin dall’inizio, di vendere i vostri prodotti nelle farmacie?

«Essendo all’inizio sconosciuti, abbiamo voluto investire sulla farmacia, ambiente che conoscevo bene, per creare un progetto in grado di valorizzare da un lato il prodotto e dall’altro il ruolo e la professionalità del farmacista, dando un certificato di qualità che ci consentisse di conquistare e mantenere la fiducia di addetti ai lavori e consumatori: si è rivelata una scelta vincente e oggi siamo presenti in circa novemila farmacie in tutta Italia».

 

Che consiglio darebbe a un imprenditore, magari giovane, che sta iniziando la propria avventura?

«Una delle cose, per me, più importanti nella vita è credere in quello che si fa e mettere passione nel proprio lavoro: se un prodotto, qualunque esso sia, è fatto con amore, la differenza si vede. Servono, poi, cultura, competenze e ricerca costante». AR

«Puntiamo su ricerca e fattore umano»

Camilla Pizzoni: «Siamo dinamici e immediati col consumatore»

A colloquio con Camilla Pizzoni, direttrice tecnica dell’Osservatorio Pool Pharma Research.

 

In principio furono MG.K Vis e Kilocal, che ancora oggi rimangono i pilastri, ma nel tempo la gamma di prodotti in ambito benessere e bellezza si è arricchita: quale il ruolo della ricerca?

«Ricerca e innovazione sono fondamentali, perché consentono di trovare sempre il miglior contenuto da inserire nei prodotti per garantire sicurezza ed elevati standard qualitativi. Puntiamo molto su questo aspetto: lo facciamo da sempre ma specialmente oggi in un mercato che è molto più competitivo. È un continuo lavoro per migliorare».

 

Com’è cambiato il settore negli ultimi anni? E il rapporto tra italiani e benessere?

«Le due cose sono strettamente correlate. Il settore dell’integrazione si è ampliato notevolmente e ci sono ancora tassi di crescita a doppia cifra: sono entrate in gioco le aziende del farmaco, avendo regole più restrittive nel loro campo che penalizzano l’innovazione, e le realtà dell’alimentare classico. Il mercato è florido perché c’è sempre più attenzione da parte delle persone, che ricorrono alle cure, ma iniziano a parlare anche di prevenzione, un miraggio quando iniziammo, complice l’allungamento della vita».

 

Si diffonde sempre più la vendita online, anche di farmaci, con casi di contraffazione. Riguarda anche gli integratori?

«Sì, il fenomeno tocca anche il nostro settore e credo lo farà sempre di più, poiché la vendita online non è tutelata da nessuno se non da chi vende: per il consumatore non è sempre così facile valutare».

 

I consigli per non cadere nella trappola?

«Bisogna stare attenti a chi vende l’integratore, che, lo ricordo, deve essere un prodotto notificato al ministero della Salute. Diffidare, poi, da prezzi troppo bassi e chiedere, se possibile, un consulto al farmacista».

 

 è tra i leader globali Pool Pharmadel settore, ma rimane un’azienda a gestione familiare, anche piuttosto snella dal punto di vista delle risorse umane: nel rapporto con clienti e fornitori è oggi un plus o ha elementi di criticità?

«Ritengo sia un grande valore: il dinamismo che abbiamo rispetto a società più strutturate ci permette di dare risposte al consumatore in tempi più brevi. Credo, poi, che in futuro si tornerà a dare attenzione e valore alle persone: da noi conta ancora molto il fattore umano e in tempi di globalizzazione e appiattimento cerchiamo di trasferire questa nostra filosofia agli agenti, ai farmacisti e ai clienti».

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