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07. 05. 2021 17:27

Che ne sarà di noi? L’intelligenza artificiale sempre più nel nostro futuro

Luca Roncella presenta la rubrica #Ritornoalfuturo del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia

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E se domani…? Questa è la domanda al centro di #Ritornoalfuturo, rubrica proposta dal Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci con appuntamento ogni sabato per tutto il mese di febbraio. Il progetto, “a distanza” e in digitale, è dedicato ai possibili sviluppi dell’intelligenza artificiale in molteplici campi, dalla sicurezza alle relazioni. Il game designer, Luca Roncella, racconta l’iniziativa a Mi-Tomorrow.

In che cosa consiste la rubrica?
«Volevamo parlare di futuro e abbiamo scelto l’intelligenza artificiale, perché sarà sempre più centrale nelle nostre vite. L’approccio è critico: esponiamo i lati positivi e negativi di queste tecnologie. L’obiettivo è quello di stimolare e far riflettere il nostro pubblico. Proponiamo 4 possibili scenari, basandoci su quello a cui si sta già lavorando: spingiamo solo un po’ l’acceleratore».

Questi contenuti digitali avranno un seguito?
«Sì, sono l’anticipazione di un grande progetto che dovrebbe vedere la luce tra aprile e maggio: un’area interattiva all’interno del museo, dedicata proprio all’intelligenza artificiale».

È difficile capire i rischi che si nascondono dietro lo sviluppo di sistemi così avanzati.
«Come per tutte le tecnologie, dipende sempre dall’uso che se ne fa. Ci sono molti studi a livello europeo per definire i limiti di legge attorno all’intelligenza artificiale. In Cina, ad esempio, sono stati introdotti sistemi di riconoscimento facciale che permettono di schedare la popolazione per ragioni di sicurezza. Tuttavia, potrebbero essere usati presto in altre ambiti. Le implicazioni etiche sono tutte da valutare».

Più in generale, in quali campi l’intelligenza artificiale ci sorprenderà nei prossimi anni?
«Sicuramente nella mobilità: l’intelligenza artificiale sarà fondamentale per le smart city, con veicoli a guida autonoma e connessi con il tessuto urbano. Inoltre, i dispositivi di riconoscimento facciale manderanno in soffitta i documenti di identità. Scenari più vicini di quanto crediamo».

Com’è andato questo anno di digitalizzazione “forzata” del museo?
«I risultati sono stati molto buoni: oltre 66 mila visualizzazioni per la pagina #storieaportechiuse tra febbraio e giugno. Durante il lockdown abbiamo pubblicato un nuovo contenuto al giorno: mini-documentari, spiegazioni delle nostre opere raccontate dai curatori e le pillole del nostro consulente scientifico, Barbara Gallavotti, sull’attualità del vaccino. Abbiamo convertito in digitale tutto ciò che è stato possibile».

Ci sono progetti in presenza su cui state lavorando per il 2021?
«Nuove aree e laboratori: uno dedicato a Marte, con una simulazione della vita sul pianeta rosso, poi un altro sull’alfabetizzazione digitale, dove proporre un uso creativo e utile degli strumenti tecnologici. Speriamo ritorni presto la voglia di visitare i musei».

Musei e digitale, sarà un binomio stabile d’ora in avanti?
«Tante iniziative hanno avuto un successo tale che credo proseguiranno in parallelo all’esperienza fisica: il digitale non è un ripiego, ma un’occasione. Si è sviluppata una relazione nuova con i visitatori e per certi versi impossibile prima per limitazioni spaziali e di tempo; sarebbe sciocco non continuare».

Gli appuntamenti

La rubrica #Ritornoalfuturo fa parte del palinsesto di Storie Digitali, che prevede tre appuntamenti settimanali organizzati dal Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Tutti i contenuti sono visibili sul sito museoscienza.org nella sezione dedicata. Si parte il lunedì con #StorieScelte, brevi documentari dedicati alla nascita delle Gallerie Leonardo a cura del regista Francesco Clerici, mentre giovedì è il turno di #StorieAttualità, che tratta tematiche scientifiche del presente con la giornalista scientifica Barbara Gallavotti.

Ora è arrivato febbraio, mese dedicato all’intelligenza artificiale. Il programma prevede quattro temi: “l’app che ti migliora”, “la tecnologia che riconosce gli ospiti in un campo profughi”, “l’app che trova il vero amore” e, infine, “la tecnologia che previene i reati”. Il prossimo appuntamento, domani sabato 13 febbraio, riguarderà un ipotetico campo d’accoglienza del futuro: “Abbiamo immaginato sistemi di riconoscimento che permetteranno di creare database anche in assenza di documenti di identità” ha detto Roncella. “Arriviamo a considerare l’altra faccia della medaglia, il rischio di poter essere sorvegliati e riconosciuti sempre”. Situazioni estremizzate ma non così lontane: è giunto il tempo giusto di fare una riflessione

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