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17. 05. 2021 12:23

Letizia Moratti, carriera tra luci e ombre: dalla riforma dell’istruzione al quartiere di “Sucate”

Letizia Moratti è il volto "nuovo" del Pirellone: una carriera politica importante, non senza qualche lato oscuro

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Letizia Moratti torna in politica a 70 anni dopo una lunga assenza: era il 2011 quando perse le Comunali per Milano contro lo sfidante Giuliano Pisapia.  La sua è stata una lunga carriera che l’ha visto passare da manager di successo a ministro fino all’esperienza come primo cittadino nel capoluogo meneghino. Oggi per lei si apre una nuova pagina.

Una carriera con qualche neo. Letizia Moratti intrapresa una carriera come manager, dapprima nel  mondo assicurativo, poi nei media ed infine l’approdo ad Ubi Banca. Il suo esordio sulla scena pubblica è però datato 1994, anno in cui diventa presidente della Rai sotto il primo governo Berlusconi, con il difficile compito di risanare il bilancio pubblico dell’azienda di Stato.

Nel 2001, sempre sotto il governo Berlusconi, riveste per 5 anni il ruolo di Ministro dell’Istruzione dove viene ricordata per la tanto celebre quanto contestata “Riforma Moratti”. Nel 2006 però decide di candidarsi a sindaco di Milano, battendo l’ex prefetto Bruno Ferrante.

In Comune sono 5 anni burrascosi, ma non privi di soddisfazione. Durante il suo mandato introduce l’Ecopass, l’ingresso a pagamento in centro da cui poi scaturirà l’Area C, e getta le basi per la vittoria ad Expo 2015. Firma anche la nuova visione urbanistica di Porta Nuova lanciando le basi per il nuovo skyline milanese ancora in divenire. Infine sotto la sua amministrazione nasce anche BikeMi, il primo servizio di sharing di bici milanese.

Lati oscuri. Tuttavia non sono mancate pagine meno lodevoli durante i suoi anni da sindaco. In un controverso giro di nomine a persone fidate, nel 2017 è stato costretta a risarcire il Comune di Milano di quasi 600mila euro. Secondo i giudici della Corte dei Conti avendo assegnato incarichi dirigenziali a soggetti esterni all’amministrazione comunale, avrebbe generato nelle casse di Palazzo Marino un buco di quasi 2 milioni di euro.

Già nel 2001, quando era ministro, subì un procedimento simile per una consulenza da oltre 180mila euro affidata ad una società esterna con le finalità di riorganizzare il proprio ministero.

L’ultima campagna contro lo sfidante Pisapia è invece costellata da gaffe e toni fuori dal politically correct come ad esempio le accuse su “Pisapia ladro d’auto” per le quali si scusò pubblicamente, oppure la strategia comunicativa basata sul pericolo dell’islamizzazione.

Celebre fu la gaffe durante quel periodo sul quartiere di “Sucate”, in cui un ironico tweet parlava di moschee abusive in questo fantomatico quartiere milanese. Nonostante fosse evidente che si trattasse di uno scherzo, lo staff dell’ex sindaco rispose tramite i social che avrebbe al più presto sgomberato l’area.

 

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