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21. 01. 2022 18:09

Tutti davanti al Trivulzio: i parenti delle vittime continuano a chiedere giustizia

Quest'oggi i parenti delle vittime delle RSA si riuniscono davanti al Pio Albergo Trivulzio per chiedere ad alta voce giustizia per i loro cari

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La richiesta di archiviazione da parte della Procura di Milano per gli amministratori di otto Rsa milanesi – presentata ormai più di un mese fa, non spegne il dolore dei familiari delle vittime del Pio Albergo Trivulzio, la Rsa di Milano tristemente nota per il grande numero di anziani deceduti tra gennaio e aprile 2020: 321 vittime per cui il pubblico ministero ha chiesto, nel mese scorso, l’archiviazione delle indagini. Un decesso su tre sarebbe stato a causa del Covid – 19, ma per la Procura “l’eccesso di mortalità al Pio Albergo Trivulzio per Coronavirus si situa in una fascia intermedia rispetto a quanto avvenuto nelle Rsa del milanese”.

Pio Albergo Trivulzio: i parenti delle vittime continuano a chiedere giustizia

Già l’Associazione Felicita – ex Comitato di Giustizia e Verità per le Vittime del Trivulzio -, appena presentata la richiesta di archiviazione aveva duramente protestato, dichiarando che l’archiviazione delle indagini rappresenta un fallimento nella ricerca della verità della vicenda. Per i parenti delle vittime è stata sancita un’ingiustizia, legittimando il mix letale di negligenza e incompetenza che hacomportato il decesso di quell’impressionante numero di anziani. Si è passati così per vie legali, depositando un atto di opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura.

Una manifestazione davanti al Trivulzio per sensibilizzare l’opinione pubblica

Dopo il deposito della opposizione legale da parte dell’Associazione Felicita, torna a chiedere giustizia anche il Comitato AnchiseComitato Nazionale Famiglie RSA RSD Sanità, che ha indetto una manifestazione di fronte al Trivulzio questo sabato, 27 novembre, alle 14.30: Per non dimenticare: alla ricerca dell’umanità, della giustizia e della verità perdute.

La ferita non è sanata, perché non si sono ancora trovati i responsabili della gestione disastrosa della struttura del Trivulzio – e delle altre Rsa milanesi: i parenti degli anziani deceduti continuano a chiedere giustizia, perché nonostante il tentativo di comprendere le estreme difficoltà che la pandemia possa aver procurato agli amministratori delle strutture, non smettono di pensare che una gestione diversa delle Rsa fosse possibile. I membri dell’associazione sono convinti che i focolai potessero essere scongiurati e con essi i decessi degli anziani più fragili, morti in totale solitudine, senza alcun conforto da parte dei propri cari.

fontana trivulzio

Non la pensano così dal Pirellone dova il governatore della regione Attilio Fontana è concorde con la linea della Procura di Milano: «La richiesta di archiviazione è la dimostrazione della serietà e della professionalità con cui è stato gestito il Pio Albergo – aveva dichiarato nelle scorse settimane -. Sono umanamente contento di sapere che non ci sono state responsabilità ed errori».

Per la Procura infatti l’eccesso di decessi al Pio Albergo Trivulzio  per covid si collocherebbe “in una fascia intermedia”, cioè in linea, “rispetto a quanto avvenuto nelle Rsa del Milanese“. Ciò significa che, secondo i pm, non vi sarebbe alcuna eccezionalità per il caso Trivulzio, non diverso né peggiore rispetto alle situazioni che si sono verificate nelle residenze per anziani della stessa area geografica. 

Tutti davanti al Trivulzio: «La disabilità, la vecchiaia e la malattia riguarda tutti noi»

E quindi i familiari delle vittime tornano in piazza sabato, per manifestare per quello che è successo e  per porre le basi di un cambiamento radicale nell’amministrazione delle Rsa milanesi: “L’unione fa la forza. La disabilità, la vecchiaia e la malattia riguarda tutti noi. Per cambiare la cultura della cura che metta al centro l’essere umano con le sue diverse abilità e fragilità” si legge sul volantino della manifestazione.

Davanti al Trivulzio interverranno Letizia Caselli, parente di una delle vittime della Cra Paradiso di Ferrara, membro Amnesty International Italia e del Comitato Anchise; Giulia Calisi, membro del Comitato Anchise; Debora del Pistoia, che porterà il sostegno Amnesty International Italia ai parenti delle vittime; l’avvocato Consuelo Locati e Maria Grazia Breda, presidente Fondazione Promozione Sociale e membro del CDSA-Coordinamento Nazionale per il Diritto alla Sanità degli Anziani malati e non autosufficienti.

La scelta del luogo dove manifestare è stata semplice, perché il Pio Albergo Trivulzio rappresenta in qualche modo il simbolo delle migliaia di morti e delle le sofferenze degli anziani nelle Rsa. Chi è sopravvissuto ai mesi più bui della pandemia riporta ancora oggi pesanti ripercussioni fisiche e psicologiche legate alla mancata cura, alla precarietà della salute, alla difficoltà emotive che la solitudine provoca.

Da più di un anno infatti, dichiarano i membri del Comitato Anchise, gli anziani sopravvissuti al Covid nelle Rsa sono costretti ad un doloroso isolamento sociale e all’allontanamento anche dai propri cari che li danneggia gravemente, peggiorando il loro stato di salute fisico e psichico.

La manifestazione non vuole essere un evento singolo, ma l’occasione per gettare le basi per una nuova cultura della cura che assicuri agli anziani, ai malati e ai non autosufficienti il diritto alla salute, alla vita,  agli affetti e alla dignità umana. I parenti delle anziani deceduti nelle Rsa milanesi si mobilitano per chiedere una presa di coscienza collettiva del problema e per promuovere e sollecitare un dialogo e un confronto con le istituzioni che, fino ad ora, non hanno accolto le istanze dei parenti delle vittime. 

 

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