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24. 01. 2022 14:01

Eicma torna a Milano: la 75esima edizione del mondo delle due ruote dopo un anno di stop

Eicma 2021 segna il ritorno al contatto, alla creazione di relazioni fra brand e consumatori. Ma è solo l’inizio di una rivoluzione che non potrà più fare a meno del digitale, anche dopo la pandemia

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Eicma torna a Milano per la sua 75esima edizione. Dopo un anno di stop, si torna a respirare a pieni polmoni l’aria del mondo delle due ruote con cinque padiglioni stracolmi di novità, vecchie e nuove moto, 820 marchi in esposizione (metà provenienti dall’estero, con 35 paesi rappresentati) tra motore a scoppio e non, mezzi elettrici, enduro, cross, accessori e tutto quello che le moto significano.

Sì, ad Eicma c’è tutto (o quasi), soprattutto in un’edizione che vede al via aziende che da sole detengono oltre l’80% delle quote di mercato: da Honda a Yamaha, fino ai vari Suzuki, Kawasaki, MV Agusta, Triumph, Royal Enfield, Fantic Motor, Benelli QJ, Kymco, Sym, Piaggio, Aprilia, Moto Guzzi, FB Mondial, Italjet, Moto Morini, Swm e Zero Motorcycle. La lista potrebbe essere infinita, ma la chiudiamo qui: il bello è entrare e provare con mano, spalancando gli occhi.

Prime volte ad Eicma

Molti prodotti sono già stati anticipati sul web, ma c’è anche chi ha deciso di mantenere fede alla tradizione esponendo, per la prima volta, la propria moto proprio a Eicma: è il caso della Benelli TRK 800, che con il motore più potente si candida come nuova regina del mercato.

C’è anche la Aprilia Tuareg 660, una due ruote con vocazione fuoristradistica, la Zero Motorcycles FXE, la “Tesla” delle moto; la Kawasaki Z650 RS, richiamo ed erede della Z650-B1 lanciata nel 1977; la Moto Guzzi V100 Mandello, della quale si sa ad oggi poco o nulla. E poi la Suzuki GSX-S1000Gt, sport tourer che promette prestazioni da sballo, Triumph Tiger Sport 660 e Piaggio One, scooter elettrico e uno dei modelli più attesi del mercato.

Non solo turbo

Spazio anche all’abbigliamento, agli accessori, alle e-bike e, da quest’anno, ai veicoli commerciali leggeri e ai mezzi alternativi alla mobilità come i monopattini. Significativa, in questa chiave, la presenza in grande stile per Helbiz che ha presentato due anteprime mondiali. Immancabile l’area esterna dedicata a MotoLive, l’anima racing di Eicma giunta alla sua sedicesima edizione, dove il pubblico può assistere gratuitamente a competizioni e show, senza dimenticare l’arena per le eBike, grande novità di quest’anno ospitata al padiglione 24.

Pietro Meda, Presidente di Eicma: «Siamo un modello aperto al futuro»

«In un settore dove la passione è ancora la motivazione di acquisto trainante, il rapporto diretto con i prodotti, insieme alla dimensione emotiva e sensoriale, rendono il modello Eicma attuale e aperto al futuro». Non ha dubbi Pietro Meda, presidente di Eicma. La sua creatura continuerà ad essere un’attrazione unica anche per il futuro di questo settore.

Presidente, qualcuno ha comunque già presentato in digitale i suoi prodotti.
«Siamo convinti che una soluzione virtuale non può sostituire completamente l’esperienza di visita dal vivo. Non è così per il grande pubblico, né per le migliaia di operatori del settore che stanno dimostrando il desiderio di tornare a fare business dal vivo. Quindi ringraziamo le molteplici attività che, in pandemia, hanno tenuto alta l’attenzione sul settore, ma ora torniamo a respirare l’aria di casa nostra».

Voi siete l’emblema dell’Italia che riparte.
«Questa vuole essere in parte una ripartenza, in parte una conferma della passione e del fatto che fisicamente la passione vada sempre toccata. Comunque, per un settore importante come quello fieristico e per un evento internazionale come Eicma, il ritorno è essenziale ed è un grandissimo segnale di ripartenza».

Qual è il segreto della longevità di una manifestazione come Eicma?
«Il bello è che questo cambiamento di cui tutti parlano, necessario per rimanere al passo con i tempi, non c’è stato; siamo stati tutti supportati dal digitale, come ho già detto, ma l’aspetto dell’esperienza live, dal vivo, rimane preponderante. Per rispondere alla domanda, il segreto è unicamente da ricercare nella passione delle persone per le due ruote, che non è mai tramontata. Anzi, con la pandemia possiamo dire che paradossalmente è anche aumentata».

Allora com’è cambiato il mondo delle due ruote in questi ultimi anni?
«E’ divenuto molto più sostenibile, in tutte le sue forme. Quest’anno grande spazio viene dato alla bicicletta, anche nella sua versione eBike. E poi le moto, che viaggiano con il 70% in meno di emissioni anche per grazie alla folta rappresentanza delle versioni elettriche. Ma anche l’evento fieristico in sé è molto più sostenibile».

Lei ha detto che con Eicma «riapre il futuro».
«Lo confermo. Dopo un anno in cui abbiamo tutti vissuto una situazione di disagio, senza una speranza verso il domani, il ritorno di Eicma è un segnale di rinascita; per questo ‘riapre il futuro’, perché ci piace pensare che Eicma possa essere il simbolo dell’Italia che si rimette in moto. In tutti i sensi».

Luca Palermo, Ad di Fiera Milani: «Qui ci sono evoluzione, sfide e traguardi»

«La fiera è luogo di business ma anche di innovazione, perché è qui che spesso vengono presentate le tecnologie destinate a cambiare la vita di tutti noi». L’amministratore delegato di Fiera Milano, Luca Palermo, è raggiante. Perché la macchina organizzativa del polo fieristico è tornata a pieno regime, anche grazie ad Eicma.

Che cos’è Eicma per Fiera Milano?
«Eicma rappresenta un evento in continua evoluzione, ricco di sfide e di nuovi traguardi. È una vetrina di prestigio. Quando si arriva qui si sognano novità che poi proveremo nel quotidiano, per esempio come accade per le moto».

E lei, da dueruotista, non può che accogliere favorevolmente l’evento.
«La partnership con Eicma va avanti da 100 anni, è un percorso insieme che tende a far appassionare il mondo intero. Come ad posso dire che siamo ripartiti, finalmente. È ripartito il settore fieristico, una bella cosa per l’Italia intera».

Che cosa si aspetta da questi giorni?
«Conferme. Sui numeri, sull’amore delle persone per le due ruote ma soprattutto sulla centralità di Milano. Abbiamo le idee chiare, l’ambizione è far diventare la città un hub europeo per fiere e congressi, competere con il mercato tedesco e non solo. Ma dovremo essere bravi ad investire nella tecnologia migliore».

Come sono stati gestiti i 18 mesi di silenzio dovuti alla pandemia?
«La mancanza del settore ha creato un vuoto, che è quello di creare relazioni tra le aziende e i consumatori».

Come se lo immagina il futuro delle fiere?
«Ibrido. Perché il digitale da solo non è in grado di far fronte al bisogno fieristico, ma sicuramente può essere un ottimo elemento di aiuto al settore: consente di avere contenuti a disposizione per più tempo rispetto al momento preciso».

Un qualcosa che già esiste.
«Certamente. L’unione con il digitale punta ad un’esperienza fieristica più efficiente. Io entro in fiera con un biglietto digitale, magari avendo già in mente cosa e dove andare. Fare business digitale può aiutare a migliorare la sicurezza in fiera, ma per noi è importante offrire fiere sicure perché il contatto umano ci sarà sempre».

Ma non mancano i grandi assenti ad Eicma

Dopo un anno di stop imposto dalla pandemia, Eicma torna ad accogliere gli appassionati delle due ruote e si conferma come l’appuntamento più importante del settore. Questo nonostante le defezioni di alcuni marchi importanti: Bmw, Ducati, Harley-Davidson, Husqvarna e Ktm sono brand che hanno scritto la storia delle due ruote, che quest’anno non esporranno nulla durante i giorni di fiera a Milano. Aziende che hanno preferito puntare sul digitale per presentare i loro nuovi prodotti, con una strategia la cui validità è tutta da verificare ma che, finora, per alcuni si è rivelata vincente (basti pensare alla World Premiere digital di Ducati).

Ducati. L’assenza di BMW era assodata da tempo, mentre chi ha stupito è stata proprio Ducati. Perché queste rinunce? Probabilmente perché, nonostante Eicma sia un evento internazionale, vetrina capace di attirare l’occhio di tutto il mondo, è altrettanto vero che i numeri del mercato motociclistico non sono calati a causa della pandemia. Insomma: l’assenza da fiere ed eventi nel 2020 causa Covid ha fatto risparmiare molti soldi a budget, da qui la volontà di non essere più presenti a questo genere di manifestazioni, ma di investire il budget che prima era allocato per la fiera in altre forme di comunicazione e approccio al cliente. Si punta a presentazioni virtuali, test ride dedicati e nuovi formati live più vicini al motociclista. Se sarà una formula vincente, però, è ancora tutto da verificare.

L’inasione del made in China

A Eicma grande spazio quest’anno alla micro-mobilità a due ruote, con moltissimi stand dedicati a e-bikes, segway e monopattini elettrici. Oggetti quasi tutti made in China, cosa che ha innalzato enormemente il numero di aziende orientali presenti a Eicma. Degli 820 marchi totali, ben 385 (il 47%) sono stranieri e di questi il 75% sono cinesi, vale a dire ben 290. Numeri significativi che fanno comprendere l’enorme afflusso di marchi cinesi sul mercato delle due ruote. Uno su tutti Niu, brand di scooter elettrici che da poco ha aperto un nuovo store anche in via Farini.

Tra tradizione…

Di fronte alla grande cavalcata dei novi brand cinesi, ci sono però anche quelli legati alla tradizione delle due ruote. Come Honda, ad esempio, protagonista nel padiglione 13 con uno stand di grandissime dimensioni. Ma anche Pollini, Fantic, Marelli, Triumph, Moto Guzzi e Piaggio, al fianco di aziende storiche come Marelli, Vespa, Brembo, Kawasaki, Morini e moltissime altre. Tutti brand con una storia di moltissimi anni alle spalle, pronti a coesistere assieme alle nuove aziende provenienti da Oriente.

… e novità

C’è anche una startup milanese tra gli espositori di Eicma: Narvalo, azienda creatrice della mascherina Narvalo Urban Mask, sarà ospitata all’interno dell’area Startup e Innovation al padiglione 18. Qui verrà raccontato come nasce la mascherina protettiva certificata FFP3 anti-smog, pensata per i motociclisti e non solo, e il suo progetto di sensibilizzazione a 360 gradi sul problema dell’inquinamento e sulla mobilità urbana. Narvalo è una startup spin-off del Politecnico di Milano.

 

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