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20. 06. 2024 05:34

Seconda guerra mondiale: 80 anni fa veniva distrutta la Galleria Vittorio Emanuele II (che oggi, invece, imbrattano)

La storia dei bombardamenti alleati sul centro di Milano nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1943

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Gli attacchi aerei alleati durante la Seconda Guerra Mondiale hanno lasciato un segno indelebile sulla città di Milano. In particolare, la notte di agosto in cui il centro cittadino fu colpito ha causato gravi danni alla Galleria Vittorio Emanuele II, simbolo di bellezza architettonica e importanza culturale.

Il contesto storico dei bombardamenti alleati su Milano durante la Seconda Guerra Mondiale

Per comprendere appieno i bombardamenti alleati su Milano durante la Seconda Guerra Mondiale, è fondamentale analizzare il contesto storico in cui essi ebbero luogo. Durante il conflitto, Milano rappresentava uno dei principali centri industriali e strategici dell’Italia settentrionale. La sua importanza economica e infrastrutturale la rendeva un obiettivo di primaria importanza per gli Alleati, che miravano a indebolire le forze nemiche e a interrompere le linee di rifornimento. Le prime incursioni aeree sulla città risalgono al 1940, ma fu nel corso del 1943 e del 1944 che Milano subì i peggiori bombardamenti. La città era sotto il controllo del regime fascista e rappresentava un nodo vitale per il regime di Mussolini. Gli Alleati, nell’ambito delle loro operazioni di liberazione dell’Italia, miravano a colpire le infrastrutture militari e industriali per indebolire la capacità di resistenza del nemico. 

Basilica Sant'Ambrogio distrutta seconda guerra mondiale
Basilica Sant’Ambrogio distrutta seconda guerra mondiale

I bombardamenti alleati su Milano

I bombardamenti alleati su Milano furono intensi e prolungati, causando la distruzione di numerosi edifici, tra cui la Galleria Vittorio Emanuele II. Le incursioni aeree notturne, come quella che colpì la città nella notte di agosto, avevano lo scopo di colpire le zone abitate con il minore rischio possibile per i piloti. Tuttavia, gli effetti devastanti sul patrimonio storico e culturale furono inevitabili. Nonostante la motivazione strategica degli Alleati, i bombardamenti causarono la morte di molti civili e provocarono una profonda sofferenza tra la popolazione milanese. La città subì ingenti danni materiali, che richiesero anni di lavoro per essere riparati. Tuttavia, la ricostruzione successiva alla seconda guerra mondiale consentì a Milano di rinascere, e la Galleria Vittorio Emanuele II, nonostante i danni subiti, si riaffermò come uno dei simboli di resilienza e bellezza architettonica di Milano. 

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La memoria dei bombardamenti e il loro impatto sulla città sono ancora vivi nella coscienza collettiva milanese. La Galleria rappresenta oggi un simbolo di sopravvivenza e un richiamo alla necessità di preservare la pace e la bellezza architettonica, testimoniando la resilienza di una città che ha saputo ricostruirsi e rigenerarsi nonostante le ferite del passato. 

La notte degli attacchi: descrizione degli eventi e dei danni causati 

La notte degli attacchi che colpirono il centro di Milano nella fatidica notte tra il 12 e 13 agosto fu un evento di estrema gravità. Gli attacchi aerei alleati si verificarono in una sequenza di ondate, con un’incessante cadenza di bombe che colpirono indiscriminatamente la città. Le sirene di allarme riecheggiarono nelle strade, mentre la popolazione cercava rifugio nelle cantine e negli scantinati, sperando di mettersi al riparo dalla furia distruttiva dei bombardamenti. La Galleria Vittorio Emanuele II, fiore all’occhiello dell’architettura milanese, non fu risparmiata dalla devastazione. Le sue maestose vetrate, che una volta facevano filtrare la luce solare e adornavano l’atrio principale, furono frantumate dai bombardamenti. Le colonne che adornavano la Galleria crollarono, mentre le facciate subirono gravi danni. Il pavimento in marmo, simbolo di eleganza e raffinatezza, fu scalfito dalle esplosioni. I danni causati alla Galleria non si limitarono solo all’aspetto estetico. Molti dei negozi e dei caffè all’interno del complesso commerciale furono completamente distrutti o gravemente danneggiati. L’atmosfera vibrante e affollata che una volta caratterizzava la Galleria fu sostituita da macerie e desolazione. Furono 504 gli aerei che il Bomber Command inviò la sera del 12 agosto 1943. L’allarme suonò alle 0.35 e dopo pochi minuti iniziò il bombardamento che durò per circa un’ora. Il centro subì danni ingentissimi, venne distrutto Palazzo Marino, la Questura, il palazzo delle Poste, il comando dei Vigili Urbani, il comando provinciale dell’UNPA, subirono danni il Castello Sforzesco, la chiesa di San Fedele, l’Acquario Civico, nel complesso di Santa Maria delle Grazie in mezzo alla distruzione si salvò il Cenacolo, riportò danni il Duomo, venne distrutta la volta della Galleria. Il numero di morti secondo i dati ufficiali fu relativamente basso, 19 vittime e 644 feriti.

La notte degli attacchi rappresentò un momento di grande paura e disperazione per la popolazione milanese. La città era stata teatro di una ferocia senza precedenti, e il suo patrimonio architettonico e culturale ne era uscito profondamente segnato. Tuttavia, la Galleria Vittorio Emanuele II, nonostante i gravi danni subiti, avrebbe avuto la possibilità di rinascere grazie agli sforzi di ricostruzione che sarebbero stati compiuti dopo la fine della guerra. 

Via Olmetto devastata dai bombardamenti bellici
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La Galleria Vittorio Emanuele II: storia e importanza culturale

La Galleria, progettata dall’architetto Giuseppe Mengoni e inaugurata nel 1877, rappresenta un simbolo di eleganza e raffinatezza che caratterizza il cuore di Milano. Il suo nome è un omaggio al primo re d’Italia, Vittorio Emanuele II, e il suo scopo originario era quello di essere un luogo di incontro, di commercio e di vita sociale. La Galleria non è solo un luogo di shopping e di ritrovo, ma anche un importante patrimonio culturale. Le opere d’arte e le decorazioni presenti all’interno testimoniano l’importanza che la cultura e l’arte hanno sempre avuto nella storia di Milano. Le sculture, le pitture e gli affreschi che adornano le pareti della Galleria rappresentano un connubio di stili e influenze artistiche, che spaziano dal neoclassicismo al liberty.

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