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22. 10. 2021 16:24

Zero Hyperlocal: «Raccontiamo NoLo con il respiro di chi la vive»

Mostra d’arte pubblica a cielo aperto in via Giacosa grazie a ZERO Hyperlocal

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In collaborazione con il Comune di Milano, Zero lancia ZERO Hyperlocal, la mostra di arte pubblica e partecipata dedicata alle storie dei quartieri della città, attraverso un percorso narrativo di immagini e manifesti volti alla comunità che anima e vive quotidianamente il territorio.

Zero Hyperlocal, la mostra che racconta i quartieri

«Hyperlocal – racconta a Mi-Tomorrow Piergiorgio Caserini, l’editor del progetto – comincia là dove la città si sta rimettendo in sesto, dopo un lungo periodo di contorsione in spazi sempre più piccoli. L’essere “sotto casa” ci ha mostrato ogni quartiere come un mondo a sé che respira con tutti gli altri».

Fino a domenica 16 maggio sarà possibile osservare e leggere i ritratti di 40 abitanti del quartiere – provenienti da diversi mondi come Joseph Grima, Valentina Ciuffi e Bassi Maestro – affissi sui muri lungo via Giacosa, nei pressi del parco Trotter, uno dei simboli storici del quartiere NoLo – North of Loreto.

zero hyperlocal

«Raccogliere le loro storie ci ha guidato nel passato e nel presente di bar, vie e parchi della zona. Per questo abbiamo deciso che i manifesti avrebbero dovuto raccontare quella stessa quotidianità che connota l’immagine di quartiere, questo è il senso “popolare” della mostra: di NoLo abbiamo raccontato le partite di pallavolo della comunità trans al Trotter, il Badminton in Piazza Durante, o ancora la squadra di calcio femminile di Jo Borrella, ma anche i festeggiamenti della Quincenaera, classico “passaggio di rito” della comunità latina, tra i ristoranti di via Padova».

Il vivace centro culturale milanese è solo il primo tassello di un ampio quadro che ZERO Hyperlocal continuerà a tracciare nei luoghi più suggestivi della città: «Dopo aver esplorato l’inclusività espressa negli spettacoli drag, le social street partecipate e le librerie aperte alle selezioni di vicinato, esploreremo il mondo dei Navigli come un’oasi a cielo aperto, con le sue pratiche di birdwatching e streetfishing tra le zone boschive nel bel mezzo della città, dando anche una certa visione “nostalgica” di Milano con il gusto per il vintage e per i mercatini, attraverso le storie delle osterie che oggi diventano le storie dei bar, pionieri del bere in città».

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