Osvaldo Songini (Collegio San Carlo): «Siamo sempre stati dentro la storia»

Collegio San Carlo
Collegio San Carlo

Locali eleganti ma non sfarzosi quelli del Collegio San Carlo, un certo movimento di persone che non sfocia nel disordine, ogni tanto compare qualche riferimento all’ispirazione religiosa. Siamo in corso Magenta, dove vige il motto humilitas, anche se il Collegio San Carlo ha fama di essere tra i più esclusivi della città. Osvaldo Songini, preside della primaria e secondaria, racconta a Mi-Tomorrow il passato e il presente dell’istituto.

Quasi 150 anni di vita, vi sentite un’istituzione della città?
«Il San Carlo ha attraversato la storia di Milano per tre secoli accompagnando la città nei suoi momenti decisivi: siamo nati in un momento difficile del rapporto tra Stato e Chiesa, quando ai cattolici non era permesso partecipare alla vita pubblica. Noi abbiano preparato un terreno che consentisse ai cattolici di esprimersi, di portare un contributo diretto».

Un collegio, insomma, mai avulso da ciò che succedeva fuori dalle mura scolastiche?
«Siamo sempre stati dentro la storia, ricordo che durante la Prima Guerra Mondiale abbiamo ospitato un ospedale militare, qui si sono formate persone capaci di ribellarsi alle derive autoritarie costituendo le cellule delle organizzazioni cattoliche della resistenza».

Qual è stato il rapporto con il ’68?
«La contestazione portava a trascurare gli studi. Noi, quasi per reazione a una deriva sempre più violenta, li abbiamo sempre coltivati».

Il San Carlo è sempre stato considerato una scuola d’élite.
«Se per elitaria si intende una scuola che vuole dare una formazione qualitativamente alta, allora lo siamo. Ricordiamo ai ragazzi che la cultura, il sapere, la competenza sono mete impegnative da raggiungere: qui non si viene promossi facilmente».

I voti, però, sono alti: bisogna essere molto dotati per frequentare il collegio?
«C’è posto per tutti purché in armonia con i nostri obiettivi, ad ogni modo non facciamo test d’intelligenza ».

Le rette non sono basse: una famiglia di operai può iscrivere qui un figlio?
«Premesso che una quota del bilancio è destinato alla borse di studio, la cosa decisiva per noi è che una famiglia creda nel nostro progetto di scuola cattolica volta alla formazione dell’individuo nella sua interezza. Per i problemi economici si può sempre trovare una soluzione».

Però sono iscritti i rampolli delle famiglie più in vista.
«Guardi che abbiamo duemila studenti, non siamo una scuola per pochi intimi. Certo ci sono i figli di persone protagoniste della vita pubblica, ma certamente non solo loro».

Avete l’ambizione di formare le classi dirigenti?
«Fedeli alla nostra storia negli ultimi anni stiamo lavorando per formare una classe non solo dirigente, ma responsabile. I nostri studenti si impegneranno nella società, tutti devono ricevere una caratura di responsabilità civica, una cosa importate in un’epoca di deresponsabilizzazione dilagante».

Il San Carlo è un passaggio obbligato per i “fighetti milanesi”?
«In passato ho lavorato in un liceo pubblico e posso dire che i fighetti stanno dappertutto. Purtroppo questo è un cliché duro a morire, potrei dire che i nostri studenti fanno volontariato, partecipano a iniziative caritatevoli, fanno assistenza agli anziani: sono cose che non sbandieriamo, le facciamo e basta. E comunque dico che qui lo snobismo non trova proprio humus».

Siete conosciuti come sancarlini: come trova questa definizione?
«Molto fastidiosa».

Perché?
«Arriva da fuori, fu durante il ’68 ad opera di alcune frange studentesche per assimilarci ai sanbabilini, poi venne fatta la stessa con i paninari: è un tentativo di considerarci di destra ignorando del tutto la nostra storia antifascista».

Perché due genitori non cattolici dovrebbero iscrivere il proprio figlio al San Carlo?
«Perché trovano rispetto, se non attenzione, per loro identità. Formiamo la persona nella sua integralità, nella sua dimensione psicologica, affettiva e fisica».

Avete studenti ebrei, mussulmani, atei?
«Certo, come tutti gli altri possono avvertire la passione per le persone, la caratura forte di questa esperienza perché la formazione cristiana della persona è integralmente umana».

L’imprinting del San Carlo dura per tutta la vita?
«C’è l’associazione degli ex alunni i quali vengono spesso a trovarci e poi mandano i loro figli qui. Sicuramente il fatto di essere stati segnati da un’educazione crea un senso di appartenenza al San Carlo»

Un secolo e mezzo di storia
Quest’anno vi sono iscritti 1.939 alunni

Il Collegio San Carlo è un istituto milanese paritario, di ispirazione cattolica. Principio educativo della scuola è porre la vita dello studente al centro delle proprie attività e educare la persona nella sua interezza, attraverso modalità formative basate su rigore didattico e cordialità educativa. L’offerta formativa si rivolge a studenti di età differenti, a partire dalla scuola dell’infanzia, proseguendo con scuola primaria e secondaria e terminando con il liceo. In tutti questi passaggi trovano spazio percorsi scolastici articolati in sezioni ad indirizzo tradizionale ed interculturale. Dal 2017 è offerto anche un percorso di International Baccalaureate (IB Diploma Programma). Nell’anno scolastico 2018-2019 sono iscritti 1.930 alunni. Quest’anno il Collegio San Carlo conterà 150 anni dalla fondazione, avvenuta nel 1869. Per maggiori informazioni si può consultate il sito collegiosancarlo.it.

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