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19. 05. 2022 06:31

Le donne afgane ringraziano: a Milano appare una donna con burqa sulla croce 

L’opera, di Donati Meyer, pesa oltre 100 chili ed è apparsa in piazza Castello

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È stata affissa nella centrale Pizza Castello di Milano l’opera di Donati Meyer dal titolo «Le donne afgane ringraziano», con il chiaro riferimento all’addio delle truppe occidentali all’Afghanistan. L’opera, che ritrae una donna con il burqa trafitta su una croce, è apparsa intorno a mezzogiorno nel pieno centro di Milano. A firmarla, l’artista Cristina Donati Meyer, che non ha chiesto permessi perché «l’arte deve essere libera e anarchica».

Le donne afgane ringraziano, opera d’arte di denuncia su Afghanistan e le sue donne 

È la stessa autrice a spiegare con un lungo post il contenuto e il messaggio dell’opera: «“Le donne afgane ringraziano”, opera dedicata alla precipitosa fuga degli occidentali da Kabul che ha lasciato nelle mani dei tagliagole talebani un intero Paese e, soprattutto donne e bambine, odiate visceralmente dai patriarchi maschilisti e semi analfabeti, fondamentalisti del nulla – riporta –. L’opera, una croce sulla quale è trafitta una donna con il burqa, e che contrasta con l’estetica serena e rassicurante della grande fontana del Castello, rappresenta la sorte alla quale le truppe USA e della NATO stanno abbandonando le donne e le bambine afgane».

 

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Tutta colpa della fuga degli Occidentali

La Donati Meyer prosegue: «La scomposta fuga degli occidentali da Kabul sta lasciando nel Paese asiatico alcune decine di migliaia di persone a rischio tortura, lapidazione e assassinio per mano dei tagliagole Taliban. Sono le ragazze che avevano avuto l’illusione, in questi 20 anni di occupazione militare, di poter lavorare, studiare o non nascondersi in un sacco nero di tessuto. Sono le persone che hanno collaborato e lavorato con gli occidentali e con le autorità fantoccio afgane. Sono le bambine, anche di 8 anni e le ragazze che non avevano alcuna intenzione di prendere in “sposo” con la forza un vecchio mullah talebano. Stati Uniti e Europa avrebbero potuto pianificare un ritiro graduale e ordinato, portando prima in salvo le persone esposte a sicura vendetta talebana. Invece si è scelto di scappare, lasciando agli estremisti armi ed equipaggiamenti, oltre ad un mare di vittime, soprattutto donne e bambine, da falciare liberamente». L’opera pesa oltre 100 chili, con la croce di legno massiccio e la base in ferro.

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