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25. 04. 2024 14:00

Il mistero dei tranvieri scomparsi: perché Milano sta perdendo i suoi operatori del tram

Atm ha lanciato una campagna assunzioni per 600 nuove risorse, ma il lavoro non piace più: perché?

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Milano, con le sue scie di tram che attraversano la città come arterie vitali, sta affrontando un enigma che preoccupa cittadini e amministratori: il numero dei tranvieri, coloro che guidano questi mezzi storici, è in calo. Ma cosa sta causando questa graduale diminuzione e quali potrebbero essere le conseguenze per il tessuto urbano milanese?

Tranvieri, una professione in via di estinzione?

Negli ultimi anni, Milano ha osservato una preoccupante riduzione del numero di tranvieri. Questi professionisti, che hanno sempre rappresentato una figura iconica e fondamentale per la mobilità cittadina, stanno diventando sempre più rari. La domanda sorge spontanea: perché?

Fattori economici e condizioni di lavoro

Innanzitutto, la questione economica e le condizioni di lavoro giocano un ruolo cruciale. La retribuzione e i benefici associati alla professione potrebbero non essere più così attraenti come un tempo, soprattutto per le nuove generazioni. Inoltre, le lunghe ore di lavoro, il traffico cittadino e la pressione di mantenere orari precisi possono risultare sfidanti e stancanti.

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Cambiamenti tecnologici e automazione

Un altro fattore da considerare è l’avanzata della tecnologia. L’automazione e l’introduzione di sistemi di guida assistita o completamente automatizzati potrebbero ridurre la necessità di tranvieri umani. Sebbene questa eventualità possa sembrare ancora lontana, l’investimento in tecnologie avanzate potrebbe gradualmente marginalizzare il ruolo tradizionale del tranviere.

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Formazione e reclutamento

Il processo di formazione e reclutamento di nuovi tranvieri è un altro punto critico. La formazione richiede tempo e impegno, e se i potenziali candidati non vedono un chiaro percorso di carriera o vantaggi tangibili, potrebbero optare per professioni alternative.

La necessità di strategie innovative

Per contrastare questa tendenza, è essenziale che le aziende di trasporto pubblico e le autorità locali sviluppino strategie innovative per attrarre e mantenere i tranvieri. Ciò potrebbe includere miglioramenti nelle condizioni di lavoro, campagne di valorizzazione della professione, e investimenti in formazione e sviluppo professionale.

La voce dei tranvieri

Ascoltare direttamente dai tranvieri quali sono le loro esigenze e preoccupazioni potrebbe fornire spunti preziosi per migliorare la situazione. Dopo tutto, chi meglio di loro può sapere cosa serve per rendere la professione più attraente e sostenibile?

I tram di Milano sono più di semplici mezzi di trasporto; sono un simbolo vivente della città, un ponte tra passato e futuro. Preservare la figura del tranviere non è solo una questione di mobilità, ma anche di mantenimento di un’eredità culturale. Affrontare le sfide che hanno portato alla diminuzione dei tranvieri sarà fondamentale per assicurare che i tram continuino a snodarsi attraverso le vie di Milano, guidati da professionisti motivati e appassionati.

I tranvieri e la non più necessità del famoso posto fisso

Nel film Quo Vado?, il personaggio di Checco Zalone idolatrava il concetto di “posto fisso”, quel lavoro sicuro e stabile che sembrava un sogno per molti italiani. Tuttavia, sembra che Milano stia virando verso una nuova realtà lavorativa, lasciando alle spalle l’idealizzazione del posto fisso, perlomeno nel settore dei trasporti.

L’azienda di trasporti milanesi Atm ha lanciato una campagna assunzioni per integrare 600 nuove risorse nel suo organico. Sorprendentemente, sta trovando difficoltà nel colmare questi posti, in particolare quelli di autista, nonostante le offerte includano contratti stabili e benefici tradizionalmente attraenti. A causa di questa carenza, sono state ridotte le corse di 31 linee di superficie, causando disagi evidenti per i pendolari.

Cambiamento culturale e professionale

La cultura lavorativa a Milano sta subendo una trasformazione. Sempre meno giovani sono attratti da lavori tradizionalmente considerati sicuri ma poco stimolanti o poco remunerativi. Molti ambiscono a carriere più flessibili, creativamente gratificanti o tecnologicamente avanzate, come quelle nel crescente settore dell’influencer marketing o della creazione di contenuti online.

Le politiche di welfare, come il reddito di cittadinanza, e l’adozione diffusa dello smart working potrebbero aver influenzato la percezione del lavoro tradizionale. La possibilità di lavorare da remoto o di godere di ammortizzatori sociali ha potuto ridurre l’attrattiva di impieghi che richiedono presenza fisica e orari rigidi.

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