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13. 07. 2024 22:01

Agorà, via libera dal Comune al rilancio del palazzo del ghiaccio di via dei Ciclamini

A fare il punto della situazione sul palazzo del ghiaccio di via dei Ciclamini è stata Martina Riva

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Buone notizie per quanto riguarda l’Agorà. A fare il punto della situazione sul palazzo del ghiaccio di via dei Ciclamini è stata Martina Riva, Assessora allo Sport, Turismo
e Politiche Giovanili: «Abbiamo approvato in Giunta un importante atto di indirizzo, che potrà finalmente ridare nuovo e stabile slancio all’impianto».

Agorà, storia

«Vale forse la pena ripercorrere brevemente la storia di un palazzetto che rappresenta l’unico impianto del ghiaccio in città e che, a seguito di numerose vicissitudini – non ultimo l’impatto del recente, drastico rincaro del prezzo dell’energia – è chiuso dal gennaio del 2023. Il palaghiaccio, di proprietà comunale, era stato dato in concessione, nel marzo del 1987, alla Agorà S.r.l.. Tale concessione è arrivata alla sua naturale scadenza a fine gennaio 2017».

«In attesa dell’espletamento della gara per la ricerca di un nuovo concessionario, l’impianto era stato lasciato in gestione provvisoria alla stessa Agorà S.r.l., che, peraltro, nel maggio del 2018, si era costituita in ATI con alcune altre realtà, per presentare al Comune una proposta di Partenariato pubblico-privato sull’impianto, che era stata accolta dall’Amministrazione, che ne aveva sancito l’interesse pubblico. Purtroppo il procedimento del partenariato si è a un certo punto arenato, nell’ottobre del 2020, per mancanze imputabili al proponente medesimo, che non era stato in grado di produrre tutte le necessarie garanzie previste in questi casi dalla legge».

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Palazzo del Ghiaccio Agorà di via dei ciclamini a Milano
Palazzo del Ghiaccio Agorà di via dei ciclamini a Milano

Agorà, l’ultimo anno

«Da allora l’Amministrazione si è prodigata nella ricerca di un nuovo gestore e, nel 2022, ha emanato ben due avvisi esplorativi: uno per la ricerca di un nuovo gestore definitivo, in grado di proporre un nuovo PPP, e uno per la ricerca di un gestore temporaneo, nel frattempo che la lunga procedura di PPP, che si sperava si potesse avviare, fosse stata perfezionata. Entrambe le procedure non hanno purtroppo ricevuto il riscontro sperato, essendo andata la prima deserta e la seconda avendo ricevuto una sola proposta, da parte di un soggetto, che, però, non possedeva i requisiti tecnici necessari a fornire un sufficiente margine di affidabilità».

«Nel frattempo è sopraggiunta la guerra in Ucraina e, con essa, il repentino rincaro delle materie prime e dell’energia. Il gestore provvisorio, Agorà S.r.l., ha purtroppo cessato sia di corrispondere il dovuto canone contrattuale al Comune sia di pagare l’energia elettrica, la cui fornitura è stata pertanto distaccata da A2A, con conseguente scioglimento del ghiaccio presso l’impianto, che, nel contempo, era appunto stato chiuso».

«Non essendo pervenuto alcun pagamento, in data 22 marzo 2023 il Comune ha inviato al gestore un’ingiunzione di pagamento dei debiti arretrati: contestualmente l’Amministrazione ha confermato, come da consuetudine, in carico allo stesso gestore, la permanenza di tutti gli obblighi di custodia, di vigilanza e di conservazione del bene, in attesa della ripresa in carico dell’impianto, che per prassi avviene con l’individuazione di un nuovo gestore».

«Contestualmente, l’Assessorato allo Sport e i suoi uffici non hanno mai smesso di intavolare interlocuzioni con gli operatori del settore del ghiaccio e, nel frattempo, di studiare una procedura amministrativa per l’individuazione di un nuovo gestore, che potesse ragionevolmente garantire un margine di successo più ampio, rispetto a quelle espletate precedentemente e andate deserte».

Stadio del ghiaccio Agora di Milano
Stadio del ghiaccio Agora di Milano

Agorà oggi

«Oggi siamo finalmente alla fine di questo faticoso cammino. Con l’approvazione da parte della Giunta Comunale di questo importante atto di indirizzo politico, si stabilisce una volta per tutte un percorso per il definitivo rilancio dello stadio del ghiaccio di Milano. Le linee di indirizzo sono le seguenti: per la gestione di lungo periodo, si avvierà una procedura ad evidenza pubblica di concessione di servizi, ai sensi del Codice dei contratti pubblici, per l’individuazione di un nuovo gestore».

«Nel frattempo, anche su sollecitazione del CONI e di Fondazione Milano-Cortina, si avvierà una procedura parallela, per l’individuazione di un gestore temporaneo, nelle more dell’espletamento della gara per la gestione definitiva. Questa seconda soluzione, fortemente cercata e voluta dall’Assessorato, è quanto mai opportuna per una serie di ragioni:

  • restituire al più presto alla città il suo unico impianto del ghiaccio;
  • garantire l’attività tradizionale di associazioni e società sportive, che utilizzano l’impianto a favore degli iscritti, in gran parte bambini e giovani;
  • assicurare una gestione temporanea per un congruo periodo di tempo, che consenta la piena fruibilità dell’impianto per gli allenamenti durante i Giochi di MilanoCortina2026, considerato che il palaghiaccio è stato inserito nel dossier olimpico, come sito di allenamento per la disciplina del pattinaggio di figura».

«Per completezza è doveroso aggiungere che l’Assessorato ha sempre escluso in maniera radicale l’ipotesi di una gestione “in house” del palaghiaccio da parte di Milanosport, per ragioni del tutto oggettive e quasi intuitive, come gli elevati costi di mantenimento e di gestione di un impianto massimamente energivoro e, soprattutto, la necessità di uno specifico know-how tecnico, per gestire una struttura particolare come quella del ghiaccio».

«Peraltro, con un’ipotetica gestione in house del Comune di Milano, tutti i lavori di riqualificazione necessari per la riapertura dell’impianto sarebbero divenuti a tutti gli effetti lavori pubblici; come tali, sottoposti alle lunghe procedure amministrative che caratterizzano per legge i lavori pubblici. In altre parole: sarebbe stato semplicemente impensabile poter riaprire l’impianto, per questa via, prima di qualche anno. Probabilmente anche prima delle Olimpiadi».

«La soluzione che è stata individuata prevede invece che sarà il soggetto che vincerà la gara per la gestione temporanea a farsi carico di quei lavori che sono assolutamente necessari per una rapidissima riapertura, che possiamo immaginare divenire realtà già per la stagione 2024-25. Lo stesso gestore temporaneo potrà quindi garantire quella continuità di esercizio che è condizione imprescindibile per poter utilizzare la struttura nel corso della manifestazione olimpica».

«I costi sostenuti dal gestore temporaneo per questa rapida riqualificazione potranno poi venire condivisi, entro un tetto massimo di spesa e per la parte di lavori non ancora ammortizzata al termine del periodo di gestione temporanea, con il soggetto che, in un secondo momento, si aggiudicherà la gestione definitiva dell’impianto e che potrà anch’esso, all’evidenza, usufruire dei miglioramenti nel frattempo realizzati dal gestore temporaneo».

«La soluzione individuata ci pare poter tenere insieme tutte le esigenze: quella ad una rapida riapertura, a beneficio dell’utenza cittadina, quella al corretto rispetto degli impegni presi in fase di candidatura olimpica, quella ad una gestione stabile, affidabile e di lungo periodo, di un impianto che potrà presto tornare ad essere uno dei fiori all’occhiello dello sport milanese».

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