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20. 05. 2022 21:29

Magic moment per l’Allianz Powervolley Milano. Matteo Piano: «Ora ce la giochiamo con tutti»

Domenica ospita Perugia. Piano: «Viviamo un crescendo, speriamo senza fine»

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In Final Four di Coppa Italia per la prima volta nella storia, avendo eliminato i campioni di tutto di Civitanova. Poi un netto 3-0 nel derby a Monza mercoledì scorso. È un periodo di good vibes per l’Allianz Powervolley Milano, che domenica si appresta ad ospitare lo schiacciasassi Perugia all’Allianz Cloud di piazza Stuparich (dalle 18.00, biglietti su ticket.midaticket.it), match della sesta giornata di ritorno di Superlega maschile.

Powervolley Milano, che momento: parla Matteo Piano

Un magic moment che nessuno vuole interrompere: «È la squadra da battere, ha dimostrato di esserci sempre – sottolinea il capitano della Powervolley, Matteo Piano –, ma possiamo fare risultato giocando una grandissima pallavolo come a Civitanova. Abbiamo grinta e la consapevolezza di potercela giocare».

Piano, riavvolgiamo il nastro: cosa avete combinato in Coppa Italia?
«Una piccola impresa, per ognuno di noi e per questa società. E poi la prima volta non si scorda mai… Per me è stata la prima da capitano, abbiamo giocato una bella pallavolo e per vincere devi giocare da squadra. A volte ci provi e ci riesci, altre volte non va come speravi».

Ma questa Milano è più forte di quella dell’anno scorso che ha vinto la Challenge Cup?
«È diversa, non saprei dire se sia più o meno forte. Sono due squadre differenti con giocatori diversi. Su una cosa sono certo: abbiamo fatto passi avanti incredibili e abbiamo ancora margini di miglioramento notevoli, un crescendo che non è finito perché non si smette mai di migliorare, affinare le competenze e imparare. E tutto questo è stimolante».

Omicron ha stravolto il calendario, come si fa a convivere con questi continui rinvii?
«Serve spirito di adattamento, sia psicologico che motorio e situazionale. Non è per forza un vantaggio, sicuramente lavori per non renderlo uno svantaggio. Di certo non è una bella situazione, perché non aiuta la programmazione e il lavoro. In primis il nostro da atleti, ma anche quello di chi deve organizzare allenamenti, carichi, palestre. Per non parlare del pubblico, che si tiene libero un giorno e poi vede la partita saltare all’ultimo».

Il pubblico, appunto: come si convive con palazzetti vuoti o semivuoti?
«Io sono contento che, dopo tanto tempo, siano tornato un po’ di tifosi. Anche solo l’esperienza dell’Olimpiade è stata un ottimo segnale. Riabbracciare seppur solo una porzione pubblico è stato un regalo immenso. Ricordo ancora l’emozione della prima giornata di campionato, quando abbiamo sfidato Monza. Condividere emozioni con gli appassionati è qualcosa di grandioso. Se tempo fa si sottolineava la scarsa affluenza, adesso rivaluti tutto il vissuto prepandemico».

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