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12. 08. 2020 17:41

Il sogno paralimpico di Bruno Varacalli: «Tutto per la divisa»

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«Toglietemi tutto, ma non la divisa!»: a gridare il suo amore per la Polizia di Stato è Bruno Varacalli: «Ho combattuto tanto per averla, fin da quando ero piccolo sognavo questo e voglio continuare a lavorare in Polizia. Ma ora ho anche un altro sogno: gareggiare alle Paralimpiadi del 2024».

Il 5 settembre 2017 la vita dell’agente scelto è cambiata per sempre: quel giorno Bruno era in autostrada con la sua moto, direzione Austria, meta di un raduno di centauri. All’altezza di Brescia Ovest il destino decide di scrivere un terribile capitolo nella sua vita: un rimorchio di un tir perde una ruota, che dopo aver rimbalzato sull’asfalto, centra la moto di Bruno.

LA SVOLTA • Bruno cade a terra, ma non basta, perché un camion che segue non riesce a frenare e lo travolge. Sangue copioso esce dalla gamba destra, l’arteria femorale recisa: «Subito dopo l’incidente – racconta a Mi-Tomorrow –, ho tamponato la ferita come potevo. E questo mi ha salvato la vita. Ricordo l’arrivo dell’ambulanza, poi sono entrato in shock ematico».

La corsa disperata in ospedale lo salva. Bruno sopravvive, ma subisce un’amputazione transfemorale alla gamba destra, dalla coscia in giù. Di fronte due strade: piangersi addosso per tutta la vita o reagire. «Non volevo essere compianto. A Brescia, in rianimazione, ho ricevuto la chiamata del capo della Polizia nazionale e del questore di Milano: a loro, come a tutti gli altri, ho ribadito che non voglio perdere la divisa per cui ho lottato tutti questi anni».

IL LAVORO • Dopo un lungo iter riabilitativo, durato sette mesi, l’agente scelto ha ripreso la sua vita a morsi e adesso è in attesa del via libera del Ministero dell’Interno per poter rientrare al lavoro: «Non farò più un’attività operativa, ma ricoprirò un ruolo tecnico. Attualmente nessuno nelle mie condizioni lavora in polizia perché tutti hanno sempre chiesto il congedo. L’ok definitivo dovrebbe arrivare in questi primi mesi del 2019».

Attraverso la sua esperienza, Varacalli vuole essere anche un monito per la sicurezza stradale: «Io quel giorno in autostrada ho seguito tutto ed ero in regola, mentre il rimorchio del tir non era a norma di legge. Rispettare le norme stradali è importantissimo e per questo cerco di sensibilizzare tutti, dai più piccoli ai più grandi, attraverso degli incontri a tema».

Non a caso, il prossimo 26 febbraio Bruno discuterà la tesi “Disabilità, lavoro e sport nelle forze di polizia”, come epilogo del suo corso di laurea triennale di scienze motorie frequentato online.

L’ATLETICA • Ma il ritorno in servizio è solo la prima tappa. Da settembre, Bruno ha iniziato a praticare atletica leggera a livello agonistico, allenandosi fino a sei volte a settimana: «Gareggio sui 100, 200 e anche sui 60 metri, questi ultimi solo indoor».

E non nasconde l’orgoglio e la determinazione di chi in parte ce l’ha già fatta: «A fine gennaio parteciperò alla prima gara in Svizzera: sarà il primo passo, ma il sogno è andare alle Paralimpiadi del 2024. Mi alleno sei volte alla settimana con il mio allenatore Marco La Rosa per questo traguardo. Lo so: ce la farò».

E poi bisognerà solamente riannodare i fili di un viaggio bruscamente interrotto un anno e mezzo fa: «Andrò in Austria a quel raduno, con la mia Ducati Rossa Hypermotard».


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