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29. 06. 2022 05:41

Come sarà il nuovo San Siro: ristoranti, negozi, bar e vip lounge

Tutte le novità del progetto, parte la rincorsa sfrenata ai soldi di Milan, Inter e Comune di Milano

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La questione stadio a Milano ha portato il Comune a dire la sua sul nuovo San Siro, che dovrà avere una base importante dedicata a cibo, vip e in generale creare un reddito che vada oltre le semplici partite di Milan e Inter. Uno spazio che possa vivere sempre, tutti i giorni, e che possa permettere a chi di dovere di poter avere un reddito oltre il mero evento sportivo.

Come sarà il nuovo San Siro, la delibera del Comune di Milano è chiara 

La delibera della Giunta del Comune di Milano riassume, in 20 pagine, quello che dovrà essere il prodotto finale del nuovo San Siro. Aspettando che ci sia l’ufficialità della scelta del progetto del nuovo stadio tra la Cattedrale di Populous (che pare in vantaggio) e gli Anelli di Manica-Sportium, si legge di come il 32% della superficie complessiva del nuovo impianto, vale a dire circa 99 mila metri quadrati, dovrà essere a disposizione di spazi con funzioni sia complementari che di tipo redditizio, non direttamente collegati con le partita o i concerti. Ancora più nel dettaglio, 8.610 metri quadrati dovranno essere dedicati a punti di vendita e ristoro, 22.665 mq all’accoglienza, 255 mq alle Vip Lounge. Ed è proprio questa la grande differenza che sussiste tra l’attuale stadio Giuseppe Meazza e quella che è l’idea del nuovo impianto, ed è anche questo il motivo per il quale Milan e Inter insistono per realizzare il nuovo impianto, che avrà una capienza da 60mila posti di cui 12mila riservati a posti premium (e, di conseguenza, più costosi di quelli tradizionali).

Nuovo San Siro, tutta una questione di soldi

Come spesso accade, anche per il nuovo San Siro è tutta una questione di soldi. In questo caso, di ricavi da stadio, come hanno spesso evidenziato gli esponenti delle due società di calcio quando sono stati chiamati a discutere del tema. Ma anche di ricavi per il Comune di Milano. La Giunta ha inserito nella sua delibera anche una relazione tecnica del Responsabile unico del procedimento Simona Collarini. Dove vengono riportare tutte le critica attuali presenti nel progetto delle società sportive: no al piano sulla viabilità intorno all’area di San Siro (50% per le auto) e no alla rata annuale (2,7 milioni di euro) proposta dai club in cambio della concessione del diritto di superficie per 90 anni dell’area di 281 mila mq. 

Europa Verde contraria, ma Beppe Sala non è preoccupato 

Chi non appare d’accordo su questo progetto è Europa Verde. Tanto che l’assessore all’Ambiente e al Verde del Comune, Elena Grandi, era assente nella seduta di Giunta di venerdì durante la quale è stato confermato l’interesse pubblico al piano presentato da Milan e Inter: «Ma non è un problema politico – ha tagliato corto il Sindaco Beppe Sala – quando non la si vede allo stesso modo deve decidere il sindaco, e così ho fatto. Detto ciò, mi sembrava logico che l’assessore Grandi, che rappresenta una forza, Europa Verde, che ha fatto del no al nuovo stadio un cavallo di battaglia, fosse assente».

Milan e Inter, no alla ristrutturazione di San Siro

Ai nostalgici che vedevano nella ristrutturazione dell’attuale impianto di San Siro l’unica via percorribile, Sala risponde: «Andate voi a convincere le squadre. Perché il punto è questo. Io ci ho provato due anni, ma non lo vogliono fare. Se qualcuno si sente più bravo di me, si faccia avanti. La discussione non può essere sul sì o no al progetto perché su quello noi ci siamo presi la nostra responsabilità e andiamo avanti». Tutto questo, ovviamente, ad oggi. Perché dietro l’angolo c’è anche la possibilità che possa essere indetto un referendum per far decidere ai cittadini il destino del vecchio impianto: ma per farlo, bisognerà prima raccogliere 15mila firme.

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