Eleonora Anna Giorgi, la milanese si supera: «Provo con la 50 chilometri»

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Una nuova sfida nel 2019 attende Eleonora Anna Giorgi. La ventinovenne milanese, oro ai Giochi del Mediterraneo nell’edizione di Mersin 2013 nella 20 chilometri di marcia (oltre a tre titoli italiani), nel nuovo anno si prepara ad affrontare la distanza della 50 chilometri di marcia. Una sfida tutta da vivere.

Giorgi, come mai questa nuova avventura?
«È una scommessa per provare una nuova sfida con me stessa. Sarà molto dura e tosta perché la 50 chilometri è più del doppio della mia distanza abituale. Da un lato mi spaventa quest’incognita, mentre dall’altro lato sono contenta e affascinata da un nuovo obiettivo così ambizioso».

Come si sta allenando?
«Rispetto ad una 20 chilometri, gli allenamenti sono più lunghi e intensi perché una 50 chilometri dura in media sulle quattro ore: bisogna essere pronti per questi sforzi. Durante la preparazione facciamo 20-30 chilometri al giorno, anche 40, divisi in due sessioni di allenamento: in genere la mattina corro per 20 chilometri, il pomeriggio per 10».

A quando le prime gare?
«A gennaio esordirò sulla 35 chilometri e, piano piano, si alzerà l’asticella fino ad arrivare alla Coppa Europea, a maggio in Lituania, dove correrò la mia prima 50 chilometri».

Lei, che ha vissuto due edizioni dei Giochi Olimpici estivi, cosa ne pensa dell’opportunità di Milano-Cortina ‘26?
«Sarebbe una grandissima occasione. Tutte le città che hanno avuto un’Olimpiade si sono trasformate, basta guardare Torino nel 2006: adesso è più bella e all’avanguardia. I Giochi hanno dato una spinta a 360 gradi non solo dal punto di vista economico, ma anche per le infrastrutture. Qui a Milano le strutture dedicate all’atletica si possono sicuramente perfezionare».

Dove si allena a Milano?
«La mattina mi preparo al Parco di Trenno, il pomeriggio al Centro Sportivo XXV Aprile. Sicuramente una struttura dedicata, o comunque più attrezzata, darebbe un aiuto in più per tutto il mondo dell’atletica milanese».

Il 22 novembre è stata premiata con le benemerenze del Coni. A dicembre, verrà assegnato l’Ambrogino d’Oro. Le piacerebbe riceverlo un giorno?
«Sarebbe un riconoscimento molto importante. Per una milanese come me, che ama da sempre la sua città, questo premio rappresenterebbe l’apoteosi».

Dopo il flop degli Europei di Berlino, come sta l’atletica italiana?
«È una domanda difficile e non è il mio compito dare una risposta: sicuramente è in atto un cambio generazionale. Adesso ci sono tanti giovani in rampa di lancio, con la voglia di vincere. Posso citare sicuramente Filippo Tortu».

Vede per lei già un futuro dopo l’atletica?
«Intanto spero di continuare il più a lungo possibile. Ma, quando smetterò, mi piacerebbe molto rimanere nel mondo dello sport. Ho studiato 5 anni in Bocconi, ma ho anche frequentato un master alla Bicocca in Sport Management e Marketing. Un motivo in più per rimanere sempre in orbita».