giochi olimpici
giochi olimpici

La notizia era nell’aria da qualche giorno, ma ora è ufficiale: i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 sono stati rimandati al prossimo anno. Un’ipotesi che il Cio aveva annunciato pochi giorni fa di voler valutare nel giro di un mese, ma quando le pressioni si sono fatte crescenti anche il premier nipponico Shinzo Abe e il numero uno dello sport mondiale Thomas Bach hanno alzato bandiera bianca.

 

 

Pareri discordanti. Una scelta, quella di rimandare i Giochi Olimpici, che ha trovato pareri discordanti, ma che ha anche evitato l’arrivo ai nastri di partenza della manifestazione di atleti con una preparazione alle spalle molto diversa tra loro. In alcuni Paesi, infatti, il Covid-19 non ha ancora portato alla chiusura degli impianti e in ogni caso le scelte sono arrivate con tempistiche differenti.

Più tempo. Ognuno, a seconda della nazione di provenienza, ha avuto più o meno possibilità di allenarsi e tanti erano i tornei pre-olimpici da dover disputare. «Credo sia la scelta giusta, va tutelata la salute. Avrò un anno in più per prepararmi ai Giochi Olimpici», ha commentato Filippo Tortu una volta appresa la notizia. La decisione presa regala un pizzico di respiro alle federazioni che controllano gli sport di squadra. Il rinvio non significa che si riusciranno a concludere le stagioni in corso, ma almeno ci sarà più possibilità di trovare spazi per l’annata in corso e anche per quella che verrà.