inter-lazio
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C’è un mal di pancia da curare e non è quello di chi, dentro lo spogliatoio, ha chiesto di lasciare Milano alla vigilia di Inter-Lazio. I malesseri dei calciatori sono passeggeri, rientrano spesso con qualche banconota in più nella saccoccia o in estrema ratio con una cessione che porta alla stessa conclusione (il portafoglio, appunto).

Nella Milano nerazzurra chi da tempo vive con delusione la mancanza di gioie è il tifoso, che i soldi li investe per la propria passione e almeno nel caso dell’Inter non ha adeguato ricambio in soddisfazioni. Puntuale come il Big Ben londinese, la crisi di risultati è piovuta sui cieli plumbei di Appiano Gentile.

Una nuvola fantozziana che Icardi e compagni dovranno scacciare con forza, perché domani c’è un dentro o fuori che sa di importante fetta stagionale. Se l’Inter riuscirà a coglierla, il futuro potrà riservare quel sereno che oggi sembra distante, nelle previsioni meteo più immediate.

A San Siro domani alle 21.00, con la Curva Nord vuota per gli ululati razzisti di Inter-Napoli e parte degli ultras avversari che resteranno lontani dall’impianto per solidarietà ai colleghi di opposta fazione, si gioca un quarto di finale in gara unica contro una Lazio reduce dalla miglior partita della stagione.

Una sconfitta, sì, ma dopo un’ora di dominio al cospetto della Juventus. La formula tutta tecnica e fisicità che Inzaghi ha messo in campo ha dato frutti in tutto, tranne che nel punteggio. Un cambio di rotta, quello che Spalletti sperava di vedere passando al 3-5-2 dell’Olimpico Grande Torino.

Al contrario: è andata peggio che con il Sassuolo e non era così facile che accadesse, data la pochezza messa in campo nell’impegno precedente. I numeri non mentono: nessun gol nelle ultime due partite, mai più di uno a gara dal 2 dicembre (2-2 in casa della Roma).

Qualche sostituzione nell’Inter ci sarà, presumibilmente. Dal ritorno in campo di Politano a destra, subentrato ed espulso a Torino, all’esordio di Cedric in difesa sulla stessa fascia, fino al rientro di Asamoah a sinistra.

Le defezioni tuttora presenti non chiudono le porte a un possibile bis della coppia Icardi-Martinez, riproposta dal 1′ dopo più di un girone tra piccoli lampi e tanti margini di miglioramento. Qualsiasi possa essere l’antidoto all’apatia generale, Spalletti è chiamato a trovarlo.

Lasciare la Coppa vuol dire precludersi una delle due possibilità di conquistare un trofeo (l’altra arriverà in Europa League). Sarebbe un segnale ulteriore di un mancato salto di qualità ad oggi evidente e figlio di alcune scelte sbagliate.

 Una di queste, l’acquisto di Nainggolan, è tra i capi d’imputazione del processo al tecnico. Lo ha voluto lui, a discapito di guai caratteriali evidenti che hanno convinto la Roma a privarsene. In giallorosso proprio Spalletti era riuscito a mascherarne i limiti di professionalità esaltandone le doti calcistiche, ma due anni nel calcio sono un’eternità e l’ultima stagione nella Capitale era stata un pessimo biglietto da visita.

Se c’è una serata che il centrocampista può scegliere per smentire i critici, quella di domani è centrale per non andare ancora più giù. Come squadra e come singolo. Biglietti a 5 euro per gli abbonati, info su inter.it.


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