inter women
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La rincorsa sembra essere arrivata al termine: finalmente, dopo anni di piazzamenti, Inter Women si accinge a festeggiare la promozione in Serie A. In discussione non c’è più il “se”, ma il “quando”, considerati i 14 punti di vantaggio che la capolista ha su Fortitudo Mozzecane (che ha anche una gara in più nel carniere) ed Empoli. Dopo aver vinto 16 gare su 16 in Serie B, domenica le nerazzurre di mister De la Fuente affrontano a “Interello” l’Arezzo terz’ultimo.

Le premesse per festeggiare ci sono, tanto che ormai il vero traguardo non è più l’acclarato salto di categoria, ma entrare nella storia vincendo anche le prossime sei e facendo quindi l’en plein. Tra i volti più rappresentativi della squadra Martina Brustia, centrocampista ventenne cresciuta nel settore giovanile e divenuta un punto di forza sia dell’Inter che dell’Italia Under 23.

Che sensazioni circolano nello spogliatoio a poche ore dalla possibile festa?
«Bellissime perché per noi è un sogno che si avvera. Ci aspettavamo che il campionato sarebbe andato bene, ma averne vinte 16 su 16 per noi è un vanto. L’obiettivo è vincerle tutte e non accontentarci solo di quella di domenica».

Era da diversi anni che ci provavate, ormai.
«Proprio per questo motivo la promozione ha tutto un altro sapore. Il cambiamento più grande è stato l’ingresso in scena di Fc Internazionale. Ci ha dato molti più mezzi».

Che effetto fa avere uno come Zanetti che vi guarda da bordo campo ad ogni partita?
«La sua presenza è qualcosa di unico. Sentiamo la sua vicinanza in tante piccole cose, nei messaggi che ci manda attraverso lo staff prima della partita, dalle foto di incoraggiamento su Instagram».

Lei a bordo campo ha anche papà Antonio, che è il vice-allenatore.
«Abbiamo un rapporto molto professionale. C’è chi si è accorto dopo un anno che eravamo padre e figlia…».

È anche la persona che ha cresciuto calcisticamente lei e altre 7-8 ragazze che hanno fatto tutta la trafila del vivaio.
«Ormai in gruppo siamo come sorelle. Ci conosciamo alla perfezione anche in campo. Sappiamo i movimenti che facciamo, dove vogliamo la palla».

A che punto è la crescita del calcio femminile?
«L’ingresso nelle società maschili ci ha aiutato. Il calcio femminile è cresciuto molto rispetto a quando ero più piccola. C’è stato un cambiamento esponenziale, ma siamo ancora molto lontani da altri Paesi europei».

A chi si sente più vicina tecnicamente, tra i giocatori dell’Inter maschile?
«Considerato anche il numero di maglia dico Vecino. Il ruolo è un po’ diverso, lui gioca più avanzato e segna un po’ di più, ma mi piace molto per i movimenti che fa».

Domenica alle 15.00
Centro di Formazione Suning
Via Sbarbaro 13, Milano
Ingresso libero


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