milano climbing expo
milano climbing expo

Si potrebbe definire la Milano delle asperità divertenti, quelle create materialmente in palestra e grazie alle quali gli amanti delle arrampicate si diletteranno nei prossimi due giorni alla Milano Climbing Expo. Domani e sabato, per il secondo anno, i migliori interpreti del settore a livello mondiale e tutti gli appassionati dello sport verticale potranno vivere la due giorni organizzata da Urban Wall.

Esibizioni, workshop, incontri con alcuni tra i volti più noti del panorama mondiale sono stati riuniti a Milano dal responsabile dell’evento, Mario Invernizzi, una delle anime dell’associazione fondata cinque anni fa e che ospita le attività a Pero, in via Gramsci, proprio alle porte del capoluogo lombardo.

Invernizzi, cosa prevede l’edizione 2019?
«L’idea è nata per portare ai nostri affiliati e a tutta la città di Milano una due giorni di arrampicata, provando in indoor molte discipline che spesso si fanno in outdoor. Abbiamo chiamato i top tra atleti e scalatori a livello nazionale e internazionale. Ce ne saranno 53 in tutto, 35 dei quali italiani, più la selezione della Repubblica Popolare Cinese che si sta allenando per i Giochi Olimpici».

Siete anche riusciti ad aggiungere un aspetto solidale.
«Gli atleti presenti firmeranno delle maglie che verranno vendute al pubblico per un’offerta libera e il ricavato andrà alla onlus Lene Thun, che sostiene in Italia la terapia ricreativa nei contesti patologici e di disagio».

Come unirete la presenza dei campioni delle discipline e quella degli amatori?
«Il fatto che abbiamo con noi degli atleti tra i migliori al mondo è il motivo per cui all’interno della due giorni abbiamo messo una gara vera e propria, oltre a tutte le iniziative a cui parteciperà il pubblico. Gli appassionati potranno scalare in ogni modo, con o senza corda, piuttosto che con le picozze. In più ci saranno nove workshop che saranno guidati dagli atleti stessi».

Qual è lo stato dell’arrampicata a Milano e in Italia?
«In città abbiamo un bacino tra i più grandi d’Europa e il più importante di tutto il Paese. La nostra palestra conta 28.000 associati, in cinque anni di attività dell’associazione. C’è grande partecipazione, in particolar modo da parte di chi si allena nelle nostre strutture per poi andare in outdoor. I workshop durante l’evento saranno tutti mirati a questo, faremo in modo di far allenare gli amatori con atleti al top nel mondo. Questo ha attirato un gran numero di registrazioni sul nostro sito per partecipare».

In una recente intervista a Mi-Tomorrow, Reinhold Messner ha posto distanze nette tra alpinismo e arrampicata. È d’accordo?
«Al di là del grande rispetto per il personaggio, dipende da cosa si parla. È evidente che nella nostra palestra non possiamo riprodurre le condizioni che si trovano su un 8.000. Avremo però con noi fior di scalatori, gente che ha fatto alcune delle vie più dure e che sceglie la nostra struttura per allenarsi. In generale ritengo che per arrivare all’alpinismo quello dell’arrampicata sia un passaggio utile. Poi è chiaro che bisogna andare sulla roccia vera».

Quanto ha influito il fatto di essere diventati un vero e proprio sport?
«Lo considero un bene. Non può esserci solo il calcio. In questo momento l’arrampicata è a tutti gli effetti una disciplina come possono essere il salto in lungo o i 100 metri piani. E infatti andrà ai Giochi».

Domani dalle 16.00 alle 23.00
e sabato dalle 10.00 alle 23.30
Urban Wall
via Gramsci 29, Pero (Mi)
2019.milanoclimbingexpo.com
02.93.54.91.62


www.mitomorrow.it