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23. 04. 2024 03:38

Protesta in piazza contro Milano Cortina 2026: “i Giochi più insostenibili di sempre”. VIDEO

Qualche centinaio di persone per le strade di Milano, con bob al seguito sull'asfalto: FOTO E VIDEO

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Il 10 febbraio 2024, le strade di Milano sono state scenario di un corteo organizzato per esprimere il dissenso nei confronti delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, etichettate come “i Giochi invernali più insostenibili di sempre”. Il raduno, partito da piazzale Lodi alle 15, è stato promosso dal Comitato Insostenibili Olimpiadi insieme a diversi gruppi attivisti, tra cui Exctinction Rebellion, con l’intento di sollevare questioni critiche legate all’impatto ambientale, sociale ed economico dell’evento.

I punti di critica nei confronti di Milano Cortina 2026

Le richieste avanzate dai manifestanti si concentrano su vari aspetti chiave:

Stop a opere e interventi ritenuti inutili: particolare attenzione è stata rivolta al Villaggio Olimpico di Milano e alla pista da bob a Cortina, simboli di un investimento controverso con costi crescenti e un alto impatto ambientale.

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Riallocazione delle risorse finanziarie: i manifestanti chiedono che i quasi 4 miliardi di euro pubblici destinati alle Olimpiadi vengano invece utilizzati per politiche abitative pubbliche, servizi e strutture sportive accessibili, mobilità sostenibile, sanità territoriale e per la messa in sicurezza dei territori a rischio idrogeologico.

Contrasto alla turistificazione e tutela del lavoro: la protesta evidenzia anche la necessità di affrontare l’aumento dei prezzi e degli affitti brevi causati dalla turistificazione legata all’evento e richiama l’attenzione sulla tutela dei lavoratori, inclusi quelli dello sport e i volontari spesso sfruttati in grandi eventi.

Proteste per le olimpiadi di Milano Cortina 2026 a Milano il 10 febbraio 2024
Proteste per le olimpiadi di Milano Cortina 2026 a Milano il 10 febbraio 2024

Un’altra visione di città e montagna

L’obiettivo di fondo espresso dai partecipanti al corteo è promuovere una visione alternativa per città e montagna, liberandole dalla privatizzazione e dall’estrattivismo. L’evento ha rappresentato un momento di mobilitazione collettiva che mira a inceppare “la macchina” delle Olimpiadi, già in crisi per malagestione, e a denunciare i danni e gli effetti negativi già percepibili nei territori dell’Alta Italia interessati dai 400 km di arco alpino e pianura coinvolti nell’evento.

Proteste per le olimpiadi di Milano Cortina 2026 a Milano il 10 febbraio 2024
Proteste per le olimpiadi di Milano Cortina 2026 a Milano il 10 febbraio 2024

La protesta per le strade di Milano

La manifestazione di Milano sottolinea la crescente preoccupazione civica per le implicazioni di grandi eventi come le Olimpiadi, non solo in termini ambientali ma anche sociali ed economici, chiedendo un ripensamento radicale nelle priorità di spesa e investimento pubblico: “Oggi un villaggio olimpico per costruire domani studentati costosi e case per ricchi. – le parole pronunciate in manifestazione per le strade di Milano – Non è questa l’idea di diritto alla città che abbiamo. Non vogliamo una città in cui le persone nei quartieri popolari, le persone normali, siano costrette a dover abbandonare la propria storia, il proprio luogo di vita, la propria abitazione, il proprio posto di lavoro, perché si lavora soltanto per permettersi un affitto. Non vogliamo una città in cui ben 70 milioni di euro, il 2% del costo olimpico, viene utilizzato non per costruire un’opera o un’infrastruttura utile a tutte, e a tutti, ma soltanto per gli extra costi di Santa Giulia“.

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